Archivio | ottobre, 2010

Ho visto cose…

31 ott

… che voi umani non potete neanche immaginare.

Sceneggiatrici over 40 in grado di partire per Vienna alla volta di conferenze sul cinema di Bollywood aggirarsi nei pressi del red carpet per filmare il balletto dei protagonisti di My name is Khan.

Donne over sessanta (o cinquanta, fa lo stesso) venute dal nord est raccontarsi tutti i film di Bollywood degli ultimi anni mentre tirano gomitate nello stomaco delle fotografe improvvisate che inconsapevoli della portata del fenomeno si sono lasciate convincere dalle amiche sceneggiatrici over 40 a fare foto durante la passerella (chi vuoi che ci sia alla prima di un film indiano? Il mondo c’era, cazzo…)

Uomini di chiara provenienza asiatica urlare Shah Rukh!Shah Rukh!Shah Rukh! mentre il loro idolo cammina sul red carpet.

Ragazze italiane entrare in sala per la prima vestite come nella migliore tradizione indiana (inclusi i sandali senza calze, che a contatto con  il vento dell’Auditorium meritano un applauso al coraggio…) e pagare per un film doppiato che esce in sala il 27 novembre.

Tutto per un cosetto alto un metro e ho tanta voglia di crescere, nemmeno così figo.

Ma io dov’ero, quando in Italia scoppiava l’amore per Shahruk Khan? Perché questo amore per Bollywood, giuro, l’ho vagamente intuito guardando Tutti pazzi per amore 2. Non credevo fosse così diffuso sul territorio…

Cattive esperienze da spettatrice

31 ott

Dopo l’invasione abusiva dei tappeti rossi (da tenere cara, perché mi sa che su un red carpet non ci rimetterò più piede per tutta la vita…), ieri è stata la volta della partecipazione alla Festa del Cinema come spettatrice.

Fa un effetto strano, quest’anno. Protesta a parte, intendo. Lo scorso anno ero lì tutti i giorni a vedermi le anteprime, con l’accredito per la stampa. Non è difficile, quando hai un accredito e tutto il giorno libero. Guardi il primo titolo della giornata, prendi la metro, ti fai un viaggio allucinante sulla navetta della Linea Cinema (quelle minuscole che a malapena consentono di respirare per quanto si riempiono) e una volta che arrivi entri in sala, perché tanto non paghi. I migliori film della mia vita li ho visti entrando a scatola chiusa, solo perché non pagando potevo permettermi di non scegliere. A dire il vero quando non scegli non hai aspettative e puoi lasciarti sorprendere. Si dovrebbe poter non scegliere mai, nella vita. Si farebbero un sacco di scoperte belle che spesso ci precludiamo perché nella scelta ci ostiniamo a cercare quello che ci somiglia di più o che potrebbe interessarci. Vabbé, sto diventando troppo seria. Smetto subito.

Quest’anno l’accredito non c’è. Non è un male, non lo avrei sfruttato. Incastrare i film con l’orario di lavoro e con il viaggio da una parte all’altra della città non sarebbe stato molto agevole. Avrei avuto bisogno di una segretaria, e non me la posso permettere. Così quest’anno leggo le trame e scelgo. Oppure mi aggrego alle amiche che scelgono i loro film, e se ci sono vado a vederli anche io. Ieri il film che volevo vedere coincideva con la scelta delle amiche, quindi ci siamo pure trovate.

Quindi sono arrivata, abbastanza spaventata all’idea di dover comprare il primo biglietto per una proiezione. All’arrivo all’Auditorium ho anche avuto un ritorno al passato: una persona che conoscevo nella mia vita milanese, qui a Roma a vedere i film. Con accredito professional, of course.

L’incontro è stato veloce, circa un quarto d’ora per aggiornarsi su 7 anni di vita. Poi di corsa a prendere il biglietto per la mia proiezione.

Alle casse è cominciato il delirio. Fila a parte, quando è stato il mio turno uno di quei manichini in completo spezzato che vanno in giro per le sale dell’Auditorium come cani da guardia ha pensato bene di bloccarmi perché c’era un ragazzo che aveva già fatto la fila ma non aveva ancora comprato il biglietto per un problema di comprensione con la cassiera. Invece di rispondere l’ esticazzi? che si meritava, ho lasciato passare. Tanto il mio film cominciava l’ora successiva. Arrivata alla cassa ho cominciato a intuire perché ci fossero stati problemi di incomprensione. Ho tirato  fuori la tessera metrebus (se l’avete, tiratela fuori sempre e comunque, nell’ipotesi di volervi comprare un biglietto per una proiezione. Vi fanno il 10% di sconto. Pubblictà progresso in tempo di crisi) e una banconota da 20 euro. La vista della banconota ha scatenato i peggiori istinti della cassiera, che ha sfoderato tutta l’acidità accumulata nella giornata e  mi ha ordinato ‘spicci, per favore!’, come se le avessi  mostrato una banconota del Monopoli anziché 20 euro buoni.

Alla risposta ‘non li ho’, ha sbuffato  e si è rassegnta a darmi il resto in moneta. In malomodo. (considerazione a latere: se non hai voglia di starci, dimmelo. Ho un’amica disoccupata che ha un disperato bisogno di lavoro e prenderebbe volentieri il tuo posto…)

Pare che a me sia comunque andata di lusso, perché una delle amiche con cui dovevo vedere il film, al momento dell’acquisto, abbia annunciato con un secondo di ritardo il possesso della tessera metrebus, e che si sia sentita rispondere che non avrebbe goduto dello sconto perché ormai i biglietti erano stati stampati. Non è valso a nulla far notare che potevano essere annullati, tantomeno che potevano essere dati a qualcun altro (NB: i posti delle sale, alla Festa del Cinema, non sono numerati). Ha dovuto pagare il prezzo intero. Roba da far ingoiare i biglietti alla cassiera.

Comunque. Dopo l’acquisto del biglietto mi aspetta l’attesa, perché le amiche nel frattempo erano in un’altra sala, per un’altra proiezione. Ecco, io quando ero giovane o anche disoccupata, questa cosa di farmi due proiezioni di seguito ce l’avevo come abitudine. Ma ieri avevo poche ore di sonno e alcune di lavoro in corpo. Due proiezioni sarebbero state il colpo di grazia. Poi sembra che non mi sia persa molto. Quindi pace e amen.

Il film era previsto al Teatro Studio, una sala che a mio parere dovrebbe essere usata solo per conferenze e simili. Per dire, gli Stati Generali del Cinema, lo scorso anno, si tenevano lì. E’ minuscola, dritta, con le poltrone messe in una posizione tale che se per caso ti trovi davanti qualcuno alto più di un metro e settanta ti impedisce la lettura dei sottotitoli.

Ora, se il film che stai per vedere in quella sala è nella tua lingua di origine o in una lingua che comprendi perfettamente, te ne puoi fregare.

Tendenzialmente i film che si vedono alla Festa del Cinema, o almeno quelli che vedo io, non provengono dalla cinematografia nostrana. E il film proiettato ieri non era nemmeno in spagnolo.

A dire il vero, aveva anche un altro problema. Si trattava di un documentario. Ora, non ho nulla contro i documentari, sia chiaro. Ne ho anche un  paio all’attivo. Ma sarebbe carino, da parte di chi prepara i programmi per la Festa del Cinema, avvertire lo spettatore ignaro che sta per guardare un documentario. Perché posso affermare senza timore di smentita che in quella sala non eravamo solo in tre, a non sapere che stavamo per vedere un documentario. Ci voleva tanto a scriverlo da qualche parte?

In più, trattandosi di un documentario dove erano montate anche intercettazioni telefoniche provenienti dagli archivi della polizia della Louisiana, o addirittura dell’FBI, credo che qualunque persona che abbia avuto a che fare con problemi di audio nella vita possa capire la necessità di poter leggere dei sottotitoli per qualcuno che sì, mastica l’inglese, ma che non riesce a distinguere perfettamente le parole in inglese quando sono mescolate a un audio che per forza di cose non è perfettamente ripulito.

Insomma, abbiamo passato un’ora e mezzo a leggere tra le teste dello spettatore davanti. Con conseguenze spiacevoli per le nostre cervicali. E ancora adesso la sottoscritta non riesce a capire se il documentario che ha visto le sia piaciuto o le abbia fatto schifo (credo, a spanne, che mi sia piaciuto. Non posso chiedere a chicchessia di vederlo e darmi un parere perché l’ultima proiezione di The Canal Street Madam era questa mattina… Sempre al Teatro Studio)

Non so quanti altri film tornerò a vedere. Una cosa è certa: se dovessi entrare di nuovo al Teatro Studio sarà solo per film in italiano o in spagnolo.

E per il bene della vostra cervicale, cercate di risparmiarvi anche voi proiezioni al Teatro Studio in cui vi sia necessaria la lettura dei sottotitoli… Oppure usatelo come strumento di tortura verso qualcuno che odiate profondamente. Potrebbe dare buoni frutti.

Intervallo

30 ott

Considerata la quantità ammorbante di post riversati sul blog nell’ultima settimana, oggi mi concedo un giorno di riposo. Se passate dall’Auditorium, fate un fischio.

 

Una fontana all’Esquilino

Dopo l’occupazione del red carpet – il non post

29 ott

Mi è passata la voglia di fare resoconti. Basti sapere che eravamo parecchi  e che prima di Barbareschi era stata anche una bella manifestazione. Lascio le foto, un po’ qui e un po’ su flickr.

Dopo l’occupazione del Red Carpet – anteprima

28 ott

domani parte il post vero e proprio, ma come si dice tra noi autori c’ho un’urgenza e se non la faccio subito poi mi passa.

Auditorium, un anno fa. Barbareschi insultava gli autori durante gli Stati Generali del Cinema, dicendo a favore di telecamera che le manifestazioni non servivano a nulla e che se si era mantenuto il FUS era solo grazie a lui che andava a cena con Tremonti. Grande indignazione da parte dei presenti, mobilitazione per il giorno successivo, quando ci si aspettava di poter controbattere alle fesserie del signor deputato che è pure produttore. Il quale non si presentò.

Auditorium, stasera. Barbareschi, dopo una serie di lavoratori del settore che hanno parlato della situazione e dopo il messaggio di Bondi che chiama i partecipanti alla manifestazione faziosi (e tante altre cosette), prende la parola tra i fischi. Cerca di parlare, e viene fischiato. Dice che lui è dalla parte di chi protesta, che conosce parecchia gente perché è la stessa gente che si presenta nel suo ufficio (me, non mi hai mai vista di sicuro perché invece che passare per il tuo ufficio continuo a fare l’operatrice call center), che anche lui fa cultura (!), che cerca di ritagliarsi il suo spazio, che è stato grazie a lui, n’artra volta, che il fondo non è diminuito ancora, che grazie a lui le associazioni hanno potuto avere voce in capitolo e si sono vendute un pezzo di culo. Parole sue.

E in mezzo alla gente, sul red carpet, i fischi finiscono e cominciano gli applausi.

Dice che fate parte di associazioni di venduti, E SI PIGLIA APPLAUSI.

Questo nemmeno ci deve stare, a parlare mentre protestate. Questo fa parte della maggioranza che sta cercando di farvi le scarpe in tutti i modi, a voi e a tutti quanti. E’ della stessa specie che ci vuole ignoranti, bifolchi, senza cultura, senza un cazzo. E voi continuate a permettergli di aprire bocca dai vostri microfoni.

E voi, invece di mandarlo esattamente dove si merita, LO APPLAUDITE?

Ma che cazzo vi dice il cervello?

(non c’è più il filmato degli Stati Generali del Cinema del 2009, ma ho trovato Petrolini in una perfetta parodia di Barbareschi ante litteram…)

Amenità dall’Occupazione al Carpaccio.

28 ott

Leggo da una nota di Andrea Purgatori sulla pagina di Facebook dedicata alla protesta che l’organizzazione della Festa del Cinema, davanti all’ipotesi dell’invasione del Red Carpet, abbia lanciato la seguente controproposta: permettere di accedere al red carpet a 100 persone munite di biglietto.

Sto ancora ridendo.

Occupazione del Red Carpet – aggiornamenti

28 ott

Siamo a una nuova puntata dell’autunno di fuoco del mondo del cinema, iniziato con l’occupazione della Casa del Cinema del 22 ottobre 2010 (e da me affettuosamente ribattezzata occupazione al carpaccio).

Oggi è il gran giorno: si va tutti all’Auditorium a occupare il Red Carpet. Dovremo chiedere un po’ di spazio a Keira Knightley, ma questo è un dettaglio…

Prima di lasciare il comunicato ufficiale, però, vi rendo noto che il ministro Bondi ha parlato con La Padania, giusto ieri.

Pare che abbia spiegato a Tremonti il tax shelter. Peccato che si sia dimenticato di spiegargli pure che il periodo magico del Fondo di Rotazione con finanziamenti a pioggia a chiunque sapesse mettere insieme il fantasma di un progetto cinematografico era finito già con la legge Urbani sui finanziamenti al cinema e con l’articolo 8 (anno 2004). Per ulteriori informazioni sull’argomento seguire l’ *

Comunque. Il pelo sullo stomaco del Mite Bondi non interessa a nessuno. E’ già stato chiarito a sufficienza che Bondi non è un interlocutore credibile.

Quindi lascio la parola al comunicato ufficiale:

COMUNICAZIONE UFFICIALE DEL MOVIMENTO “TUTTI A CASA”:

OCCUPIAMO IL RED CARPET !!!

Domani (leggi: oggi) alle 17:30 appuntamento al Palazzetto dello sport viale Tiziano angolo Viale de Cubertin.

P.s: RICORDATEVI DI PORTARE UNA MAGLIETTA BIANCA CON LA SCRITTA IN ROSSO “ TUTTI A CASA “

DIFFONDETE IL PIU’ POSSIBILE!”

I portavoce del Movimento si sono presi la responsabilità con la questura che l’ordine sarebbe stato garantito dai responsabili di ogni associazione. Dobbiamo bloccare il red carpet ma non provocare incidenti. Vogliamo poi leggere un documento prima del film inaugurale e mettere un presidio permanente nella cavea dell’auditorium. E’ ovvio che per ottenere tutto questo dobbiamo essere TANTISSIMI , molto DECISI ma evitare infiltrazioni di persone violente.

Venite tutti!! Questa volta non c’è lavoro o impegno che tenga. E’ un momento storico e non potete proprio perderlo!!

 

Vabbé, sia chiaro che la maglietta io non me la metto. E a dire il vero non mi è nemmeno molto chiaro questo rendersi la responsabilità con la questura  di garantire l’ordine.  Comunque ci vediamo lì.

*Pare che a questa gente, giusto ogni tanto, sfugga che il cinema finanziato è sottoposto a una commissione che assegna un punteggio non solo alla storia ma pure al reparto tecnico, che debba essere garantita una produzione e che il finanziamento debba essere restituito.

Cosa ancora più importante, la Commissione che valuta queste opere è nominata per due terzi dal Ministro e per un terzo dalla Conferenza Permanente per il Rapporto tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. (vi rendo noto che un membro della Commissione fa di nome Anselma Dell’Olio, è moglie di Giuliano Ferrara e per quanto i due organi deputati alle nomine debbano prendere in considerazione le indicazioni delle associazioni di categoria nelle loro nomine, a nessun professionista dello spettacolo verrebbe mai in mente di nominare cotanto personaggio a decidere il destino dei film di chicchessia…)

Quindi è molto probabile che uno dei fattori responsabili di molti brutti film arrivati nelle sale a partire da questa legge sia una Commissione in cui gli autori hanno poco a che vedere.

Com’è che questo particolare viene eternamente omesso quando è necessario parlare male del cinema italiano? (sono ammesse tutte le ipotesi possibili, a partire dalla malafede del denigratore di turno…)

Per ulteriori approfondimenti sulla legge, potete tranquillamente scaricare questo.

Io nun ci ho capito una fava.

27 ott

Lui non l’ha chiesto. Napolitano nemmeno. Non è indispensabile. Però un po’ sì. Perché sai, i magistrati…

Niente niente, sarà il caso di pensare, prima del Lodo Alfano, a una revisione della 180?

Perché avverto qualche serio disturbo di schizofrenia localizzato giusto dalle parti di Palazzo Grazioli…

 

Proposte per rendere costruttiva la protesta del Mondo del Cinema

26 ott

Poiché in alcune zone di Roma i cittadini non sanno più dove gettare l’umido causa mancanza di cassonetti verdi, perché non li portiamo tutti il 28 ottobre all’Auditorium e li mettiamo sul Red Carpet? Così, per non andarci a mani vuote…
Alle feste bisogna sempre presentarsi con qualcosa,no?

Nuove notizie dal mondo del Cinema

26 ott

Ricevo, e per una volta diffondo volentieri, dalla SACT:

“Per far fronte alla grave situazione del mondo del cinema e dell’audiovisivo e ottenere un cambio di rotta della politica del governo, si è deciso che tutte le categorie del settore, in modo assolutamente unitario, conducano nel lungo periodo una serie di mobilitazioni  (compreso uno sciopero organizzato dai sindacati) da preparare in tavoli permanenti tra tutte le associazioni interessate.

La prima azione di questo progetto prevede il blocco del “red carpet” al festival del cinema di Roma, giovedì 28 ottobre.

Le modalità dell’azione verranno pianificate nell’ambito del presidio permanente alla Casa del Cinema.

Chiunque sia interessato a partecipare all’organizzazione della mobilitazione può unirsi al comitato organizzatore che si incontrerà alla Casa del Cinema, sala kodak, a partire da domani martedì 26, h.12.00.

Chi vuole entrare nella mailing list del comitato organizzatore può farlo scrivendo all’indirizzo mail: comitato3@gmail.com.

E’ possibile trovare notizie anche sulla pagina facebook “TUTTI A CASA, contrassegnata da una fotografia con uno striscione con questa stessa scritta.”

Speriamo che a Maroni non venga in mente di chiamare le comparse rumene del Barbarossa e farle entrare nel Paese per millantare pericoli di incidenti dagli stranieri…

E mi raccomando, voi facinorosi intellettuali di sinistra, fannulloni e parassiti che volete vivere alle spalle del Governo, non andate a spaccare le vetrine della Libreria dell’Auditorium.

(ci si vede giovedì)