Archivio | luglio, 2011

Vita da call center – La botte piena e la moglie ubriaca

31 lug

Utonto: - Senta, io tra un mese compio 65 anni. Devo andare in pensione di vecchiaia.

Operatore: - Sì…

Utonto: - Però non ho mai versato contributi.

Operatore: - Scusi, ho capito bene? Mi sta dicendo che lei non ha mai versato i contributi nella sua vita lavorativa?

Utonto: - (con una punta di ovvietà) No, io ho sempre lavorato in nero!

Operatore: - (trattenendo un bravo pirla) Guardi che le pensioni di vecchiaia, o di anzianità, sono soggette a versamento di contributi. Se lei non ha mai versato contributi, non può avere la pensione di vecchiaia.

Utonto: - (si inalbera) Mi sta dicendo che io a 65 anni non posso andare in pensione? E come pensano che mi mantengo?

Operatore: - (trattiene un ci dovevi pensare prima) Senta, stabilito che lei non ha diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità perché mi dice di non avere mai versato contributi, facciamo che la sua domanda iniziale diventa c’è qualche prestazione a cui posso accedere non avendo mai versato contributi?

Utonto: - Va bene.

Operatore: - Allora, per chi non ha mai versato contributi esiste la possibilità dell’assegno sociale. I requisiti sono l’aver compiuto 65 anni, essere residenti in Italia e naturalmente bisogna rispettare anche un requisito di reddito, sommato con quello del coniuge…

Utonto: - (interrompe l’operatore) Ecco, mi dice che ci vuole anche un requisito di reddito. Ora, io ho due appartamenti e un magazzino. Dice che l’assegno sociale me lo danno?

Operatore: - …

Sempre a proposito di sicurezza delle donne.

30 lug

Pare che l’idea del decalogo antistupro sia piaciuta così tanto che su Facebook hanno provveduto subito a metterne in circolazione uno alternativo (persino più efficace). Lo ha riportato persino Repubblica*.

Ecco i consigli del Comune di Milano per garantire alle donne il lusso della sicurezza:

1. Abbigliamento: Non indossare MAI gonne, minigonne, tacchi alti, ballerine, canottiere, calze autoreggenti, abiti da sera con lo spacco, lingerie, abiti scollati, reggiseni, pitoni di struzzo, borsette da far roteare mentre aspettate il vostro uomo protettivo (evitate di aspettare il vostro uomo protettivo a bordo strada, davanti a bidoni metallici al cui interno è stato acceso un fuoco). Evitate di indossare t-shirt con scritte come “Stuprami sono single” o “Ciao sconosciuto, hai mica delle caramelle?”.

2. Look: Rasatevi i capelli a zero, evitate il trucco e indossate abiti sobri: l’ideale sono le sacche di juta (basta praticare tre fori, uno per la testa e due per le braccia), anfibi chiodati, Birkenstock (meglio se abbinate a calzettoni di spugna bianca), Hogan (qualunque modello va bene).

3. Coprifuoco: Non uscite dopo le dieci di mattina a meno che non siate accompagnate da un uomo protettivo in possesso di una mitraglietta (regolarmente dichiarata e con porto d’armi).

4. Fare la spesa:
È sempre meglio mettere la borsetta nella busta della spesa, e la busta della spesa in un piccolo carro armato col colpo in canna.

5. Sole in casa? Se suonano alla porta puntate la vostra pistola sullo spioncino e sparate. Accertatevi dell’avvenuto decesso dello stupratore e, solo dopo, aprite la porta per accertarvi della sua identità.

6. Animali: Dotatevi di un animale di compagnia. Vanno bene doberman, pitbull, orche assassine, cobra, aquile reali e tigri del Bengala. Evitare barboncini, pechinesi, conigli, gatti, criceti e pesci rossi.

7. Mezzi pubblici: Ma dovete proprio prendere la metropolitana, i tram, i bus e i taxi? E il telelavoro che lo abbiamo inventato a fare? Lavorando da casa vi sarà anche più facile rassettare, stirare le camicie del vostro uomo protettivo e preparare la cena per quando rincasa. Non ci avevate pensato?

8. Muoversi in città: Evitate parchi, piazze, strade, viali, vie, vicoli, tangenziali, circonvallazioni, scale condominiali, marciapiedi, aiuole, strisce pedonali, uffici pubblici, lungomare. Prima di entrare in un vicolo buio suicidatevi con un’overdose di sonniferi (in questo modo morirete comunque ma almeno eviterete inutili sofferenze).

9. Uomini: Evitare le categorie lavorative che offrono spunti per battute che sono l’anticamera dello stupro: fruttivendoli (se costrette, cercate almeno di non chiedere il prezzo di: banane, pere, cetrioli e fichi, o di “una banana e due mele”, o di “un cetriolo e due arance” e così via), macellai, ferramenta, meccanici con calendari alle pareti, panettieri (mai chiedere il filone), idraulici e postini che suonano due volte.

10. Numeri di sicurezza: Anche se siete femmine cercate di memorizzare dei numeri da chiamare in caso di emergenza: ad es. 112 (uno, uno, due: sono solo due numeri, di cui uno si ripete, non è difficile)

Braccialetto: Il comune di Milano informa le gentili cittadine che tengono alla loro maggiore sicurezza che, per una maggiore sicurezza, presso gli  Uffici per una Maggiore Sicurezza, situati in via Larga n.2, è possibile acquistare (a soli 1900 euro) l’innovativo e pratico dispositivo satellitare per una maggiore sicurezza: un braccialetto con sistema GPS incorporato che, in caso di necessità, permetterà a una squadra di marines di localizzare il vostro cadavere nel giro di 180 secondi.

*se  mi trovate anche il link a Facebook, lo aggiungo.

La sicurezza delle donne ai tempi di Alemanno

28 lug

Da qualche giorno è disponibile, nella Capitale, il Vademecum per la sicurezza delle donne, stampato in 10.000 copie. Spiega come garantirsi il lusso della sicurezza a tutte le persone nate con i cromosmi XX.

Tra i tanti consigli utili, si possono leggere i classici evitate strade buie e vestiti appariscenti.

Sono due giorni che scucio i catarifrangenti da tutti i miei vestiti. Li avevo cuciti apposta per non farmi investire dalle auto, mentre vado a piedi su strade poco illuminate.

È consigliabile procurarsene una copia e farne l’uso migliore possibile (in presenza di pelli sensibili, munirsi di crema lenitiva)

Vita da call center – Quando l’Operatore si incazza

26 lug

(siamo circa alla seconda chiamata della giornata, alle 10.05 del mattino)

Utonta: - (acida) Mio marito ha ricevuto un modulo dall’INPS. Riguarda una malattia.

Operatore: - Il modello AS1?

Utonta: - Sì. Ma lo abbiamo già consegnato in sede.

Operatore: - Quando è stato consegnato?

Utonta: - A maggio (siamo a fine luglio, NDO)

Operatore: - E questa lettera che data porta?

Utonta: - È del 7 luglio.

Operatore: - Bene. Possiamo fare una segnalazione alla sede. Vi hanno rilasciato un numero di protocollo?

Utonta: - (scandalizzata) Senta, io il numero di protocollo non ce l’ho dietro. Sono in macchina!

Operatore: - (prima rimane basito, poi alza la voce) Signora, secondo lei come faccio io a sapere che in questo momento è in macchina? E soprattutto, le sembra un’informazione così urgente da dover chiamare proprio mentre si trova in macchina? Non poteva aspettare di fermarsi?

L’Utonta non risponde. Riaggancia.

A proposito. Era di Piacenza.

 

“Siete pregati di non sparare sul pianista”

24 lug

È uso ringraziare per le segnalazioni?

No, perché io devo ringraziare questi due (o uno dei due, non so chi a dire il vero) per aver piazzato il mio ultimo post sulle strane abitudini che il mondo del lavoro attua nei confronti dei precari interinali tra le letture di ieri.

A dire il vero oltre a ringraziare volevo segnalare pure io un loro post. Mi stavo ripromettendo di riprendere qui sopra, a mia volta, questo argomento, perché quella commessa la capisco, e bene.

Faccio una lotta tutti i santi giorni con gli utonti e con gli utenti, per precisare che no, io non c’entro nulla, devo fare da ambasciatore che non porta pena, ma non sono stata io a firmare le circolari che hanno tradotto normative votate altrove. Le stesse normative che procrastinano la pensione di un anno una volta raggiunti i requisiti, o che aumentano la percentuale di invalidità per cui si ha diritto alla prestazione economica, o che eliminano addirittura patologie dall’elenco per cui è previsto il riconoscimento di un’invalidità, che stabiliscono quanti e quali sono i contributi utili per ottenere il diritto alla disoccupazione, o che prevedono la restituzione di tredicesime e, vengo a sapere proprio in questi giorni, del bonus di 1000 euro per i nuovi nati.

Io sono costretta a dare cattive notizie, ma ci tengo, è proprio un punto d’onore per me, non essere accumunata a chi prende decisioni che mettono col culo per terra la gente.

Qualcuno dei miei colleghi ci gode, c’è sempre quello che ci gode immensamente nel vedere un disgraziato che non sa come campare privato di un sostegno perché non raggiunge i requisiti. Perché, ehi, è la legge, la devi rispettare, e poi chi me lo dice che non sei uno di quelli che se ne approfittano?

A me la gente che ha bisogno di un sussidio o di un sostegno fa ribollire il sangue. Perché a casa mia c’è stato bisogno dei sussidi e dei sostegni del Comune, per un sacco di tempo, e non per colpa di mio padre o di mia madre, ma di un sistema che ha permesso a un’azienda di lasciare a casa per ridimensionamento del personale un lavoratore scrupoloso, sopra i cinquanta, con due figli piccoli, dopo 29 anni di lavoro onesto e fatto bene (mio padre poi ha aperto una partita IVA, unica alternativa. Lavorava poco perché era piuttosto inflessibile e rispettava scrupolosamente tutte le leggi sull’edilizia, come spesso non accadeva con chi aveva a che fare con l’edilizia nella Milano da bere. Infatti come libero professionista ha avuto vita grama. Ha tanti difetti, mio padre, ma non si è mai azzardato a fare qualcosa che non fosse eticamente lecito)

Quindi a me, la gente fa ribollire il sangue quando formula richieste sceme, o quando non capisce che esiste un motivo se non diamo informazioni senza avere l’utente in linea, ma quando deve chiedere sostegni del reddito, non mi provoca nessun godimento interiore nel verificare che le mancano i requisiti.  Non parto dal presupposto che sono tutti uguali, e che sono predisposti a fregare il prossimo.

Quando mi chiedono informazioni sui requisiti per sostegni al reddito, mi viene in mente mio padre. E insieme,  quelli come lui, che non hanno scelta, ma che si vedono accumunati a chi di base vuole approfittarsene, marciarci, e qualunque altro verbo che possa definire nella vostra testa chiunque chieda un sostegno a cui non avrebbe diritto per legge. E penso che invece di togliere a tutti indiscriminatamente sia meglio, quando c’è qualcosa di storto, non andare a toccare il diritto a tutti, e punire solo i singoli che ci marciano. Anche perché mi ostino a pensare che quella cazzata del tanto lo fanno tutti sia, appunto, una cazzata.

Per questo è un punto d’onore, per me, stabilire una linea di demarcazione tra ME e LORO,  e ribadire che le decisioni le prendono LORO. Perché se le decisioni le prendessi IO, sarebbero LORO, col culo per terra.

O con stipendi normali, da gente normale, almeno. Con ciò che ne consegue a livello di privilegi.

Poi a qualcuno che ha più voglia o tempo di stare a sentire, e sempre e comunque mentre i miei supervisori non sono a portata d’orecchi, spiego anche in parole comprensibili quello che succede e da dove arrivano le decisioni.

Non che la cosa abbia un qualche seguito, ma magari uno di questi, a furia di sentirselo ripetere, che stiamo per arrivare col culo per terra, decide di passare un sabato pomeriggio in corteo invece di stare a casa a fare altro.

Sono quelle piccole cose che ti fanno passare bene la giornata di lavoro. Perché di questi tempi, col lavoro che c’è dalle mie parti, una si sparerebbe all’istante.

(quasi quasi ora propongo di aggiungere all’inizio della telefonata al call center un disclaimer: si ricorda agli utenti che l’operatore non è responsabile delle normative che sta per illustrarvi. Siete pregati di non sparare sul pianista)

Strane usanze.

23 lug

Non so se funziona così, però è solo un anno che lavoro come interinale e con rinnovi di tre mesi in tre mesi e ho una scadenza giusto in mezzo all’estate, però sarà normale, chiedere a gente quali sono le sue preferenze per le ferie di agosto quando non sa nemmeno se dopo il 31 luglio sarà rinnovata?

A me suona strano, però da quando sono entrata nel mondo del lavoro ho visto un sacco di cose strane che invece poi si sono rivelate  normali, roba che ti guardavano tutti stupiti dicendo ma come? non lo sai che funziona così? , quindi chiedo.

Se è normale, taccio. Anzi. Facciamo che mi impegno a provarci.

Vita da call center – Come girare educatamente intorno a un “Vaffa…”

22 lug

Utonta: - Senta, l’ufficio contabile della mia ditta dice che chi ha un reddito da lavoro dipendente inferiore al 70% non ha diritto agli assegnial nucleo familiare. È vero?

Operatore: - Sì, signora. In presenza di redditi familiari in cui più del 70% è rappresentato da lavoro autonomo non c’è il diritto alla percezione degli assegni al nucleo familiare.

Utonta: - (incazzata)  Ma mi spiega com’è possibile che dipendenti pubblici che guadagnano 500.000 euro annui abbianmo diritto agli assegni e io no?

Operatore: - Signora, sta parlando con una persona che percepisce uno stipendio base mensile di 1270 euro*. Crede che sia il caso di rivolgere questa domanda proprio a me?

*nel caso del full time. Poiché il massimo di ore previste da noi sono 6 al giorno, ossia 30 settimanali, calcolare il 75% dell’importo e moltiplicare il vaffa che non è partito per la cifra ottenuta.

Vita da call center – Banali problemi di spelling

21 lug

Utonto: - (termina lo spelling del codice fiscale) Y di Hiroshima.

Operatore: - Mi scusi, non ho capito. Mi ha detto ipsilon o acca? No, perché Hiroshima comincia con la acca

Utonto: - Ah, mi scusi, è ipsilon

(L’utente è del 1989. Si apre il tiro al bersaglio e se fate i bravi poi vi dico pure da dove chiamava)

Archiviato pure I Doni della Morte II.*

17 lug

Ma chi l’avrebbe mai detto,  che Darth Vader era il padre di Harry Potter?

*a sproposito, se siete romani e non avete una vaga idea di dove andare a vedere il film, NON andate al Moderno (quello di Repubblica che è passato sotto un circuito che non mi ricordo come si chiama ma sempre Moderno rimane).  L’orario di inizio film differisce di mezz’ora da quello indicato su sito, giornali, eccetera, e la faccenda potrebbe seccarvi piuttosto e anzichenò.

Certo, se siete pazzamente innamorati delle pubblicità e dei trailer o se avete fatto della mezz’ora di ritardo prima di un qualunque appuntamento, incluso l’inizio di un film,  la vostra ragione di vita, allora fate come se non avessi detto nulla.

CVD

16 lug

Da lunedì ticket, tagli a detrazioni e prestazioni per le famiglie e per il lavoro dipendente, tagli alla sanità, taglia lle riduzioni per reddito sulla scuola e le università, niente rivalutazioni annue delle pensioni sopra i 2500 euro. C’è la crisi, abbiamo capito. Dobbiamo risanare il bilancio, abbiamo capito.

E gli onorevoli, che dovrebbero dare il buon esempio? Loro col cazzo. Ma ce lo dicono solo dopo aver varato la manovra, che gli articoli che li riguardano sono stati rimandati a fine legislatura, se non stralciati del tutto. E quindi la manovra la paghiamo solo noi, poveri stronzi.

Io voglio vedere la gente in piazza coi bastoni. Non dico coi sampietrini, che poi arriva Gasparri a dare a tutti  dei potenziali terroristi. I bastoni dei nonni vanno bene. Poi se ci sono pure i nonni insieme ai bastoni tanto meglio.