Archivio | marzo, 2012

Qualche novità.

31 mar

Vi aggiorno sulle attività dell’ultima settimana. Intanto si aggiunge un terzo blog a quelli con cui vi impesto quotidianamente (anche se è un’aggiunta solo formale. In sostanza vi ci impestavo lo stesso… A riprova potete consultare la nuova pagina Chiacchiere da bar, nel menù sotto il titolo)

Da questa settimana, causa carenza di bariste allo Starbooks Coffee, mi sono proposta come apprendista. Ho iniziato ufficialmente a lavorarci da venerdì mattina, e sto prendendo confidenza con la macchina del caffè.

Sempre a proposito dello Starbooks, da questa settimana sono interrotte le pubblicazioni di nuovi romanzi e racconti, per dare ai lettori vecchi e nuovi che non hanno ancora letto i precedenti lavori pubblicati di portarsi in pari, e di parlarne al bar.

Per questa settimana sono stati riproposti La lavagna di Amerigo, di Francesco Pomponio, e Sorelle di sangue, di Laura Costantini e Loredana Falcone.

Se non li avete ancora scaricati o letti, magari è il momento buono.

Invece ho latitato un po’ con le notizie di Io viaggio in treno, e me ne dolgo. Cercherò di rimediare, magari provvedendo a una galleria fotografica delle stazioni visitate per i più svariati motivi durante la mia ultima visita meneghina.

Vorrei anche tornare sull’argomento regionali, perché grazie alla disavventura occorsa a Ubi la settimana scorsa ho ripreso in mano il regolamento e mi sono resa conto che a volte è un po’… bizzarro.

Ma ne riparleremo nei luoghi preposti.

Per oggi è tutto. Anzi, no. Vi dico che ho terminato il romanzo di Giulia Meli, Lontano da qui. Ve lo dico apertamente: a me è piaciuto. Non è un romanzo perfetto, ma è perfettibile. Trovo che ci siano buoni spunti su cui lavorare. Stiamo parlando di una scrittrice ancora in divenire. Ha ampissimi margini di miglioramento e soprattutto molta voglia di mettersi in gioco. Il resto sarà comunicato direttamente all’autrice.

Adesso mi tocca scegliere un nuovo romanzo da metropolitana. Continuano a parlarmi bene di Davide Enia. In effetti stamattina ho provato a leggere le prime sei pagine, e se non l’ho ancora posato in preda alla noia ci sono buone possibilità che diventi il mio romanzo per la prossima settimana. Però sono ancora titubante. In una delle ultime visite al Libraccio ho trovato Il caso Jane Eyre…

Sarà una dura lotta.

Ah già. Da oggi non ho più un allievo. Sospetto di non essere adatta per l’insegnamento.

Di metropolitane e di mappe che cambiano i nomi

31 mar

Leggevo che a Londra, in occasione delle olimpiadi, hanno rinominato le fermate della metropolitana. Adesso invece che a Earl’s Court mi toccherà scendere a Micheal Johnson:

Però mi devono spiegare una cosa, sti Figli d’Albione. Come la mettiamo con le panchine? Cambiano il nome pure a quelle?

Attendo risposte dai londinesi. ( a proposito, me la procurate la copia cartacea delle nuove fermate? Così, tanto per…)

Gli Annunci Possibili – Gente che cerca autori ma non si fa trovare.

30 mar

Questa settimana è prolifica di annunci dedicati ai creativi. Specie a quelli che si ostinano a occuparsi di scrittura con l’assurda pretesa di essere pagati per il loro lavoro (che gentaglia…)

Dovrei parlare del Festival dell’Inedito, ma se ne stanno occupando già in tanti, quindi rimando alla prossima settimana. Tanto per farvi spillare soldi da Scura…volevo dire, per aderire  a questa fantastica iniziativa che vi permetterà di promuovere il vostro lavoro con una modica spesa di 530 euro più IVA avete tempo fino al 31 maggio.

Oggi mi voglio concentrare su un banale annuncio segnalatomi da una lettrice di cui non faremo il nome ma che ringraziamo sentitamente, perché certe perle, senza interventi come il suo, resterebbero ignote ai più.

L’annuncio è reperibile più o meno in qualunque motore di ricerca che si occupa di annunci di lavoro (basta fare una pratica ricerca su google):

Autori

di brevi ed inediti racconti polizieschi trasposizionabili in una sceneggiatura per un film ad episodi (12 minuti circa ad episodio).

 Invece dal 1 giugno al 31 agisto brevi racconti fantastici per ragazzi.

 Dettagliate informazioni anche economiche sul sito www.metafiction.com

 Il presente annuncio si rivolge a candidati di ambo i sessi (L. 903/77). I dati saranno trattati ai sensi dell’art. 13 D.lgs. 196/03.

Caspita. Che figo. Uno che cerca racconti e, lascia intuire di volere persino pagarli (pazienza se scrive agisto invece di agosto, ce ne faremo una ragione).

Andiamo immediatamente a cliccare sul sito per vedere le condizioni economiche proposte.

Ma… Che succede? Appena clicchi sul sito, ti compare questa schermata:

Eh? E dove sarebbero le condizioni economiche? Le indicazioni? Il sito? Proviamo a cliccare su About us (invisibile, peraltro)? Proviamo. Ci compare questa nuova schermata:

Uhm. A prima vista sembra che l’annuncio sia un’enorme presa per i fondelli.

Ci siamo abituati, in quanto scrittori, eh, niente di nuovo. Però pare un po’ strano che qualcuno si prenda la briga di impestare il web con annunci volti alla ricerca di racconti per poi fare marameo all’autore che desidera ardentemente vendere il suo racconto a chi ne ricaverà con perizia (!) un episodio di 12 minuti per un film.

Però il sito risulta disponibile all’acquisto. Uhm. Stai a vedere che il nostro talent scout dei poveri ha sbagliato l’indirizzo del suo stesso sito e ci ha messo un bel .com mentre aveva un dominio .it…
Provo con www.metafiction.it.

E che ti compare? L’uovo di colombo. Una schermata terrificante dove però sono presenti tutti i contatti e il nostro agognato annuncio, quello che ci deve spiegare le condizioni economiche (che a noi quello interessa, eh…) e l’indirizzo a cui inviare i nostri capolavori:

INVITO VALIDO DAL 31 MARZO AL 31 MAGGIO 2012

COSA CERCHIAMO: Brevi ed inediti racconti polizieschi da trasposizionare in una sceneggiatura per un film ad episodi (+/- 10 min. ad episodio). Invece dal 1 Giugno al 31 Agosto inviateci brevi racconti fantastici per ragazzi.

COSA FACCIAMO: Ultimata la sceneggiatura, a nostra cura e spese, la vendiamo (elaborare una sceneggiatura implica un costo elevato e mesi di lavoro anche in equipe, per cui siamo molto selettivi).

CHI COMPRA LA SCENEGGIATURA: Ditte, Enti, Società, Produttori ed in particolare privati, per investimento e/o professionali, studiosi del settore, ecc.

A QUALI CONDIZIONI: L’acquirente della sceneggiatura pagherà l’autore del racconto, il quale ci corrisponderà una percentuale del 10%.

SE L’AUTORE RIFIUTA L’OFFERTA (MAX 2 VOLTE) O PER MANCATA CESSIONE DEI DIRITTI D’AUTORE: L’autore del racconto potrà lui stesso sfruttare economicamente la sceneggiatura essendone proprietario esclusivo ed avendo, in qualità di committente, speso solo Euro 197,60 (senza IVA) per diritti di commissione da corrispondersi alla consegna della sceneggiatura (entro 30-150 gg,).

CHI SONO I NOSTRI CLIENTI: Siamo come le banche svizzere, riservatissimi.

PERCHE’ UNA SCENEGGIATURA PRODUCE REDDITO: II proprietario dei diritti d’autore di una sceneggiatura può cederla ad un terzo, oppure utilizzarla o farla utilizzare per la realizzazione di un film, tradurla, rielaborarla, utilizzare i personaggi ai fini commerciali, promozionali, ecc.

CHI E’ RESPONSABILE DELLA METAFICTION: Francesco Coda, esperto in gestione strategica per aziende di servizi

DAL 31 MARZO AL 31 MAGGIO: Inviateci i vostri brevi racconti polizieschi non restituibili

( max venti pagine a facciata unica)  a: XXXXXXXXXX Agli autori delle opere selezionate

sarà data in visione una proposta personalizzata.

Allora, quindi, io autore in realtà non sto vendendo il mio racconto (o meglio: i diritti) a qualcuno per farne una sceneggiatura, ma cedo un racconto a un intermediario che poi penserà a scrivere una sceneggiatura che deve essere venduta a ipotetici produttori. Se rifiuto di accettare l’offerta economica sulla sceneggiatura per due volte automaticamente la sceneggiatura diventa mia e ne faccio quello che voglio ESSENDONE PROPRIETARIO ESCLUSIVO.

Ossia l’autore del racconto è proprietario esclusivo di una sceneggiatura che non ha scritto lui? Ma lo sceneggiatore, allora, che ci sta a fare? E soprattutto, quando e come è stato esplicitato che l’autore del racconto versa 197,60 euro per diritti di commissione? Perché non è molto chiaro.

Quello che si capisce (perché non ci si capisce molto, in effetti) è che un autore di un racconto intenzionato a ricavare dal suo racconto una sceneggiatura può contattare la Metafiction per pagare la scrittura di una sceneggiatura, al modico prezzo di 197,60 euro. E poi loro pensano al resto.

Però qualcosa continua a sfuggirmi. Se di fatto il servizio è ti fornisco una sceneggiatura completa da rivendere tratta da un tuo racconto, di fatto non si cercano racconti. A modesto parere di chi scrive, si cercano polli da spennare. Ma può starci tutto nella vita, eh. Pure uno scrittore che non vede l’ora di pagare, anziché cedere i diritti, per vedere trasformare un suo racconto in sceneggiatura.

Al limite se non la vende per fatti suoi ha sempre un bel lavoro professionale e perfettamente inutile da mostrare agli amici.

C’è da dire che l’annuncio iniziale è onesto, eh. Parla solo di ricerca di racconti e indica generiche informazioni su condizioni economiche.

Però consiglierei vivamente i signori della Metafiction di non andare a correggere l’indirizzo del sito inserito sugli annunci che hanno sparso per la rete. Trovarsi davanti un sito inesistente, in qualche caso, è  auspicabile.

Sia per chi legge che per chi propone.

Alla prossima settimana.

I Reclami Inutili – Nuove avventure sui mezzi dell’Urbe.

29 mar

Anche questa settimana abbiamo materiale per un secondo numero di Reclami Inutili (pare che il sondaggio abbia stabilito il titolo, quindi ora ve lo tenete), la rubrica rigorosamente non periodica con cui vogliamo dare voce ai disgraziati che non sanno leggere e usano questo Ufficio Reclami per le loro personali lamentele verso Enti, aziende e chi più ne ha più ne metta.

Come si intuisce dal titolo, anche questa settimana andremo a occuparci di utenti Atac insoddisfatti (come dargli torto?) del servizio. Stavolta ci spostiamo sulla linea del 160,  e per essere più precisi parliamo della vettura 4328, come da oggetto della mail:

Carissimi……..,
questa mattina erano appena le ore 7,50 e sono andata come ogni mattina a prendere l’autobus all’inizio di Villa Borghese, ho visto il 160 ed ho disturbato l’autista chiedendo a che ora partiva la vettura mi ha risposto alle ore 8,10.
Premesso che la vettura era già piena di gente seduta e che quindi volendo essere buona era almeno ferma da cinque minuti alla risposta dell’autista la gente ha fatto un oooooh…… ovviamente sbalordita.
Ogni mattina è la stessa cosa la vettura 160 a differenza delle altre vettura sosta per almeno 25 minuti.
Chiedo a chi leggerà questa mail….. non sarà la linea dove convergono autisti tutti imparentati tra di loro????
Vi sembra normale che una vettura (con motore acceso per il riscaldamento di inverno e per il condizionamento d’estate) ed una persona (forza lavoro) stanno fermi per 25 minuti?
Ma sapete come la mattina, noi che non siamo perenti tra di noi e che non siamo parenti di nessuno, ci facciamo le corse per andare a lavoro e non essere licenziati?
Mi chiedo se i contributi e lo stipendio agli autisti della linea 160 vengono versati per intero con la defalcazione del fermo assurdo di tempo?
Certo che chi organizza i fogli di linea ha un intelligenza massima proprio da fare esplodere l’apperecchiatura che la misura.
Chiedo a striscia la notizia di chiedere alla Fornero cosa ne pensa se questa è equità
No forse mi sbaglio ….il dipendente sicuramente non è ancora in servizio quando sosta per 25 minuti circa ….consuma solo carburante aziendale.
VERGOGNATEVI
Come avvenuto per la mail precedente, ci permettiamo di pubblicare anche questa perché risulta essere indirizzata, con tutti gli indirizzi in chiaro, a qualunque ufficio del Comune di Roma: sindaco@comune.roma.it, sveva.belviso@comune.roma.it, antonio.aurigemma@comune.roma.itass.com.promozioneromacapitale@comune.roma.it, urp@metroroma.it, redazione@atac.roma.it, ld.gabinetto@comune.roma.it, assessoratomobilita@comune.roma.it, segreteriaparticolare@comune.roma.it. Mi permetto di postarli perché sono reperibili in rete senza troppo sforzo (anzi, forse qualcuno non è più attivo… Chi ha voglia di fare una verifica?)
Ma il Comune e l’Atac non sono gli unici destinatari della missiva. Perché la nostra reclamante (ebbene sì, è una donna) specializzata in abuso di puntini di sospensione ha pensato bene di inviare il suo reclamo anche all’indirizzo del Gabibbo: gabibbo@mediaset.it
D’altra parte si sa che dove latitano le istituzioni bisogna contattare il Gabibbo, in questo Paese. Ogni tanto Mi manda Raitre, ma il Gabibbo in effetti è più affidabile.
L’unica cosa che non si spiega è che attinenza abbia il ministro Fornero con la linea 160 dell’Atac, quindi se qualcuno volesse fornire delucidazioni in merito può cercare di spiegarcelo come se avessimo 4 anni. Siamo tutt’orecchi.
Anche per questa settimana la nostra rubrica è terminata. Sospetto che l’indirizzo email continuerà a riservare soddisfazioni non indifferenti, con il tempo. Avrei dovuto pensarci anni fa, mannaggia a me.

Di scrittura e di lettura

28 mar

Sono latitante mentalmente. I miei reclami bussano e io non ci sono. Sarà perché sto scrivendo, e quando non scrivo sono immersa nella mia storia che va a rilento ma ormai ha una buona struttura. Ho qualcosina da sistemare ancora, all’inizio, al centro, alla fine, però sta venendo discretamente, per quello che mi ero prefissa.

Comunque se avete proprio un bisogno impellente di leggere qualcosa, fatevi un giretto allo Starbooks. Ci sono un bel po’ di romanzi e racconti dimenticati o ignorati dai più, che stanno prendendo un sacco di polvere.

Adesso Carlotta, da brava, li spolvera uno per uno, li toglie dallo sgabuzzino dove li avevamo dimenticati e li rimette in bella vista sul bancone, insieme al caffè. o al doppio whisky, per chi ha bisogno di roba forte.

Fate i bravi e leggete. Poi diteci pure cosa vi piace e cosa no, di quello che leggete. Mi raccomando.

Risvegli

27 mar

Stamattina, tra le sei e le sette (le cinque e le sei per l’ora solare) è passato un elicottero sopra casa, e ha continuato a girare facendo un fracasso non indifferente. Abbiamo scoperto più tardi che era la polizia, impegnata in una retata. Non so, forse cercavano un capomafia, un residuo della Banda della Magliana avanzato, insomma, qualcuno di importante, perché sennò tutto quel casino non si spiega.

Però tra un’imprecazione e l’altra contro gli elicotteri dalla mia finestra si vedeva più o meno questa roba:

A conti fatti si può tranquillamente affermare che non tutte le retate vengono per nuocere. Però adesso ho un sonno, signora mia…

Una guida critica alla riforma del mercato del lavoro

26 mar

Ribloggato da Italia2013:

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E’ arrivata.

La riforma del lavoro ha raggiunto una forma, pare, definitiva, approvata dal Consiglio dei Ministri. Curioso che questa forma si presenti come relazione del Ministro del Welfare e non come vero e proprio documento licenziato dall’Esecutivo.

È assai discutibile che, a tavolo con le parti sociali concluso e approvazione da parte del CdM avvenuta, ancora non sia stato reso noto un testo ufficiale  e definitivo.

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Sono giorni che ho in mente di parlare della riforma, ma non mi riesce di aprire bocca. Però grazie a Ciocci ho trovato un post che fa al caso mio. Intanto mando voi a leggerlo, poi me lo rileggo con calma e ci rifletto sopra. Buona lettura. (se avete altri articoli o post da indicare, usate pure i commenti)

Ecco…

25 mar

… forse è un buon periodo per rileggermi uno dei pochi libri che ho chiuso pensando ma come, non ce n’è più?

Quando torno a casa devo recuperare Sostiene Pereira. E cominciarlo come se fosse la prima volta.

(ciao, Antonio Tabucchi)

 

Inimicizie ataviche

25 mar

Volevo avvertirvi che ieri al lavoro ho intrapreso una lotta contro i krumiri. E che l’ho vinta:

Da domani in poi proseguirà la lotta contro i krumiri.

D’altra parte, si sa: l’unico krumiro buono è un krumiro mangiato.

Vita da call center – Vox populi vox dei

24 mar

Utonta: - Ho sentito che dopo la maternità facoltativa c’è la possibilità di un altro periodo di aspettativa per chi ha il reddito minimo.

Operatore: - (stranito) Signora, mi scusi, dove l’ha sentito?

Utonta: - (Stizzita) Ma non lo so… Me l’ha detto qualcuno.

Operatore: - Sì, ma chi?

Utonta: - Ma non lo so, vuole anche sapere il nome e il cognome?

Operatore: - … No, intendo dire se gliel’ha detto un operatore o un funzionario INPS…

Utonta: - Ma no! L’ho sentito per strada!

Operatore: –