Archivio | aprile, 2012

Ma com’è che sti blog fanno così tanta paura?

29 apr

Insomma, capisco che arrivo per ultima (avevo le mie buone ragioni per essere distratta, non mi picchiate), però, ecco, io non comprendo moltissimo perché da qualche tempo pare che il problema quantico principale dei governi di questo Paese, siano di destra, tecnici (che poi son politici ma non importa) siano non la disoccupazione, non le pensioni, non il fatto che la gente sta quasi col culo per terra e alla terza settimana del mese sia costretta a chiedere un pasto alla Caritas, non il debito pubblico, ma, UDITE UDITE!, i blog.

Sì, probabilmente mi sento chiamata in causa perché gratta gratta sono arrivata al quarto blog, e si sa che non sono una persona carina e affabile e me la prendo un po’ a 360 gradi. Comunque ho solo dato della testa di membro a Castelli e desidero fare un clistere a Gasparri. Ah, sì. c’è quella storia del cavalletto. Ma chi di noi non ha mai desiderato tirare un cavalletto? Suvvia, siamo onesti…

Però, ecco, sta cosa che periodicamente, si potrebbe dire quasi a ogni cambio di stagione, se esistessero ancora le mezze stagioni, arriva un Ministro della Giustizia (o pure di altro, non stiamo a sottilizzare, qualunque Ministro può svegliarsi e lanciare anatemi contro i blog, in fondo questa è una democrazia. Dice) che considera i blog il male assoluto, me la dovranno spiegare.

Insomma, come possono uscire cose del genere dalla bocca di gente dotata di cervello?*

«Il giornale ha una sua consistenza cartacea. Il giornalista e l’editore sono individuabili ed è dunque possibile intervenire. Il blog ha invece una diffusione assolutamente non controllata e non controllabile. È in grado di provocare dei danni estremamente più diffusi. Ecco perché bisogna vederne anche la parte oscura».

Ora, io tutti sti danni provocati dai blog, non li vedo. Vedo un sacco di blog, invece, non cagati da un sacco di gente che invece avrebbe solo da imparare qualcosa, leggendoseli. Pure su quella che si chiama società civile, avrebbe da imparare. E pure su quello che significa essere parte di una società. Blog di gente che magari sta in rete con un nick, o di cui non conosco l’indirizzo. Anche perché non mi interessa.

E invece mi capitano davanti certi quotidiani dove la possibilità di assegnare una responsabilità a persone fisiche non sembra avere la minima rilevanza, e nemmeno sembrano avere la minima rilevanza, per le suddette persone fisiche, le sospensioni dell’ordine dei giornalisti, o le querele, o le cause per diffamazione.

Poi, io per prima non sono così convinta della necessità che tutti esprimano liberamente la propria opinione, perché non tutti hanno opinioni così rilevanti da dover esseere degne di nota.

Ma partire dal presupposto che il blog è pericoloso perché vi si potrebbe annidare una minaccia, ecco, no. Qui si arriva alla censura preventiva. E mica si può censurare il pensiero prima che sia stato espresso.

Anche perché una volta espresso il pensiero, ove si riscontrasse calunnia o diffamazione, esiste già una legislatura abbastanza ampia per adire a vie legali.

Altrimenti dovremmo cominciare a eliminare dalle case i coltelli, ché sì, sono utili per tagliare, ma qualcuno li potrebbe usare per ammazzare il vicino, o tutti i prodotti chimici che si usano per pulire la casa, perché sì, puliscono, ma non si sa mai che qualcuno venga indotto in tentazione di farsi una bomba in casa.

Insomma, qualunque cosa, a livello ideale, potrebbe essere usata per procurare danni. Ma che facciamo, allora? Laviamo i cervelli della gente? Proibiamo tutto quello che ci è ignoto perché non si sa mai come potrebbe usarlo un qualunque cittadino?

E che è, il Medioevo?

*mi rendo conto che l’attribuzione di un cervello alla portatrice sana di codesti pensieri è tutta nella mia testa, ma ve l’ho detto, invecchiando comincio a essere ottimista.

Comunicazione di servizio

28 apr

Psst. Ehi. So che non vi interessa, ma fate finta che, per dieci secondi. Poi potete anche tornare a fare quello che stavate facendo.

Pare che ci sia stato il rinnovo. Fino al 30 settembre. Pare. Poi non so, magari questi delle agenzie interinali son burloni, e io arrivo lì per firmare il contratto, lunedì o mercoledì mattina, dipende sempre dallo sciopero dei mezzi che la Regione Lazio ci regalerà per l’intera giornata (però il sindacato è il SUL, magari sono solo in tre su tutta la linea e va pure la metro…), e mi dicono chi? Julka? Ah, ci siamo sbagliati, in realtà a te non ti dovevamo chiamare e mi rimandano a casa. Noi che siam precari e firmiamo contratti ogni tre mesi, per far passare la noia, ci facciamo prendere pure dalla paranoia, sia mai che ci dovessimo adagiare troppo su qualche mese di lavoro sicuro, e fino a quando non firmiamo non siamo convinti che ci han davvero rinnovati. Sì, siamo dei rompipalle, ma vogliateci bene lo stesso. In fondo sporchiamo poco.

Comunque per il momento sono tranquilla, per la paranoia prendo la valeriana e si calma. Posso rimettere l’ansia in frigorifero fino a fine agosto. A settembre, va da sé, si ricomincia.

Grazie per l’attenzione e ora tornate pure a fare quello che stavate facendo.

In tutto ciò c’è un che di bizzarro.

27 apr

Mi preoccupo dei lavoratori Format, di là, e intanto è venerdì 27 aprile e non sappiamo ancora se il nostro contratto in scadenza il 30 sarà rinnovato.

Oh, mica mi lamento, eh. Come direbbero dei saggi, io almeno un lavoro ce l’ho ancora (per tre giorni, domenica di riposo). Poi c’è quell’altro, di saggio, che dice che bisogna rompere la monotonia del posto fisso. Quindi un po’ di sano cardiopalma alla fine di ogni contratto ci può stare. Al massimo che può succedere? Cambi lavoro. Con la ricerca di personale non qualificato sopra i 29 anni non appartenente a categorie protette che c’è di questi tempi, che vogliamo che sia, trovare un altro lavoro?

Al limite faccio come consiglia questo genio e me ne vado all’estero. In fondo, l’ho scelto, di lavorare in un call center e di non laurearmi in fisica (in realtà volevo fare la sceneggiatrice, ma non glielo diciamo che lavoro in un call center proprio perché una se non trova il suo lavoro muove il culo in un altro modo, per cercare di garantirsi almeno un presente dignitoso senza dover far la fila alla Caritas tutti i giorni per mangiare, o peggio bussare alla porta di papà e mamma per farsi mantenere. La mia crisi mica vale più della sua, eh). Adesso emigrerò alla ricerca dei luoghi in cui vengono portate le aziende italiane per risparmiare in costo del personale. In effetti non vedevo l’ora di trasferirmi in Romania per lavorare in un call center.

Sono proprio fortunata.

I Reclami Inutili – Spett. Rai, ti scrivo

26 apr

Oggi sono emozionata. Il mio Reclamante Inutile si è presentato personalmente di persona a bussare alla porta del blog, di 25 aprile, e, udite udite, mentre stava guardando la partita. Sì, perché dovete sapere che ieri sera Mamma Rai ha trasmesso su Rai Uno Real Madrid- Bayern Monaco. Champons League, eh. Mica cazzi.

Ora, leggetelo bene, questo piccolo tifoso che durante la visione della partita trova il tempo per indignarsi a causa della telecronaca. Pare infatti che ci sia, nella telecronaca, una seconda voce, e che verso il 43° minuto SE NE AGGIUNGA UNA TERZA, PERSIN SGRADEVOLE!

Ohibò. Ce n’è abbastanza per interrompere la visione della partita e attaccarsi all’internet per reclamare.

Come sempre, il Reclamante Inutile ha sbagliato indirizzo ed è incappato nel vostro affezionatissimo Ufficio Reclami di quartiere. E fin qui niente di nuovo. Questo poi oltre a non saper leggere pare aver fatto a botte con la grammatica.

Ma permettetemi di farvi notare sotto quale post è riuscito a mettere il suo Reclamo Inutile: sotto un post dal titolo Disabilità scostumate.

E a questo punto lascio le cattiverie a voi…

Festa della Liberazione

25 apr

(forse mi ripeto, però è un concetto che si può ribadire tranquillamente)

 

Cinque minuti di TG2

24 apr

Non siamo spettatori abituali del telegiornale. Quando capita ci fermiamo sul TG di La7, ma non più di cinque minuti. Oggi però ci siamo ritrovati, in attesa che il caffé uscisse dalla macchinetta, a cambiare canale sul TG2 delle 13.

Lo abbiamo preso a metà, può pure darsi che le notizie principali fossero già passate. Ma nell’ordine siamo stati informati, per quei pochi minuti di visione

  • della riconsegna di un pallone firmato da non so chi alla sua proprietaria, bambina giapponese che lo ha perduto non so dove.
  • della scoperta di finti invalidi che si sono portati a casa medaglie d’oro alle Paraolimpiadi.
  • Di una caduta in un tombino aperto da parte di una donna che parlava al cellulare senza guardare dove metteva i piedi. Per fortina passava di lì un tassista che l’ha prontamente soccorsa.

Alla struggente notizia degli animali domestici inglesi che stanno subendo la crisi economica come i loro padroni il Correttore mi ha guardata in faccia e ha deciso che era ora di spegnere.

Penso che d’ora in poi mentre aspetto il caffè provvederò ad aprire la home di facebook. Almeno sono sicura che la condivisione di notizie inutili lì sopra non è passata per una redazione ma è frutto della dabbenaggine di un singolo. E non viene spacciata per servizio pubblico che va foraggiato col pagamento di un canone.

(secondo me questo meriterebbe anche un po’ la Discarica, ma mi manca il filmato del TG2… Magari lo cerco!)

Trenitalia licenzia i 170 operatori del call center*

23 apr

Lo riporto anche qui, ché si parla di call center e di futuri disoccupati.

(non vi dico nemmeno quanto ci si può incazzare di prima mattina leggendo ste notizie)

Trenitalia licenzia i 170 operatori del call center*.

Aggiornamento:

Ci comunica una lavoratrice del call center di Trenitalia che i lavoratori sono in presidio davanti alla sede della TSF.

Ieri è stata la volta di Diaz

23 apr

Non me la sento di scrivere recensioni, anche se il film di Daniele Vicari è quello che per la mia modesta opinione dovrebbe essere un buon film, ben costruito e con una buona dose di coraggio.

Perché per raccontare la storia della Diaz ci vuole, un bel po’ di coraggio. Capita con tutte le storie in cui i protagonisti sono ancora vivi, figuriamoci con una storia capitata praticamente l’altro ieri. E Vicari evidentemente questo coraggio ce l’ha. Non dico che avrei voluto scriverlo io, un film così, perché non è una storia che ti viene voglia di scrivere. Al limite è una storia che hai bisogno di espellere. Magari vorrei saper espellere io in questo modo una serie di storie raccapriccianti che mi provocano incubi ad anni di distanza.

Però io mi fermo qui. La storia del G8 di Genova, della Diaz e di Bolzaneto per me è sempre stata un problema, di memoria, di discussioni, di posizioni che via via con gli anni sono cambiate, man mano che venivo a conoscenza dei fatti e dei racconti di chi c’è stato.

Quindi a questo giro passo.  Andate  voi a vederlo. Poi se avete voglia di parlarne, potete pure venire a bussare.

Mi raccomando.  Portatevi uno stomaco di riserva. O anche due.

Nuove vesti grafiche allo Starbooks

22 apr

Abbiamo fatto un po’ di pulizie, allo  Starbooks. Carlotta ha pure ristrutturato il locale:

L’immagine è stata scattata in un locale al Quadraro, in via dei Corneli, dove ci siamo presi una birra martedì sera.

Il nome è tutto un programma: Grandma.  Hanno pure una pagina facebook. Dicono i debosciati con cui ci sono stata che la birra è buona e i prezzi sono decenti.

Soprattutto è un posto accogliente. E a dire il vero se lo Starbooks fosse pure un locale reale io lo vorrei proprio così.

Vita da call center – Disabilità scostumate

21 apr

Operatore: – Buongiorno, sono XXXXX. Come posso esserle utile?

Utonta: - Mia madre ha un’invalidità incivile

Operatore: - …

(mette il mute e inizia a ridere da solo)