(questo post ha un finale che non mi convince. Se volete contribuire al miglioramento del post, potete contribuire nei commenti)
Ora, che la dichiarazione dei redditi non sia una faccenda semplice lo sappiamo tutti, eh. Per questo chi non fa il commercialista o il ragioniere o non ha una mamma o un papà o uno zio che capiscono qualcosa in materia fiscale ogni tanto è costretto a trovarsi un CAF, o un commercialista, o qualcuno da pagare per assolvere al suo dovere di pagare le tasse. Eventualmente ricevere un rimborso, quando si tratta di persona che ha pagato troppe tasse durante l’anno e l’Agenzia delle Entrate invece di prenderne ne restituisce.
Ci siamo, eh. Esistiamo. Siamo quelli, in genere lavoratori dipendenti, che guadagnano così poco che pure il Fisco si mette una mano sulla coscienza, e ci restituisce i soldi. Siamo pure quelli che nel momento in cui scoprono di avere un credito con l’Agenzia fanno i salti di gioia, salvo uscire dall’ufficio del commercialista o dal CAF, farsi due conti e capire che non c’è tanto da ridere sulla propria condizione economica, se persino l’Agenzia delle Entrate valuta che gli deve restituire dei soldi…
Comunque. Questo è il mese in cui vengono i nodi al pettine e in cui la gente che l’anno precedente ha cambiato un sacco di lavori presenta la sua bella dichiarazione. Quindi è il mese in cui se ti manca un CUD cominci a cercare a destra e a manca per trovarlo.
Ed è il mese in cui noi lavoratori dell’Ente ci rendiamo conto una volta per tutte che l’utonto medio pronto a chiamarci per qualunque motivo e con qualunque domanda in canna, incluso il numero di autobus che è necessario prendere per arrivare al 2 di via Nomentana (storia vera) non ha una pallida idea di come funziona la questione dei CUD e delle dichiarazioni dei redditi.
O meglio, di chi in realtà se ne occupa.
Si parte con la signora che chiama, persino abbastanza risentita, perché non riesce a trovare il suo modello Unico sul sito INPS. E tu, che ipotizzi che la signora in realtà abbia bisogno di un CUD, perché magari è stata disoccupata e giustamente le serve il CUD, chiedi ma sta parlando del CUD? , e la signora si indigna, perché no, lei sta proprio parlando della sua DICHIARAZIONE DEI REDDITI. Vuole scaricare il MODELLO per la compilazione. E tu operatore sei costretto a spiegarle che in effetti non è sul sito INPS che si trova il modello per la dichiarazione dei redditi, ma che bisogna rivolgersi al limite all’Agenzia delle Entrate. E la signora, dall’altra parte, si risente doppiamente, perché in effetti è inconcepibile che sul sito INPS, che si occupa di previdenza sociale, non si trovino i modelli per la dichiarazione dei redditi. Si sa che la previdenza e il fisco sono la stessa cosa, dopotutto.
Quindi la signora riaggancia, probabilmente non del tutto convinta della risposta. Anzi, è più che certo che racconterà ai suoi amici e parenti e vicini di casa che l’operatore con cui ha parlato non aveva voglia di lavorare, perché di sicuro lui sapeva come scaricare il modello richiesto, con l’amico, parente e vicino che annuisce solidale, perché c’è passato pure lui, e nessuno sa più lavorare, e blablabla, o più raramente che annuisce perché davanti a questa gente puoi solo annuire sapendo che ai pazzi si deve dare ragione.
Si continua con quello che l’anno scorso è stato disoccupato, o meglio, con la MAMMA, di quello che l’anno scorso è stato disoccupato (ci chiama un numero spropositato di MAMME di disoccupati, probabilmente perché i loro pargoletti che in genere non sanno nemmeno con che contratti stanno lavorando alla sola prospettiva di andare da soli a presentare la dichiarazione dei redditi si fanno venire le bole e poi bisogna mettergli la pasta di fissan, e non sia mai che una MAMMA costringa il suo tenero virgulto a riempirsi di bolle per una robetta come la dichiarazione dei redditi…), e sa che deve avere un CUD pure dall’INPS, e allora tu ti metti a cercarlo, perché se non l’ha ricevuto allora va rispedito. Epperò il CUD non c’è. E non c’è perché il tenero virgulto è stato sì disoccupato l’anno scorso ma hanno cominciato a pagarlo quest’anno. Ma siamo sicuri? Sì, signora, il CUD sarà emesso nel 2013. E buonanotte (sono i casi migliori, se si tralascia il particolare infinitesimale: i loro figli a trent’anni non sapranno se grattarsi l’orologio o caricarsi il culo, ma avranno una sola certezza: i calzini li lava mamma. Però di questo problema dovrà preoccuparsi qualcun altro perché a me compete l’utontaggine davanti all’Ente. Non posso fare tutto io).
Poi c’è quello che pensa di avere capito tutto, che va a cercare i CUD del suo datore di lavoro sul sito, perché c’è una sezione che non si sa perché si chiama CUD PREVIDENZIALE. Dove però non ci sono i CUD dei datori di lavoro. Ci sono solo dei prospetti in cui si riassumono i compensi di ogni datore di lavoro e l’importo dei contributi. Il tutto è diviso per anni. A che serve sta roba? Non si sa. Crea confusione e basta. Però di sicuro non è un luogo dove si recuperano i CUD delle aziende presso cui si è lavorato, perché come si diceva sopra i CUD delle aziende competono alle aziende. E vaglielo a spiegare, a quello che ha capito tutto, che non è lì che si scarica il suo CUD. Ci arriva, eh, perché a uun certo punto pare che gli si accenda una lampadina. Però ci metti dai 3 ai 5 minuti buoni in cui gli ripeti ‘deve chiedere il CUD al suo datore di lavoro, non compete all’INPS’.
E infine, ma questo per ora me l’hanno solo raccontato, io non le ho ancora beccate, ci sono le donne che sono state in maternità obbligatoria. Presente la maternità che viene anticipata dal datore di lavoro e che poi l’INPS gli richiede indietro? Quella roba che appena presenti la domanda di maternità ti viene detto che sarà pagata a conguaglio. Che sto a conguaglio pare creare degli scompensi enormi, alle donne in maternità. Non si sa se sia per colpa degli ormoni della gravidanza, o per altri motivi, ma ci sono delle donne al sesto mese che riescono a compilare la domanda di maternità (mica semplice) da sole, ma arrivano alla voce a conguaglio e si attaccano al telefono in preda al panico, perché non capiscono cosa significa. Che poi, io ho detto una roba abbastanza sessista, ma in realtà sto conguaglio manda in panico anche i futuri padri. Chiamano pure loro perché non capiscono cosa significa, che la maternità viene pagata a conguaglio. In quel caso in effetti non si può parlare di ormoni della gravidanza, però potrebbe essere un caso di malaussèniana gravidanza empatica.
E insomma, questa maternità che viene pagata a conguaglio, poi, risulta dal CUD del proprio datore di lavoro. Non c’è un CUD emesso appositamente dall’INPS. Ma no, pare che ci siano un buon numero di donne che chiamano e chiedono il CUD della maternità, perché la prestazione l’ha pagata l’INPS. E pure lì pare che siano dolori a spiegare che no, non c’è un CUD, ma siamo sicuri, ma come faccio a verificare, e via dicendo. E alla fine pure loro si rassegnano alla risposta, che è tutto fuorché rassicurante.
E quindi siamo nel pieno della stagione dei 730, e sbocciano le domande che non hanno senso e la stupidità dell’utonto medio fa capolino come le pratoline nei campi. Non c’è nemmeno di che stare allegri, perché appena finisce la stagione dei 730 comincia quella della disoccupazione degli insegnanti precari.
E lì sì che son dolori veri. Non te li puoi nemmeno spartire con il Fisco, quelli. Per dire.
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