Mi arriva un messaggio privato, un paio di giorni fa, sempre sulla pagina Facebook dell’Ufficio Reclami. Siamo alle solite, qualcuno non ha capito che il mio non è l’Ufficio Reclami di Facebook e si lamenta per blocchi e simili.
Però questo Reclamante Inutile, per quanto inopportuno, ha uan sua logica:
Ha ragione, eh. Se io una persona la conosco già, perché mai le dovrei chiedere l’amicizia su facebook? Meglio cominciare a tempestare tutta la gente che non conosco…
Peccato che gli altri utenti non comprendano la sottigliezza di quezto ragionamento e si limitino a segnalarlo come molesto. Non c’è proprio più religione, signora mia.
L’altro punto che evidenzia il nostro Reclamante Inutile invece mi tange personalmente. Insomma, basta con i suggerimenti di persone che potremmo conoscere (sì, lo so che potrei conoscere il mio vicino di casa. Se non gli ho chiesto l’amicizia è perché il suo cane ha cagato sul mio zerbino. Altro che amicizia, gli chiedo) o che potrebbero piacerci. Inducono in tentazione.
Oltretutto, come gli sarà venuto in mente a facebook che a me potrebbe piacere Alessandro Baricco? Quale sarà il passo successivo? Mi suggerirà la pagina di Federico Moccia?
(comunque l’ipotesi di cambiare social network non è da disprezzare. Forse dovrei consigliare di metterla in atto…)









Il mondo è fatto di piccole incongruenze…