(e a te chettefrega?) Vabbé, facciamo finta di essere educati:
Giuliana Dea
Sono la stessa che riusciva a dire la cosa sbagliata (e a volte anche quella giusta) al momento sbagliato da queste parti.
Ora lo faccio qui sopra. E pure sulla pagina facebook dell’Ufficio Reclami.
Per ora sono in pausa da sceneggiature e romanzi. In compenso leggo molto.
Continuo a far parte della nutrita schiera degli operatori call-center che ricevono telefonate da utonti incapaci di usare internet per gli acquisti o per il reperimento di informazioni.
Sono anche su FriendFeed e su Facebook (ma sul Faccialibro non vi aggiungo se non vi fate riconoscere con cognome, nome, codice fiscale e fedina penale)
Dimenticavo. Mi trovate anche su twitter. Però lo uso poco, quindi se non rispondo non restateci male.








Piacere di conoscerti (anche solo virtualmente) Giuliana: per due buoni motivi: il primo perchè sei una compagna, come andava di moda chiamarsi una volta; il secondo perchè il tuo è un bel blog e sono piacevolmente interessato a leggerlo. Io sono, invece, l’autore della storiella che avete pubblicato oggi su starbooks e vivo facendo il tecnologo alimentare in quel di Ravenna. Ciao a presto