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Pensierino della notte

16 mag

Sono tentata di aprire anche la rubrica Commentatori Inutili. Con qualche commentatore destinato allo spam da secoli potrei smettere di scrivere post originali da qui all’eternità. 

Solo che poi l’ego dei Commentatori Inutili si gonfierebbe come una zampogna. Facciamo come non pensato e lasciamoli allo spam, così siamo tutti contenti (tranne loro, ma essendo Inutili se sono scontenti non è affar nostro).

I Reclami Inutili – Invece di cancellare La Storia siamo noi, perché non rimettete le lezioni di italiano per analfabeti?

16 mag

Oggi arriva la notizia. Chiudono La Storia siamo noi. Ovviamente ci dispiace, mica siamo insensibili. L’Ufficio Reclami ha guardato per anni La Storia siamo noi, pure quando non se la cagava nessuno perché non era cool guardare roba di storia, la guardava.

Detto ciò, è arrivato l’immancabile Reclamante Inutile a protestare sulla pagina facebook per la chiusura de La Storia siamo noi:

cerca l'ufficio reclami rai

 

A questo punto, visto che tutti usano l’Ufficio Reclami per i loro reclami inutili, aggiungo un reclamo inutile.

Invece di cancellare programmi televisivi che finalmente hanno un’utilità, ripristinate le buone, vecchie, lezioni di italiano, quelle per chi era analfabeta. O se proprio non volete insegnare di nuovo l’italiano, almeno spiegate al pubblico televisivo un po’ di sana comprensione del testo.

Perché non è possibile che quando scrivo nelle informazioni ‘non sono l’Ufficio Reclami di (inserire azienda a piacere)’ arriva sempre qualcuno che non riesce a capire il significato della negazione e protesta da me come se non ci fosse un domani.

Grazie.

Gente che non mi piace (II)

15 mag

I selezionatori delle Agenzie Interinali che ti chiamano al telefono per un colloquio, ti fissano un appuntamento, ti chiedono di portare un curriculum vitae, ti fanno uscire di casa per andare al colloquio e prima che inizi il colloquio ti comunicano il nome dell’azienda e che se per caso hai già sostenuto un colloquio con l’azienda loro non mandano nemmeno la candidatura.

Ora, capisco tutto, ma questa insignificante informazione che permetterebbe di non perdere tempo e creazione di aspettativa malriposta potrebbe comodamente essere comunicata DURANTE LA TELEFONATA, anziché in sede di colloquio.

Perché così è da stronzi e fa venir voglia di dare ragione ai piccoli no global del cazzo.

(si capisce che sono un tantino incazzata, sì?)

Gli annunci possibili – Giornalisti a noccioline (la nuova puntata)

14 mag

Era tanto che non postavo annunci possibili (era tanto che mi prendeva lo sconforto leggendo la lista delle categorie protette a cui non appartengo per poter aspirare a un posto di lavoro e chiudevo subito, a dire il vero), ma non posso lasciarvi vivere senza leggere questo:

Un euro ad articolo

 

 

5 o 6 articoli al giorno di 300 parole massimo l’uno. Un affare, considerando che per scrivere un articolo di max 300 parole ci perdi… Un’oretta? Un euro all’ora mi sembra un compenso equo.  Che ci fai con sei euro al giorno? Un pasto?

Vi do* una notizia. Alla Caritas vi danno il pasto gratis, senza nemmeno farvi lavorare per sei ore. Forse se andate lì a fare la fila è meno impegnativo.  E vedete pure un sacco di varia umanità. I commensali della Caritas spesso sono persone più frequentabili dei vostri datori di lavoro.

Ve lo dico per esperienza di datori di lavoro e di commensali Caritas.

*Ho anche controllato che do non si scrivesse con l’accento, così, per la precisione.

Controsensi

13 mag

Quindi la Lega chiede al Governo insediato due settimane fa di riferire sulle conseguenze di una legge approvata da un Governo di cui la Lega faceva parte e sulle conseguenze di un’aggressione che ha avuto luogo perché a causa della legge approvata dal Governo di cui la Lega faceva parte l’uomo si è vista respinta la richiesta di asilo ma “non era ‘espellibile’ dal territorio italiano perché aveva fatto ricorso alla decisione in tribunale ed era in attesa della conclusione del procedimento penale.” (cit.Repubblica).

Mi sta un po’ girando la testa.

Ringraziamenti immeritati

9 mag

Umberto Ambrosoli su facebook ringrazia. È un ringraziamento di poche parole, un grazie a tutti di cuore.

Gli ho messo il solito striminzito like che permette facebook, sulla bacheca di un amico, perché non ho mai chiesto l’amicizia di Umberto Ambrosoli.

Non ci conosciamo, pure se l’ho votato e ho fatto i pianti sulla storia di suo padre,  l’ho messo sulla mensola delle persone che vado a spolverare tutte le mattine appena sveglia, insieme al nonno e a qualcun altro che è morto troppo presto.

Però gli vorrei dire che non è lui, a dover ringraziare. Siamo noi.

Suo padre è uno dei pochi motivi per cui le persone normali possono ancora sentire un po’ di orgoglio, quando si pensano italiane. Non tutte, eh. ma alcune sì.

Ci mancherebbe che quando suo figlio esce da un’aula in silenzio per rispetto alla sua memoria debba restare solo.

«Però è perfettamente italiano?»

7 mag

La domanda arriva direttamente dall’ultima puntata di In mezz’ora. Lucia Annunziata pare aver dato il meglio di sé, come si evince da questo post.

Ora, dopo aver letto la domanda, bizzarra piuttosto e anzichenò, mi sono chiesta seriamente quali siano i requisiti per considerarsi perfettamente italiani. Perché ci penso e ci ripenso, ma non riesco a farmene venire in mente nessuno.

Dice Ilaria che un requisito è non far scendere prima di salire su un mezzo di trasporto pubblico, e a onor del vero questo già mi taglia fuori dalla perfetta italianità.

Dovrò rassegnarmi ad autodenunciarmi come non perfettamente italiana in qualche questura? Oppure c’è altro che mi sfugge?

Vi prego, aiutatemi. Sono troppo vecchia per cercarmi una nuova nazione.

(comunque leggete tutto il post linkato. La perfetta italianità è solo la ciliegina sulla torta. Ce n’è abbastanza per trovare ulteriori motivi di disprezzo nei confronti di una giornalista discutibile)

 

Zie elettrici nell’Urbe ai tempi di Alemanno

5 mag

Doveva succedere, prima o poi, che il PD facesse scappare la voglia di votare persino a mia zia.

Ora, lo so che la gente che non vota è abbastanza comune, ma voi non conoscete mia zia. Mia zia è una che non salta manco i referendum, per dire. Infatti non ha più un quadrato libero sulla tessera elettorale. E adesso che tocca votare per il sindaco dell’Urbe le tocca fare un viaggio fino all’Eur per avere quella nuova.

E insomma, fate che oggettivamente è una rottura di palle, per una donna che va verso i 70 e si sposta in metropolitana, arrivare fino all’Eur per la nuova scheda elettorale. Cambiando con la metro B, oltretutto.

Fate pure che dopo anni di onesti voti a sinistra, facendosi tutta la trafila, PCI-PDS-DS-Margherita-Ulivo-PD (se c’è stato qualcosa tendente più a sinistra chiedetelo a lei, perché a me è sempre bastato che il suo voto non fosse degli altri; qualcuno dovrà pur annullare i voti dei miei genitori, santa polenta), si sta rompendo i coglioni pure lei.

Lei non lo direbbe, che si sta rompendo i coglioni, perché è una donna educata in altri tempi e le parolacce non le dice. Io sono stata educata in questi, e sintetizzo come mi riesce meglio.

Insomma, se pure mia zia che ha sempre votato e non ha più un quadrato libero sulla scheda elettorale a queste amministrative non ha voglia di votare, secondo me il PD un paio di domande deve sul serio cominciare a farsele, perché mia zia fa parte di quell’elettorato che comunque sia non si mette a dare i voti di protesta, perché ha una coscienza politica molto forte e pure se si sta facendo una cazzata non si lascia intortare dai grilli o da quelli che vogliono restituire l’IMU. Mia zia è una che comunque è cresciuta con l’idea della democrazia rappresentativa,  e nonostante il porcellum degli ultimi anni ha continuato imperterrita a dare il voto ai rappresentanti che meglio inquadravano la sua visione del mondo.

Ora, se persino a lei scappa la voglia di entrare in cabina, non c’è più speranza. Davvero è ora che dalle parti del PD prendano una decisione, anche veloce. Perché qui c’è una capitale a rischio, e il rischio, se pure si scongiurasse Alemanno per altri 5 anni, è un sindaco a 5 stelle. Non oso pensare a un consiglio comunale a 5 stelle in una città come questa, con una serie di problemi infiniti e fondi sempre meno disponibili e con i bilanci delle aziende a partecipazione comunale che fanno acqua da tutte le parti. Un po’ come quando piove e la Tuscolana si allaga, esatto.

Per questa volta ci penso io. Ho provveduto a spaventare zia abbastanza da farle cambiare idea, le ho detto che queste sono amministrative e non politiche,  e le ho promesso che a fare la nuova tessera elettorale ce l’accompagno a costo di portarla in sedia a rotelle.

Ma non è che possa fare tutto da sola. Quindi sarà il caso che pure la gente per cui mia zia ha sempre votato si decidesse a fare qualcosa.

(una buona mossa per esempio sarebbe prendere da parte Ignazio Marino e spiegargli che no, non è una buona idea, quella di mettere i biglietti a 5 euro per i turisti, perché io che non voto a Roma in quanto non residente a questa città pago già un sacco di roba senza che mi discrimini cominciando a farmi pagare la residenza diversa. Anche perché se avessi voluto qualcuno che discrimina lo straniero sarei rimasta tranquillamente a vivere nella Lombardia del governatore Maroni, e invece continuo a stare nel Lazio. Una ragione ci sarà)

Cartoline dalla manifestazione (in ritardo, le poste, sapete come sono…)

4 mag

DSCN7949

 

(incontrato sulla strada di Porta San Paolo il 25 aprile 2013)

I Reclamanti Inutili – Umanoidi selvaggi sul 64

3 mag

Volevo tenermelo per la prossima settimana, ma non posso lasciarvi superare il fine settimana tenendovi all’oscuro di questo nuovo Reclamante Inutile. Siamo di nuovo in zona ATAC:

Umanoidi selvaggi sul 64

 

 

Spero si tratti di un fake. Temo però che non lo sia.

Mi raccomando, state con i due piedi in una scarpa, se andate al paese degli umanoidi selvaggi. Le usanze del luogo si rispettano.