Io non ho l’obbligo di pagare il canone RAI…

… perché non dispongo di un televisore.*

Però quest’anno mi viene la tentazione di mandare direttamente l’importo corrispondente ai 110 euro e passa previsti a Vauro.

Vauro che da ottobre sta lavorando senza contratto, eppure ogni settimana è in trasmissione ad Anno Zero e il mattino dopo mi permette di farmi quattro risate rivedendomi le sue vignette su Youtube.

Vauro che sta mandando segnali subliminali a Masi, il quale continua a ignorarlo persino quando si permette di telefonare a inizio trasmissione per comunicare a Santoro che si dissocia dalle trasmissioni, ma che non è nemmeno capace di dire chiaramente tu non puoi andare in onda assumendosi la responsabilità di una censura che gli spettatori sarebbero costretti a considerare.

Vauro che convince la Santanché ad alzare i tacchi con la sola imposizione del tratto della sua penna.

Ecco, io, se il canone si potesse pagare alla gente che vedo sui canali RAI, lo pagherei volentieri, direttamente a loro.

Lo dividerei tra Vauro, Santoro, Ruotolo, Travaglio, ma pure Augias, Crozza, Fazio, la Litizzetto, la Dandini ogni tanto, una tantum a Corrado Guzzanti e a Neri Marcoré. Poi penserebbero loro a suddividerlo in tante parti quanti sono i componenti le redazioni e gli autori dei rispettivi programmi.

E pure a Loris Mazzetti, ne darei un po’. Perché è uno che il suo porco lavoro lo fa bene, e pagare la gente che lavora bene non dico che è un piacere, ma è giusto.

Ecco, se si potesse fare così, che il canone lo paghiamo direttamente alla gente che vogliamo vedere e che ci piace vedere in televisione, probabilmente la RAI risparmierebbe quelle noiose lettere che arrivano random agli italiani, abbiano o meno un televisore in casa non ha importanza. Ci sarebbe un tasso di evasione molto più basso, per dire.

Però non si può. Quindi io per ora pago solo Vauro che non ha un contratto ma sta lavorando un po’ anche per me.

Mi fate avere un codice IBAN per fargli il bonifico?

(Come? Che ne sarà di Masi, del CDA e di tutti gli altri? E che, sono affari miei? Io pago per quello che voglio vedere, e Masi per dire meno me lo trovo davanti meglio sto!)

*Errata corrige: non dispongo di un televisore intestato a me. Che già stanno cominciando discussioni di lana caprina sull’ allora non vedi i programmi?, si paga pure sul computer, sullo smartphone e sulla tavoletta del cesso se è atta a riprodurre in base alla legge di Antani per due eccetera eccetera. Il concetto è: voglio pagare Vauro perché lavora, pure bene, e non ha ancora un contratto. Allora, poiché Vauro sta di fatto mettendo in pratica quello che io intendo come servizio pubblico, se non lo paga la Rai con il canone lo voglio pagare personalmente.

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3 thoughts on “Io non ho l’obbligo di pagare il canone RAI…

  1. Fosse così facile, cara mia. Per uno che vale 100 ce li sorbiamo inutilmente. Purtroppo poi tendono a farli fuori sempre più spesso quelli che parlano, che escono dal coro, che comunicano e assolvono quel servizio RAI di “informazione e formazione” per cui dovremmo pagare. Ma sono disposta a sottoscrivere iniziative proVauro quando vuoi.

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