Ora, qui sta storia del 17 marzo va chiarita.

Ve lo dico come dipendente: a me interessa una festività in più solo per una ragione.

Se non lavoro è una festività retribuita, e se lavoro c’è la maggiorazione per il festivo. Oltretutto quest’anno di festività infrasettimanali ce ne sono pochine. Una festa in più non mi fa schifo  (l’ho pure scritto qui sotto, e lo risottoscrivo altre 15 volte)

Poi ancora non si sa che fanno dalle mie parti, se chiudono, aprono, e cose così. Quindi non è che sto prenotando per andare da qualche parte. Se non si lavora sto a casa perché è un mio diritto e se si lavora vado a lavorare. Pochi cazzi.

Fino a ora ha parlato la lavoratrice dipendente.

Adesso parla la cittadina. Sto leggendo commenti negativi sul 17 marzo come festività da gente che ha poco da commentare, per spessore morale e per non entrarci assolutamente un cazzo con la Storia di questo Paese. Tutte persone che la buttano sul non sentirsi orgogliosi di essere italiani, che pensano che sia uno spreco per la produttività (perché in tempo di crisi non si possono chiudere le aziende per un giorno…), perché non ne sentono il bisogno.

Nessuno, a parte lui e pochi altri, che dica quello che deve essere detto.

Ce l’abbiamo già, una festa nazionale che simboleggia il processo di unificazione.

Si chiama 25 aprile. Ed è la Festa della Liberazione. Solo che qui si vergognano tutti a dirlo a voce alta. Nemmeno fosse vergognoso ricordare il giorno della Liberazione dal nazifascismo.

Beh, vergognatevi voi.

Io il 25 aprile scendo in piazza come tutti gli anni. Per me è quello, il giorno più importante di 150 anni di unità.

Voi fate un po’ come cazzo vi pare.

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4 thoughts on “Ora, qui sta storia del 17 marzo va chiarita.

  1. D’accordissimo con te, da dipendente e da cittadino. Unica precisazione: questa è una tantum per la cifra (quasi) tonda, quindi nemmeno nelle intenzioni dei peggiori tra i promotori c’è quell’idea. L’anno prossimo scompare, il 25 aprile no. Questa l ‘han buttata là come trincea volante contro la lega. Serve? Non serve? Boh. Il lavoratore e il cittadino che sono in me (e spessissimo siamo la stessa persona) pensano come sopra

    1. Ma io l’anno prossimo non so se avrò ancora un contratto, da dipendente penso per il 2011! 😀 Comunque lo so, che è una tantum, e pure sta roba non mi è chiara. Cos’è, una festa che giusto ogni secolo e mezzo val la pena, l’unificazione? Allora facciamo che diventiamo tutti irlandesi e stiamo a casa perché è San Patrizio! Sarebbe persino più divertente. Scorrerebbe Guinness a fiumi. Per dire.

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