Cose di questo Paese

Capitano utenti dell’INPS che ogni tanto fanno domande così strane da convincerti di essere in una grande Candid Camera.

Non si parla di quelli che storpiano i nomi, o le parole, o non sanno fare uno spelling come si deve, e nemmeno di quelli che alla domanda banalissima signora/e, la vede la figura al centro dell’home page? ti rispondono qui non c’è niente, e dopo cinque minuti si scopre che in realtà non stanno guardando l’home page. Lo stesso dicasi delle mogli e madri convinte di poter avere accesso ai dati dei mariti e dei figli assenti perché loro sono le mogli e madri, e tu lo dovresti sapere, al telefono, o fidarti sulla parola (per evitare accuse di sessismo posso tranquillamente ammettere che chiamano anche uomini, con questo viziaccio di volere sapere i fatti di figli maggiorenni o delle mogli, ma statisticamente sono di meno. Pare che gli uomini si sentano castrati, all’idea di chiedere informazioni, e che preferiscano mandare in avanscoperta le donne… Una cosa tipo perdersi nelle strade statali sconosciute perché l’uomo al volante si ostina a non voler chiedere indicazioni).

Ecco, questi sono i cosiddetti inconvenienti del mestiere, che aumentano esponenzialmente quando il servizio a cui si risponde è particolarmente gettonato.

Vedi il canale della disoccupazione. Che poi è il servizio a cui sto rispondendo io in questo periodo.

Ora, lasciando perdere il continuo bisogno di attaccarsi alla canna del gas a fine serata (uno crede di avere una vaga idea del numero di disoccupati in questo Paese, ma una statistica non sarà mai efficace come 4 o 6 ore continue di richieste sullo stato della propria domanda o sul giorno in cui verrà messa in pagamento. Per non parlare delle telefonate preventive, in cui vengono richieste informazioni sui requisiti per richiederlo, sto cazzo di sussidio. E parlo solo di disoccupazione. La mobilità e la cassaintegrazione sono un discorso a parte), che sparisce appena si esce dal posto di lavoro perché non fa bene alla salute portarsi a casa i disoccupati con cui si parla, ci sono cose che non tornano proprio.

Cose che sento e che sentono alcuni colleghi al telefono.

Per esempio, credo che per me e per qualunque altro dei miei ormai non so quanti lettori (ho perso il conto nel trasloco) sia abbastanza chiaro che un lavoro in nero non prevede alcun diritto, anzi, è illegale, e quindi se proprio si deve accettare un lavoro in nero è il caso di non andare a sbandierarlo ai quattro venti. O almeno sappiamo che non è il caso di farlo sapere proprio a un dipendente dell’INPS.

Bene. La settimana scorsa mi telefona una donna di una regione del sud. Non mi faccio lasciare il codice fiscale perché non mi serve, chiede un’informazione generica.

Tentennando, comincia a chiedermi è possibile farsi versare dal datore di lavoro contributi prima del contratto?

La domanda mi è ostica, in un primo momento. Insomma, come si fa a giustificare dei contributi versati in assenza di contratto di lavoro? Che fa il datore di lavoro? Versa contributi di lavoro all’INPS in ritardo, pagando delle more stratosferiche e andandosi a beccare pure un controllo fiscale? Sarebbe un autentico pirla.

Spiego quindi alla signora, tralasciando l’autentico pirla, che la richiesta non è propriamente lecita. A questo punto la signora mi spiega l’arcano. E se ci fosse stato lavoro in nero?

A  questo punto spalanco tanto di occhi. Ora, che il lavoro in nero non sia regolare non devo essere io alla bella età di 35 anni a raccontarlo a una donna che lavora. A me, per dire, lo spiegarono in prima media, durante una lezione di italiano in cui leggevamo articoli di giornale e ne analizzavamo i contenuti. Strano ma vero, ci facevano educazione civica all’interno delle ore di italiano.

Però, la signora, forse non ha avuto la prof Rampini, alle medie, e allora glielo dico: signora, il lavoro in nero è illegale.

La signora risponde ah. E riaggancia.

Piacerebbe pensare che sia un caso isolato, di totale scollamento dalle leggi e dall’etica che qualcuno di noi ha imparato da bambino e da cui qualcuno di noi continua a non riuscire a staccarsi.

Invece lo stesso giorno la collega di fianco passa dieci minuti buoni a discutere con qualcuno. Alla fine del turno mi racconta che il signore sta percependo disoccupazione, e seraficamente le spiega che io sto lavorando in nero, e intanto mi prendo la disoccupazione, così mi prendo due stipendi! Che dice, signorina, faccio bene?

Dal tono di voce della collega ho l’impressione che la risposta fosse no che non fai bene, brutto stronzo.

Cose del genere capitano spesso. Non tutti i giorni, molto più spesso capitano i casi di disoccupati reali a cui dobbiamo comunicare la reiezione delle domande di disoccupazione perché non hanno i requisiti, oppure controlliamo noi direttamente i loro requisiti e ci accorgiamo che manca qualcosa.

Ma i casi sporadici di cui sopra, per quanto mi riguarda, sono sempre uno più del necessario. Non dovrebbero esserci telefonate del genere. Non dico che le persone dovrebbero essere tutte oneste e non avere bisogno di un cane da guardia a spiegare che queste cose non si fanno. Magari. Ma qui non ci avviciniamo nemmeno al migliore dei mondi possibili di voltairiana memoria, non si può pretendere troppo.

Però, cazzo, almeno che capissero che il call center INPS non è proprio il posto migliore dove andare a chiedere come superare gli ostacoli della normativa per ottenere delle prestazioni cui non hanno dirittoo a cui raccontare che stanno di fatto frodando l’Ente, sarebbe auspicabile.

 

Annunci

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...