Stavo dando un’occhiata ai tagli dei tempi di prescrizione.

Si tratta a volte di pochi mesi, a volte un anno, rispetto ai tempi previsti in precedenza.

Eh, già, non si capisce proprio come mai qualcuno possa avere il dubbio che sia un tentativo di parare il culo a una persona sola.

A meno che qualcuno non voglia vederci per forza della malizia, questi tempi di prescrizione sergnano un’evidente svolta epocale per eliminare le lungaggini della giustizia italiana, e dall’entrata in vigore delle nuve disposizioni, tutti noi cittadini potremo dormire tra due guanciali, finalmente certi di essere in uno Stato dove la giustizia ha interesse concreto a tutelarci.

Però va da sè che questo blog è comunista, fazioso, squadrista di sinistra, farabutto, puzza un po’ e a tratti si sente pure un po’ coglione, perché continua a porsi domande come quelle che purtroppo si pone pure Casini (e a questo blog, andare d’accordo con Pierferdy, non è che piaccia così tanto), tipo: ma se i cambiamenti apportati sono così ininfluenti, e interessano solo lo 0,2% dei processi, per quale cazzo di motivo li avete dovuti accorciare per forza, sti tempi di prescrizione?

E poiché questo blog è comunista, fazioso, squadrista di sinistra eccetera eccetera eccetera, non ha nemmeno bisogno di una risposta, perché se l’è già data da solo.

E come capita troppe volte da 18 anni a questa parte, ha la netta sensazione che anche stavolta il cetriolo che aleggia su tutti noi si sia infilato nel posto dove si va a infilare di continuo. *


*e comunque una domanda seria ce l’ho: che cazzo c’entra la diminuzione della prescrizione per violenza sessuale o per l’omicidio colposo per incidente stradale o infortunio sul lavoro? No, perché una lo vuole sapere, chi è parte del 0,2% degli interessati…

(l’immagine è stata presa da Repubblica)

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