Domani torno a Milano.

Ci resto fino a martedì mattina, che poi si lavora. Già mi sto un po’ incazzando, a leggere gli eterni commenti qualunquisti della gente che ma come, c’è la crisi e partite? E la crisi dov’è?, che io ogni tanto a casa ci voglio tornare e non mi è chiaro perché una persona che vuole staccare per un paio di giorni approfittando di un ponte deve pure sentirsi in colpa perché c’è la crisi.

Poi sono anche incazzata nera perché Trenitaglia ha deciso che 89 euro per la tratta Roma-Milano dovevano essere troppo pochi, in seconda classe, e allora adesso ne pago 91 all’andata. Al ritorno no, c’è la tariffa mini, trovata per culo. 82 euro. Pensa un po’. Comprati su Internet. Che per dire se acquisti su Internet i biglietti delle ferrovie della Perfida Albione ti fanno un signor sconto, e invece da noi no. Perché da noi evidentemente sono più stronzi.

Potevo andare in aereo, sì, peccato che Ryanair avesse solo un volo alle 18, e costava tra aereo e pullman da Orio la stessa cifra e non è che una che ha tre giorni ne vuole sprecare uno partendo la sera e arrivando in Centrale alle 21…

Infine, non mi è chiaro, ancora, dopo due anni di Alta Velocità, perché i treni che ci mettono tre ore e mezzo e quelli che ce ne mettono tre devono costare sempre la stessa cifra. Mezz’ora in più di viaggio non dovrebbe garantire un risparmio?

In attesa che Moretti mi spieghi come se avessi 4 anni come mai i viaggiatori al di sotto di un certo reddito che si spostano per chilometri sono implicitamente invitati a restarsene dove si trovano perché viaggiare in treno è diventata roba per abbienti, avverto i miei affezionati lettori che il silenzio post Londra potrebbe protrarsi nei prossimi giorni causa mancanza di connessione internet.

Se avete bisogno di leggere qualcosa potete spulciare tra i blog qui di fianco. Per esempio, Seia sta pubblicando gli articoli comparsi su Stilos nel suo ultimo anno di vita prima della dipartita. Potreste scoprire letture interessanti per il futuro, son tutti articoli su libri persi e ritrovati o mai più pubblicati.

Oppure andate a prendervi un caffè da Starbooks, che lì anche se fanno orari festivi anche lunedì sono aperti.

Se proprio non trovate niente di interessante, compratevi un libro e leggetelo. Io lo farò.  In treno mi porto Making Movies. Pubblicato da Las Vegas.  L’ho iniziato ieri e se non l’ho ancora lasciato giù significa che arrivo fino in fondo perché mi piace. Se continua come nelle prime 30 pagine lo regalo a qualcuno, nei prossimi tempi.

Se gli auguri di buona pasqua vi interessano, prendeteveli. Altrimenti buon riposo e non mangiate troppo. *

*forse lunedì faccio un salto alla manifestazione per il 25 aprile, quella che parte da Porta Venezia. Forse, perché da sola mi prendono gli attacchi di panico. Se c’è qualcuno faccia un fischio.

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