“Diamo Gogol a La Russa”

Bisogna capirlo, a La Russa.

Sì, è vero, è il Ministro della Difesa e non sta bene farsi beccare a chiedere chi è Lukashenko?  dopo che viene nominato da Casini. Perché sono cose che ti fanno passare per un ignorante e per uno che quando deve difendere una posizione indifendibile come quella di certi capi di governo di nostra conoscenza lo fa senza avere solide basi supportate dai fatti, ma con la supponenza di chi deve dire sempre no agli avversari per partito preso, perché loro sono gli avversari e quindi hanno torto a prescindere.

E noi tutti sappiamo che La Russa non appartiene a questa categoria di individui, ma è, al contrario, una persona estremamente tollerante, che accetta critiche e che non riempie di calci negli stinchi i giornalisti che hanno il difetto di volere risposte alle domande scomode. Sappiamo pure che  non augurerebbe mai tumori a italiani incontrati all’estero che auspicano la sconfitta dell’Inter, che so, contro il Barcellona. E sappiamo anche che non è assolutamente tipo da mandare a quel paese (con uso del linguaggio molto meno raffinato) il Presidente della Camera.

Sappiamo soprattutto che non farebbe queste cose mentre è Ministro della Difesa e ha un ruolo istituzionale da mantenere in qualunque circostanza. Perché La Russa è rispettoso del suo ruolo. Oseremmo mai negarlo?

Però, ecco, bisogna spezzare una lancia in suo favore.

É chiaro che un povero Ministro che si trova in territorio ostile, come può essere Ballarò, noto covo di mascalzoni comunisti pronti a usare ogni arma contro l’avversario, inclusa una dimenticanza piccina piccina come il nome Lukashenko (uomo che il Presidente del Consiglio invece apprezza pubblicamente, tanto da andare, unico Presidente di uno Stato democratico europeo, in visita in Bielorussia, e complimentarsi con i suoi risultati elettorali. Ma è anche vero che La Russa e Berlusconi non sono tenuti ad avere gli stessi amici nella vita, no?), potrebbe avere dei momenti di defaillance, dovuti alla tensione e alla necessità di non abbassare mai la guardia.

Anzi, è persino apprezzabile che approfittando dei fuori onda si volti a chiedere a un collaboratore, con tutta l’umiltà che gli viene universalmente riconosciuta, chi sia questo tizio. Ed è palese il gioco di quei mascalzoni di Ballarò che hanno approfittato proprio di questo momento per tornare in onda. Questi sono classici giochetti comunisti per screditare l’avversario.

Quindi, per evitare al Ministro altri agguati di questo tipo che rischiano seriamente di minare la sua credibilità, come rappresentante del Governo e come uomo, avanzo una modesta proposta.

Date Google (pronunciato gogol, à la Berlusconi) a La Russa quando è ospite in trasmissioni ostili. Così non sarà più alla mercede dei suoi avversari e potrà verificare da solo che un Lukashenko qualsiasi non è il nuovo centravanti del Milan ma l’attuale Presidente della Bielorussia.

Da oggi questo blog si impegna quindi nella campagna

DIAMO GOGOL A LA RUSSA

Nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità per partecipare alla sottoscrizione. Restate sintonizzati.

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3 thoughts on ““Diamo Gogol a La Russa”

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