Un bell’applauso a Confindustria, suvvia.

Che con la solidarietà al povero Harald Espenhahn, ennesima vittima di questi giudici che ostinandosi a voler punire chi agisce fuori dalle norme previste per la sicurezza sul lavoro impediranno nuovi investimenti di aziende straniere in Italia, dimostra per l’ennesima volta quali sono i suoi interessi e quale sia la sua visione del lavoro.

Poco ci frega a noi (loro), di 7 operai morti di lavoro e delle leggi vigenti. Insomma, cosa sono 7 morti, in fondo? E cosa saranno mai misure di sicurezza non rispettate davanti alla possibilità di rendere appetibile il territorio italiano agli occhi degli investitori? Si sa che per lo sviluppo economico bisogna pur sacrificare qualcosa…

E gli operai, che tra le voci dei bilanci aziendali sono quella che costa meno, son lì apposta. Quindi solidarietà a chi viene condannato giustamente, perché si sa che i giudici remano contro, è il mantra degli ultimi anni.

Però, ecco, nessuno si venga a lamentare se i sindacati usano forme di protesta obsolete. Non più. Perché davanti a gente convinta di trovarsi ancora nell’Ancien Règime, dove al Re  e ai nobili tutto è concesso, ci si adegua.

Occhio, che a lungo andare c’è sempre il rischio di rivedere in giro le ghigliottine…

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One thought on “Un bell’applauso a Confindustria, suvvia.

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