2 giugno 1946

Gli italiani tornarono alle urne dopo 17 anni dal plebiscito del 1929 e dopo 22 dalle ultime elezioni libere del 1924 (disciplinate dalla legge Acerbo).

Furono chiamati a  scegliere tra la monarchia e la repubblica. E tanto per non farsi mancare nulla furono chiamati a scegliere pure i deputati per l’assemblea costituente, quella che avrebbe lavorato alla Costituzione ormai passata alle cronache come Filosovietica.

Per la seconda volta in Italia il suffragio venne esteso anche alle donne. La seconda volta perché contrariamente alle mie convinzioni e credo a quelle di altre persone le prime elezioni in cui votarono anche le donne furono le amministrative del marzo-aprile 1946 indette in tutta la Penisola.

Però quelle del 2 giugno furono di sicuro le prime per una persona.

Racconta la mitologia di famiglia che mia nonna entrasse in cabina elettorale portandosi in braccio la figlia minore, di un anno.

Votò per la monarchia,  in compagnia di un buon numero di italiani.

Però non bastarono. Per due milioni di voti fu scelta la Repubblica.

E oggi è la sua festa.

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