Strane usanze.

Non so se funziona così, però è solo un anno che lavoro come interinale e con rinnovi di tre mesi in tre mesi e ho una scadenza giusto in mezzo all’estate, però sarà normale, chiedere a gente quali sono le sue preferenze per le ferie di agosto quando non sa nemmeno se dopo il 31 luglio sarà rinnovata?

A me suona strano, però da quando sono entrata nel mondo del lavoro ho visto un sacco di cose strane che invece poi si sono rivelate  normali, roba che ti guardavano tutti stupiti dicendo ma come? non lo sai che funziona così? , quindi chiedo.

Se è normale, taccio. Anzi. Facciamo che mi impegno a provarci.

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4 thoughts on “Strane usanze.

  1. purtroppo ho assistito alla stessa domanda fatta agli ultimi arrivati nell’azienda dove lavoro.
    La persona che si occupa del personale è fredda come l’Islanda e non ti saluta nemmeno se ti si schianta addosso. secondo me prova persino piacere a fare certe domande stupide.
    Fortunatamente la direzione è di un’altra pasta e i contratti a tempo determinati sono stati poi tutti trasformati in tempo indeterminato, naturalmente se le persone avevano dimostrato interesse al lavoro e capacità…
    ma mi fa comunque male, vedere ragazzi dell’età di mia figlia che non possono fare un minimo di progetto per anni…
    Ti auguro che tu possa trovare il giusto lavoro che meriti.

    1. Grazie per il commento. E’ un anno che lavoro esclusivamente con contratti interinali, ma di roba che non mi tornava ne ho vista anche in precedenza. Le altre volte però non ero con la stessa azienda da così tanto tempo ma con rinnovi a così breve scadenza da trovarmi in mezzo all’estate e alla situazione di dover scegliere quando andare in ferie senza avere nemmeno una pallida idea della certezza del rinnovo! 😀
      A questo punto posso aggiungere un nuovo capitolo alle stranezze normali nella storia dei precari italiani del nuovo millennio.

  2. Io vedo una situazione di fatto abbastanza simile nella scuola: i prof. di ruolo spesso non sembrano avere la benché minima idea di come funzionino le assunzioni e i contratti precari di oggi, per cui se ne cascano dalle nuvole con idee e abitudini che risalgono a trent’anni fa, quando ci sono arrivati loro nella scuola.

    1. Ci sono generazioni di persone vissute con l’idea del contratto a tempo indeterminato che non riescono minimamente a rendersi conto di quello che significa avere 36 anni e aspettare un rinnovo ogni tre mesi. D’altronde non è una colpa essere venuti prima e avere goduto di determinati diritti. Diventa una colpa non riuscire a capire che lasciarseli erodere giorno dopo giorno pensando che tanto loro sono al sicuro si va a ripercuotere prima di tutto sulla stabilità dei loro figli e nipoti, e a lungo andare pure sulla loro. Che poi è quello che di fatto è accaduto nei decenni.

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