L’ho evitato per tutta la settimana.

Avevo da fare altra roba, più vicina alla mia vita di tutti i giorni. Anzi, a dire il vero questa prima settimana di rientro è sembrata più lunga di tutte le settimane dell’anno messe insieme.

Un po’ sarà stato il brutto effetto che ha lasciato la questione degli anni del militare e del riscatto di laurea sull’umore, e sul lavoro (chiamano ancora per avere il loro estratto contributivo, non sia mai che arrivino scherzi ulteriori. E fanno bene).

Un po’ sarà stata la novità che ci aspetta da domani al lavoro (la divisione in gruppi, una tielle di riferimento per ogni gruppo e la nuova mansione: controllare il lavoro dei colleghi e segnalare anomalie nella gestione delle chiamate degli utenti, perché sennò ne va del lavoro di tutto il gruppo…)

Un po’ sarà stato che tra poco un’altra amica finirà in mobilità, in deroga. Ne avevo già parlato.

Un po’ sarà stata la preoccupazione per amiche che non stavano troppo bene e che adesso invece sì (ma ‘ste cose le diciamo a voce più bassa).

Un po’ tanto,  sarà l’effetto del ritorno dalle ferie, quelle per modo di dire, passate a Milano, senza utonti ma con il fratellino che raccontava tutte le idiozie dei commentatori sul profilo di Pisapia su facebook in tempo reale. Roba potenzialmente distruttiva, ve lo assicuro. Sia i commentatori che il fratellino capace di rispondere seriamente all’ultimo troll di periferia (ma vi pare che si possa rispondere seriamente a un milanese che dice in pubblico a Roma i trasporti sono meglio che a Milano, hanno pure più linee di metropolitana?  La risposta giusta è perché non googli un po’ e la controlli, sta bella cazzata che stai dicendo?. Se proprio gli si vuole rispondere, intendo).

Ecco, ci ho messo un po’ per assorbire in pieno tutto il resto che nel frattempo andava avanti. E nel resto ci sono le nuove intercettazioni, con Berlusconi che se ne vuole andare perché questo è un Paese di merda e con la solita storia dell’uomo tanto buono che ha solo aiutato una persona in difficoltà.

Ora che posso fare mente locale perché la settimana è passata e sto tirando le fila, mantengo il proposito iniziale: se mi fa sapere dove sono gli scatoloni, vengo a dargli una mano per l’imballaggio.

Per la seconda, devo ammettere che ho pensato un sacco di bestemmie sulla faccia di tolla con cui ci considera tutti deficienti e in grado di credere alla cazzata delle difficoltà economiche di un poveraccio.

E pure ammettendo di essere così deficiente, mi è andata in acido la concezione delle difficoltà economiche che risiede nella testa di Berlusconi. Ieri sera consideravo che a me 20000 euro basterebbero per risollevare le mie economie per tutto un anno. Al mese, e con un’una tantum di 500000, mi pare che si perda un po’ il senso delle proporzioni e della miseria reale. (se non ti puoi permettere una scuola da 4000 euro al mese per i tuoi figli, ne scegli una economica, statale. Come fanno tutti i cristi del Paese che vivono nell’indigenza di redditi che in due,  arrivano magari ai 30000 annui. E così per tutto il resto).

Sempre ammettendo (si chiama sospensione dell’incredulità, quella roba che ti permette, per esempio mentre leggi l’Uomo Ragno, di far finta che davvero un uomo morso da un ragno radioattivo possa girare per NewYork appeso a una ragnatela, senza ripeterti ogni 4 secondi che non è possibile e ti stanno cojonando) che questa cazzata sia vera, ancora più in acido mi è andata l’idea che Berlusconi ha di sè, da anni. Io sono buono perché rifaccio le dentiere alle vecchiette aquilane. Io sono buono perché aiuto Tarantini a risollevare il suo bilancio familiare. Però nessuno capisce quanto sono buono.

Ecco, questa cosa che Berlusconi non è buono, ma ha una concezione paternalista, o meglio, da sovrano che decide a chi concedere una grazia, a sua discrezione, l’ha spiegata molto meglio di come farei io lo Scorfano (poi io sono parzialmente d’accordo con lui, perché uno che ha contribuito a rendere questo Paese una merda negli ultimi 18 anni e che navigando in modo agevole nella merda precedente ha costruito un impero che attualmente porta il nome di Mediaset, non si deve nemmeno sognare di poter dire al telefono a qualcuno che questo è un Paese di merda. Manco per sfogo momentaneo).

Per quanto riguarda me, sono un po’ frastornata. Due giorni fa, con la notizia di Tarantini indagato per estorsione, per la prima volta in anni e anni non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello che Berlusconi si dovesse dimettere. O che in un paese normale si sarebbe dimesso. Quando l’ho letto, nero su bianco, non ricordo dove, ho pensato proprio che mi sembrava fiato sprecato parlare di nuovo di motivi per rassegnare le dimissioni. Perché di motivi ottimi ne ha avuti a iosa, negli anni. E non ha mai ritenuto suo dovere prendere la strada del Colle.

Perché dovrebbe farlo ora?

Ecco, a me sta cosa che non ci ho pensato, subito, e comunque non riesco a vedere l’urgenza delle dimissioni di Berlusconi come atto dovuto, non mi fa stare tanto bene.

Ho il dubbio di avere cominciato a rassegnarmi pure io, all’idea che questo non sia un paese normale (civile mi sembra un passo ancora troppo in là). Però, come dire, la cosa della rassegnazione, non è che mi vada tanto a genio.

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