Le maledizioni dell’Operatore

Io leggo un sacco di roba. Veramente un sacco. Ed è roba che scrive un po’ di gente.  Gente che SA, non capisci mai esattamente cosa, però lei SA e te lo deve dire, anche quando non è il suo campo, anche se non sa  nemmeno come ti chiami o cosa fai nella vita, anche se non ti ha mai rivolto la parola o non ha mai interagito con te, e quando te lo dice ha la tipica simpatia di due dita nell’orifizio posteriore.

Ecco, io ogni tanto, quando leggo questa gente che interagisce con altri (perché in genere, quando leggo questa gente, a me passa la voglia di parlarci, e la ignoro proprio, come si dovrebbe fare con le mosche che ronzano chiedendo attenzione in maniera insistente) e ha questa interazione, penso alle maledizioni da augurarle.

E mi auguro che un giorno, non lontano, questa gente si ritrovi a dover risolvere un problema con l’Ente. Un problema di gamma vasta, eh, mica è necessaria per forza una prestazione a sostegno del reddito (anche se qualcuna di queste genti se la meriterebbe, ma è cattiveria pura, augurare a chicchessia di aver bisogno di sostegni del reddito), basta la necessità di comunicare con l’Ente dal sito e il sito PROPRIO QUEL GIORNO NON FUNZIONA.

E io vorrei che questa gente proprio quel giorno avesse necessità di usarlo, il sito dell’Ente, e che chiamasse il call center, e che beccasse nell’ordine: l’operatore che ha un problema tecnico e invita a richiamare perché deve cambiare postazione; l’operatore nuovo che ci mette sei ore per capire qual è il problema, lascia in attesa per novanta minuti perché essendo nuovo giustamente deve alzarsi di continuo per chiedere spiegazioni, e nel mentre cade la linea; l’operatore che ha i coglioni girati e che risponde male all’utente che alla terza chiamata ha pure lui i coglioni girati perché non ha risolto ancora nulla e allora l’operatore si incazza ancora di più e riaggancia il telefono in faccia, e così ad libitum, fino all’ultima telefonata, quando questa gente con la simpatia tipica di due dita nell’orifizio posteriore finalmente trova uno che risponde, e sa di cosa sta parlando.

E dice a questa gente che sì, in realtà non c’è un problema tecnico sul sito, ma che l’operazione che questa gente deve fare può essere fatta solo munendosi di un PIN di accesso al sito dell’Ente, e questa gente, il PIN, non l’ha mai chiesto.

E allora bisogna fare la richiesta, e per ottenere il PIN completo ci vuole almeno una settimana di tempo, perché una parte del PIN arriva per posta. E quindi questa gente si attacca e deve attendere per forza prima di poter fare quello che deve fare.

Certo, poi con qualcuna, di queste genti, ti vien voglia di essere ancora più stronza, e vorresti augurarle di aver bisogno di un PIN per chiedere una prestazione urgente, ma in genere quelli che hanno bisogno di prestazioni urgenti non stanno tutto il giorno a rompere i coglioni al prossimo investendolo di saccenza e prosopopea, perché hanno roba molto più seria a cui pensare, che rompere i coglioni al prossimo.

E quindi una deve pensare alle vendette mirate, che provochino un bel po’ di fastidio e che tengano lontana questa gente dai luoghi che frequenta abitualmente, impegnandole in attività differenti. Così si unisce il piacere della vendetta all’utilità di tenere pulita la home di friendfeed, o di facebook, o di qualunque altro luogo che frequento abitualmente.

Che poi, forse, non è abbastanza, ma son davvero poche le persone a cui auguro una morte dolorosa. Per gli altri basta un po’ di fastidio.

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2 thoughts on “Le maledizioni dell’Operatore

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