Riflessioni sparpagliate*

*dove non si trovano fini analisi politiche ma riflessioni di una mente semplice a lato dell’attuale situazione governativa.

L’ultima settimana è stata un po’ strana.  Superato il primo momento di euforia, che non ho vissuto in pieno data l’assenza dal territorio nazionale, sono arrivati i momenti di riflessione seria.

Finalmente ci siamo levati dalle scatole Er Puzzone. Ora abbiamo una persona che non è stata eletta dal popolo. La persona non eletta dal popolo a qualcuno piace acriticamente, a qualcuno fa ribollire il sangue perché un governo tecnico non è democratico e a qualcuno non piace ma sa che di questi tempi non se ne può fare a meno, se si vuole rimanere all’interno di un sistema globale che rischia di collassare.

Che il sistema globale sia giusto o sbagliato non è oggetto di riflessione, in questo momento, anche perché il fatto che per me si dovrebbe cambiare proprio tutto il sistema è ininfluente.

Non ho altre soluzioni, per il momento, che superino il capitalismo, a parte il comunismo che a mio avviso non è mai stato realizzato realmente su grande scala perché in tutti i luoghi in cui si è tentato il comunismo, il tutto è degenerato in ben altro. Ne deduco che fino a quando non ci sarà un genere umano ancora più evoluto, il comunismo resterà utopia, e pace e amen. (Cyloni, dove siete? Venite a estinguerci, per favore…).

Invece in questo momento dobbiamo restare in Europa e l’Europa deve restare unita e rimanere concorrenziale con altre superpotenze. La strada è questa, per il momento, e per restarci dobbiamo fare sacrifici. Ce l’hanno detto in tutte le salse, per un po’ di tempo i sacrifici sono stati fatti solo da chi le pezze al culo le aveva già prima, e adesso in teoria dovrebbe toccare anche agli altri.

Che gli stessi provvedimenti impopolari potessero essere presi pure da Berlusconi è un dato di fatto. Per andare nel culo alla gente non è necessario avere Mario Monti. Basta uno qualsiasi, che ispira persino meno serietà iniziale di lui. Quindi Berlusconi bastava.

Il problema è che Berlusconi sti cazzi de’ provvedimenti non li ha presi. Nel continuo tentativo di mantenere il suo potere, la sua poltrona, e il suo posto, che gli ha consentito di fare il suo porco comodo per anni, si è scordato che prima delle sue leggi ad personam viene la popolazione che lo ha messo lì a governare. Con dabbenaggine, ne convengo, ma per quello è stato votato l’Immenso Pirla, non per altro.

Oddio, qualcuno probabilmente aveva creduto alla favoletta dei comunisti e ha goduto tantissimo dell’abolizione dell’ICI che gli ha procurato una serie di aumenti su tasse locali, ma comunque  ce la racontiamo sempre lì si va a parare. Se io voto qualcuno e quello viene nominato Capo di Governo, poi gli tocca governare il Paese, non sta lì per preoccuparsi delle sue attività imprenditoriali e dei suoi processi in corso (di processi in corso in effetti non dovrebbe nemmeno averne, ma anche questo è un altro argomento).

E non solo. L’Immenso Pirla si è pure scordato, o forse non ha mai capito, che esiste anche una forma da rispettare. Non solo davanti ai suoi elettori e a chi non lo ha eletto ma suo malgrado lo deve subire, perché non sta molto bene farsi beccare con minorenni in festini, per poi raccontare che erano le nipoti di Mubarak e che per salvarle dalla prostituzione ha pensato bene di elargire loro 30000 euro (perché davanti a questo pure il più entusiasta sostenitore dell’abolizione dell’ICI a un certo punto comincia a storcere il naso)

Soprattutto si è scordato la forma ogni volta che ha parlato con i Capi di Stato esteri. Si è scordato per esempio che non si dà della culona inchiavabile a una donna a capo del governo che sta comprandosi i bond italiani per evitare il fallimento del Paese (nostro), o che non si chiama Obama appena eletto uomo abbronzato. Si è scordato che quando si va in giro per il mondo come Presidente del Consiglio e Capo di Governo non si dicono cose sconvenienti di continuo, e  non si fanno conferenze stampa raccontando ai giornalisti stranieri che lui è un perseguitato, perché in Italia c’è la dittatura delle toghe  rosse (taccio di certe amicizie con Putin e Gheddafi,  e dei rapporti cordiali con Lukashenko, per quanto un pensierino pure per loro sarebbe doveroso).

Sono cose che non si fanno, perché esiste, appunto,  quella cosa che si chiama forma, ma che a onor del vero l’Immenso Pirla non ha mai conosciuto. D’altra parte è un uomo che si è fatto da solo, che volete che ne sappia lui del bon ton? (anche se, senza arrivare al bon ton, basterebbe un po’ di senso dell’opportunità. E quello ogni tanto si trova persino nella gente che fa i lavori più umili e che non dirige grandi aziende che si è fatta da sola. Persino nella mia famiglia di sfigatissima gente che non ha mai comandato nemmeno la sua tavoletta del water, qualcuno dotato di senso dell’opportunità esiste. Figuriamoci altrove).

Quindi, è molto probabile che avremmo potuto tenerci quest’ometto per delle misure impopolari, e che non c’era affatto bisogno di un governo tecnico, che io personalmente  non definisco antidemocratico, perché i governi tecnici sono previsti, nei casi di emergenza, e alla fine un governo tecnico nelle emergenze serve a ritraghettare uno Stato a nuove elezioni.

Inoltre un governo tecnico è sottoposto a fiducia dei parlamentari, e se i parlamentari che sono stati votati con una legge del Paese hanno pensato di dare la fiducia in massa al governo tecnico, sarebbe buona norma accettare le decisioni che hanno preso in nome nostro, perché sono gli stessi parlamentari che fino a due giorni prima votavano a favore o contro il Governo che erroneamente si continua a ritenere eletto dal popolo, e che invece era stato altrettanto sottoposto a fiducia di quello tecnico (ma questa è un po’ colpa del precedente Capo di Governo, che ha una grande confusione in testa ed è sempre stato convinto di essere diventato Capo di Governo per investitura divina, anziché dopo una fiducia in Parlamento. E ha convinto di questo pure i suoi stessi elettori, mannaggia a lui…).

Però, ecco, è indubbiamente meglio che a prendere questi provvedimenti impopolari sia un’altra persona al posto dell’Immenso Pirla. Meglio per noi, intendo dire.

Io poi faccio parte della terza categoria indicata, nel senso che Monti non finisce di convincermi, anche perché non assomiglia per nulla, lui e il taglio che dovrà dare al Paese in questo periodo di crisi, a quello che vorrei io, per il mio Paese, ma mi sembra la soluzione migliore per il periodo. Anche perché altre non ne vedo, in giro.

Inoltre, e questo non è poco, Monti mi sembra una persona normale, che non va in giro a raccontare di essere perseguitata da chicchessia, non telefona in questura per scarcerare presunte nipotine di Mubarak e non appella i capi di stato tedeschi come  culone inchiavabil. Dice Crozza che Monti non è capace di raccontare barzellette, tanto per essere chiari.

E questa cosa mi fa tirare davvero un sospiro di sollievo, perché era ora che ci fosse al governo qualcuno che non racconta barzellette. Soprattutto di pessimo gusto.

E poi, insomma, lo sapete, voi,  cosa significa finalmente girare per l’Europa senza doversi portare dietro il fantasma del Circo della Libertà che ti precede un po’ come la puzza del cane Julius, perché non rischieremo più articoli a tradimento su tutti i maggiori quotidiani europei in cui si percula apertamente il Presidente del Consiglio?

Sono soddisfazioni momentanee che ti restituiscono persino fiducia nell’umanità. Ecco.

Su tutto il resto ci si rivede per forza all’inizio del 2012.

(e a proposito, non c’entra niente, ma vi rendete conto che oltre a esserci sbarazzati dell’Immenso Pirla non abbiamo più nemmeno tra le palle Brunetta? Non sono cose da sottovalutarsi, queste…)

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5 thoughts on “Riflessioni sparpagliate*

      1. O una in meno, dipende dai punti di vista.

        (Me n’ero accorta, ma con l’età ho smesso di fare la punta alla matita a qualunque cosa 😉 )

  1. Anche io sottoscrivo in toto. Credo che Monti, in questo momento, sia il male minore. Con la situazione economica e sociale che c’è in Italia, da un po’ di tempo a questa parte, per rimettere le cose a posto bisogna necessariamente fare del male a qualcuno, in termini di tasse e privilegi.
    E comunque la cosa migliore è proprio che forse smetteremo di farci ridere dietro da tutti i Paesi civili!

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