Sui terremoti a Milano

Dicono che a Milano stamattina si è sentito il terremoto del Veronese. O meglio. Più che dicono, twittano un po’ ovunque. Ma è quasi la stessa cosa.

Io di scosse di terremoto, a Milano, me ne ricordo solo una. Nel 2003.

Eravamo all’ultimo piano di non ricordo quale padiglione della Fiera Campionaria, durante una lezione del nostro corso per tecnici di videomoda (come, tu che sei una stracciona hai fatto un corso per tecnici di videomoda? Sì, però ve lo racconto un’altra volta), e stavamo davanti ai computer. Mi pare che stessimo scrivendo qualcosa.

Insomma, qualunque cosa stessimo facendo, a un certo punto  comincia a tremare il pavimento, come se stesse passando la metropolitana, solo che la metropolitana lì non ci passava perché eravamo al lato opposto di Amendola-Fiera, e poi perché pure se passa la metro, al quarto piano, mica la senti. Penso.

Ci guardiamo in faccia un attimo con Paola, una compagna di corso, per nulla stranite. Paola, che era sempre molto placida in qualunque cosa, con una flemma tutta sua dice è il terremoto. E riprende a scrivere.

E io, tranquillizzata dalla flemma di quell’è il terremoto e dalle lezioni di geografia delle elementari e medie in cui mi hanno spiegato in tutte le salse che Milano non è zona sismica  e che quando ci sono scosse di terremoto al massimo sono scosse di terremoti altrove che a noi non provocano danni, ho a mia volta ripreso a scrivere.

Quella è stata la prima scossa di terremoto della mia vita.

Poi c’è stata quella dell’Aquila, 6 anni dopo. Però quella, al dodicesimo piano, ha fatto tutta un’altra impressione, e no, non c’era Paola e non c’era la sua flemma e non mi sono rimessa a scrivere come se niente fosse. Ma pure questa è un’altra storia.

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8 thoughts on “Sui terremoti a Milano

  1. Quando passa di qua il terremoto – epicentro nel Reggiano, che sarà pure Emilia ma da Reggio a Ferrara magari si è perso per strada – io non sento mai un accidente. Immagino d’essere stata programmata per distrarmi a ogni terremoto, o magari lo scambio per altra faccenda. No, non la metro, a Ferrara ne siamo esenti.
    Insomma, mi chiama la mamma e mi contattano su facebook: L’hai sentito? Cosa? Il terremoto! Dove? Ma come dove? Lì, sotto i piedi, lì, che si è mosso tutto! Ma dove?
    Ecco, una conversazione degna di Totò.

  2. io nel 2003 ero da Viel in viale Abruzzi al piano terra appoggiato al bancone. L’ho sentito tremare e ho detto al mio collega: mi sa che si sta rompendo il frigo…”

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