Addio a Splinder

Ormai lo sanno anche i sassi. O almeno lo hanno capito tutti gli utenti di Splinder che negli ultimi mesi hanno ricevuto mail di avviso. Il 31 gennaio 2012 chiude Splinder, salvatevi i vostri blog altrimenti ciccia.

Sì, il testo della mail non era proprio così, ma non l’ho nemmeno aperta, quando è arrivata (più o meno verso il… 20 dicembre? Se aspettavo Splinder, i miei 3 blog morivano senza che nemmeno ne avessi notizia. Per fortuna ci sono i social network), ma il messaggio mi pare fosse questo.

Ecco, a dire il vero la cosa non mi ha preoccupata moltissimo. Avevo il mio back up del vecchio Ufficio Reclami, gli altri due blog non avevano più molto senso di esistere, e comunque c’erano pochi commenti, si poteva salvare l’importante con un bel copincolla (fatto).

Così ho fatto esperimenti di importazione su Altervista con i blog che mi interessavano di meno. E una volta superata l’isteria del ma che cazzo devo fare adesso? mi sono ritrovata tutti i post e tutti i commenti. Sì, mancano i messaggi privati, ma non è che siano fondamentali. Sopravviverò anche senza.

Sì, i template non sono gli stessi. Sapete che c’è? A me i template di Splinder avevano anche stufato. Non avevo un account pro con un mio template, non ne avevo nemmeno uno di Panna Smontata, e wordpress ha dei template che trovo molto più funzionali e più facili da gestire. Quindi, sticazzi alla milanese (bisogna essere precisi) pure ai template.

Dopo essermi salvata i miei blog, ho provveduto a salvare pure quello della mia amica Sailorbook, che adesso si trova qui e che consiglio a tutti gli amanti delle biblioteche, perché è come al solito a base di utonti. Diciamo che Sailorbook ha un po’ di responsabilità morale nella mia idea di prendere in giro gli utonti del call center. È stato leggendo lei che ho pensato potrei farlo anche io…

Quindi oltre a salvare i miei post per i posteri mantenendoli accessibili al mondo ho salvato pure un altro blog. Son cose che ti svoltano l’anno, eh. E siamo solo a gennaio.

E insomma, ora si dà l’addio a Splinder perché pare che deve morire un’epoca.

Uhm. Non lo so, a me pare che l’epoca fosse già morta quando ho aperto il mio primo blog. Dicono tutti che prima (un prima sempre indefinito) i blog erano meglio, che la gente commentava, ti trovavi post con sotto decine di commenti, e insomma prima era meglio.

Il prima, quando tutti stavano su Splinder. Io, il prima, non lo conosco. Non l’ho mai visto. Ho visto il dopo. Quando ormai i giochi erano fatti e si individuavano le persone che meritavano di essere seguite anche in base al grado di antipatia che suscitavano tra i blogger che ci provavano ma non ci riuscivano.

Il mio primo blog è stato su Splinder per un fattore di comodità, perché è stato facilissimo aprirlo e perché, tutto sommato, volevo semplicemente giocare e vedere che sarebbe successo. Potevo stufarmi nell’arco di un mese.

Il gioco evidentemente ha un po’ preso la mano e mi ci sono trovata bene. Grazie al blog su Splinder ho conosciuto gente che mi sono portata dietro per anni, qualcuna la si incontra per social network o in libreria e qualcun’altra mi fa i muffin, per non parlare del marito che mi presta le migliori serie televisive in circolazione. Altre ancora le si vede sì e no una volta l’anno ma ci si vuole sempre bene (ciao, Gilla), e con una ogni tanto si prende l’aperitivo in giro per Roma. E sto tralasciando, naturalmente, i miei ormai 40 lettori.

Grazie al blog su Splinder ho collaborato un po’ con Mondorosashokking, scoprendo che il giornalismo non sarebbe mai stato il mio mestiere e che sono molto più adatta ai reclami. Però mi sono divertita.

Grazie al blog su Splinder ho anche scoperto che ogni tanto hai bisogno di cambiare, come ti tagli i capelli,  e quindi ho cambiato piattaforma e ho cominciato a parlare di altro, appena approdata su WordPress.

Tutto questo è successo nel dopo, perché nel 2007 l’era dei blog era finita. A dire il vero siamo nel 2012 e continuo a sentirla, questa cosa che l’era dei blog è finita, ma l’Ufficio Reclami non se n’è ancora accorto e continua a fare un po’ come gli pare. E mi pare che continuino un sacco di altri blog, a  vivere questa vita da fantasmi.

Comunque, io sono arrivata dopo, e grazie a Splinder ho fatto cose e ho visto gente. Pensa se capitavo prima, quando era meglio, cosa avrei potuto imparare.

Però coi se e coi ma la storia non si fa, quindi mi accontento di quello che ho imparato quando era peggio, e faccio un salutino al mio Ufficio Reclami su Splinder che oggi sparisce.

Tanto mica sparisce davvero. Se mi viene la nostalgia, vado a rileggerlo qui.

Ringrazio comunque Splinder, eh, non si dica che sono un’ingrata, e gli mando un caloroso saluto.

Che gli sia lieve la terra (si può dire, pure se non è un cristiano?)

 

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