Caro lurker…

… (perché dicono che ti chiami così, tu che passi, leggi e non commenti. Lurker. Mica ho capito perché, poi, magari mi faccio un giro su un vocabolario, o magari guglo un po’, che a me mi sembra sempre una parola inquietante, lurker. Oddio, se uno dei miei tecnologici lettori passa e me lo vuole spiegare, lo accolgo a braccia  aperte…) che passi di qua, leggi, leggi e non ti fermi fino a che non hai trovato l’ultimo post o fino a quando non ti prende la noia.

Tu pensi che io non mi accorga di te, ma io lo so, che ci sei. So che capiti per caso, magari cercando un luogo dove reclamare, o cercando Napo Orso Capo. Non so perché, il 90% delle volte che qualcuno si ferma qui stava cercando Napo Orso Capo, di cui questo blog è sempre e costantemente fermo sostenitore.

Oppure cerchi informazioni sulla disoccupazione, o sugli scioperi. E in effetti questo mi sembra già più normale, perché di disoccupazione  e di scioperi ogni tanto qui sopra si parla. Mai abbastanza, probabilmente, ma se ne parla.

O ancora, finisci qui sopra mentre cerchi le liste degli editori a pagamento, o l’ufficio reclami della Mondadori.

A volte ci arrivi pure cercando suicidio di hello kitty.Con mia viva e vibrante soddisfazione.

In rari casi entri da blog altrui dove lascio commenti.

Bene, caro lurker, forse tu non te ne rendi conto, ma io so che passi. So pure che ti fermi e che apri tutti i post. In genere apri la categoria Vita da call center, ma a volte apri un po’ a casaccio.

Me ne accorgo perché nelle mie statistiche capitano ingressi singoli più o meno su ogni pagina, e questa trappola a cui ormai sono affezionata che è WordPress me li mostra.

Non sono mai stata una persona particolarmente attenta agli ingressi, a dire il vero, però da qualche tempo mi rendo conto di questa cosa. Mi balza all’occhio appena vedo le statistiche.  E poiché dubito che ogni giorno ci sia lo stesso curioso che entra alla ricerca degli stessi post, ho la sensazione, caro lurker, che tu sia un lurker multiplo.

Non sei sempre lo stesso, insomma.

Quindi, caro lurker, siccome io sono una persona molto ospitale e in genere voglio bene ai miei lettori, per pochi che siano, perché adesso che ti ho scoperto non ti palesi, magari qui sotto?

Prometto di non maltrattarti, anzi, al limite potrei pure offrirti un caffè, o un bicchiere di amarenata (scusa se non mi spingo al chinotto Lurisia, ma ne è rimasta una sola bottiglia e fino alla prossima settimana l’Approvvigionatore di Vettovaglie non sfiderà le casalinghe all’iper).

Io sono qui che aspetto. Ho persino riposto il machete nell’armadio. Vengo in pace.

Allora, lurker, che aspetti a palesarti?

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2 thoughts on “Caro lurker…

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