Nuove disavventure nei cinema dell’Urbe

E quindi, ieri, dopo un tentativo andato a male due domeniche fa con il Greenwich (usciti troppo tardi per la proiezione delle 17.50) e con l’ex Induno, ora Sala Troisi, dove all’ingresso campeggiava il cartello a causa di un guasto il riscaldamento non è acceso (e due domeniche fa, fidatevi, a Roma la primavera non era arrivata. Nemmeno a Testaccio e a Trastevere), ci abbiamo riprovato.

Stavolta ci siamo diretti al cinema Farnese, uno dei pochi raggiungibili con i mezzi dove potervedere Hugo Cabret in 2D, ché io il 3D, ci ho provato, ma proprio non ce la faccio. Mica è snobismo, il mio, eh. È proprio che il 3D per noi portatori sani di strabismo, astigmatismo, ipermetropia, inondazioni e cavallette, è cosa impossibile. Almeno, io proprio con gli usa e getta non vedo assolutamente nulla. Con gli occhiali enormi che pesano l’anima de li mortacci mia (non vorrei offendere i vostri) vedo qualcosa ma esco dalla sala con un mal di testa che non ve lo racconto nemmeno. E andare al cinema sapendo di doverne uscire col mal di testa quando andare al cinema dovrebbe essere almeno un’esperienza piacevole, non so perché, predispone abbastanza male.

Quindi ci abbiamo riprovato e stavolta siamo arrivati in tempo, anzi, pure in anticipo, e il riscaldamento funzionava pure. Solo che il Farnese, me lo sono ricordato ieri in cassa, ha una cassiera che avevo già incontrato prima, un po’ tignosa. Ieri insieme a lei ce n’era una giovane.

Ora, conoscete quell’abitudine di certe cassiere di chiedere se avete spicci quando date banconote da 20 euro per pagare due biglietti da 8? Per evitare di restare senza resto vi chiedono un euro, così restituiscono 5 euro in banconota.

Ecco, la cassiera giovane, davanti alla banconota da venti euro, ci ha chiesto se avessimo un euro. Quindi ho tiratto fuori il mio portamonete comprato a Camden Town (tradendo il mio spacciatore di borse e borsellini di pelle romano, ma non l’ho fatto apposta, giuro…) che ultimamente,  oltre alle monete da 1 euro, 50 centesimi, 20 e 10 è in balìa dei 5 e 2 centesimi. E per cercare meglio l’ho vuotato nella mano.

Senonché la cassiera vecchia e tignosa mi ha fermata con un ah, no, se me deve dare quelle allora è mejo che gli diamo il resto noi.

Dopo il primo secondo di basimento (perché io basisco abbastanza, quando la gente risponde a questo modo davanti a un borsellino pieno di monetine che in fondo vengono accettate in qualunque luogo d’Europa dove l’euro è moneta ufficiale. E persino a Londra le accettano, nonostante sia in uso la sterlina…), le ho risposto non volevo darle queste. Volevo cercare un pezzo da un euro. 

La cassiera a quel punto ha generosamente acconsentito con un allora va bene.

Il pezzo da un euro non c’era. Ce n’era uno da 50, uno da 20 e tre da 10. Così, per scrupolo (e pure un po’ per perculo, ma non lo dite alla vecchia tignosa) ho domandato vanno bene monete da 20 e da 10?

E non so se per evitare l’ennesima figura da stronza o perché effettivamente la signora non ha nulla contro le monete da 10 e da 20, ho avuto pure l’occhei.

Quindi abbiamo pagato i biglietti e siamo usciti in attesa che iniziasse il film, perché non si poteva ancora entrare in sala (eravamo in anticipo di venti minuti ed eravamo in cassa solo noi a comprare il biglietto. In effetti mi chiedo perché la signora non potesse contare comodamente venti pezzi da 5 centesmi, equivalente di  1 euro, ma sono domande complicate da farsi, e quindi me la tengo per me)

Oh, sul film posso dire una cosa sola. Guardatelo. Perché io ci torno. Erano ANNI che non vedevo un film così. Non posso dire bello. Mi pare di sminuire. Posso dire però che guardando Hugo Cabret, dopo anni e anni di miagolamenti nel buio, mi sono ricordata per quale motivo un tempo mi fossi messa in testa di voler anche solo provare a fare cinema.

Che son cose da rimescolarti lo stomaco per i prossimi 10 anni.

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2 thoughts on “Nuove disavventure nei cinema dell’Urbe

  1. pure io mi ricordo l’antipatia dei tipi del farnese. ma ricordo anche, con immensa nostalgia, che fino a poco tempo fa prima di entrare in sala c’era un angolo con un sacco di locandine che si potevano prendere gratis. io ne ho una marea!

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