Che culo essere donna l’otto marzo…

Forse sto sbagliando blog.

Dovrei parlarne su Io viaggio in treno, che quella è la sua destinazione. Dopotutto si tratta di una promozione di Trenitalia. Ma la promozione per l’8 marzo destinata alle donne che viaggeranno in treno ed entreranno nei musei gratis, a me, non va giù.

Già avevo trovato vagamente paternalista la stessa promozione, di ottobre 2010, che permetteva a donne che viaggiavano in coppia di pagare un unico biglietto mi pare il sabato. Come se le donne non fossero on grado di viaggiare da sole in treno e come se ci fosse il sottotesto: se viaggiate in compagnia non succede nulla. All’epoca avevo pensato una cosa come ci fanno viaggiare in coppia perché si sa che in due facciamo un unico cervello?

A sto giro non c’è molta differenza, a mio parere.

Perché l’8 marzo si fanno viaggiare le donne in coppia con un unico biglietto ed entrare gratis nei musei? Perché non si possono permettere di pagare un biglietto intero del treno o un biglietto di un museo? Ecco, io vorrei rendere noto che una donna che lavora e ha soldi suoi, o anche solo  una donna che ha soldi suoi, se deve pagarsi un biglietto del treno e un biglietto del museo lo fa esattamente come lo fanno gli uomini nella sua medesima condizione.

E se non lo fa perché no può, non viaggia in treno e non va al mueso esattamente come lo fanno gli uomini nella medesima condizione.

A cosa pensano, aziende, enti e Stato, quando prendono queste decisioni (perché è chiaro che queste politiche non sono esclusive delle aziende e dei musei, c’è una precisa indicazione politica, in queste promozioni che fanno anche abbastanza ridere), che alle donne serva un contentino per il giorno di una festa che perde senso ogni anno di più?

Che le donne impossibilitate per motivi altri a viaggiare in treno o a entrare nei musei (ipotizziamo: motivi culturali? Scarso interesse per quello che i musei contengono all’interno perché non hanno studiato abbastanza o se hanno studiato abbastanza non vedono comunque come fondamentale entrare in un museo per la loro esistenza? Mariti, genitori, gente che non permette di uscire di casa perché magari subiscono impedimenti psicologici che rendono impossibile muoversi da sole o senza autorizzazione? La paura di uscire comunque di casa perché viene continuamente generato un clima di terrore, fomentato anche da certe politiche di sicurezza che volgono a colpevolizzare le donne in caso di incontri che si risolvono in aggressioni e violenze? O il puro e semplice fatto di avere una casa, un lavoro, dei figli e doverci pensare, ancora troppo spesso, da sole, con un considerevole bagaglio di stanchezza sulle spalle e il tempo per fare qualcosa per sé ridotto all’osso?)  improvvisamente, proprio l’8 marzo, grazie a questa magnanimità di Trenitalia e dei musei italiani (o dovrei dire italici), usciranno di casa finalmente liberate dal terribile giogo che non permetteva l’accesso a un treno o a un museo?

O che l’unico giogo per una donna che non esce di casa per fare queste cose normalmente sia di tipo economico?

Perché invece di una promozione una tantum non si cominciano a ripensare completamente, per ipotesi, le politiche di sostegno a redditi e famiglie, o banali questioni come la sicurezza, che attualmente o vengono tralasciate o vengono affrontate con i piedi? E le si ripensa a 360 gradi, e non solo per noi povere donne, sesso debole, che abbiamo bisogno di farci pagare iil treno e di entrare gratis nei musei perché altrimenti non usciamo di casa… ?*

Veramente qualcuno è convinto che basti una promozione un giorno all’anno e poi tutto può tornare tranquillamente come prima?

E comunque, io se fossi uomo e disoccupato mi incazzerei come una bestia, a essere discriminato per il mio sesso un giorno all’anno. Come donna che lavora e il treno se lo prende quando le pare ed entra nei musei pagando quando ne ha voglia e tempo, mi sento una perfetta imbecille.

*a proposito. Ma a voi, geni, è venuto in mente che magari qualche donna invece di entrare nei musei preferirebbe entrare gratis a uno streeptease maschile? Per quello non è prevista una promozione da sbandierare ai quatto venti, vero?

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21 thoughts on “Che culo essere donna l’otto marzo…

  1. il problema è che la donna:
    -è ancora usata da terzi come esca per far abboccare il “maschio” : in molti locali non paga, etc…
    -è divenuta così tristemente scaltra da usare a proprio vantaggio le varie promozioncine riservatele: in pratica come dici tu da una parte chiede la parità ma dall’altra vuole pure essere la padrona incontrastata del focolare (che porta via al marito dopo aver divorziato), la genitrice privilegiata dei figli (che fa mantenere al marito dopo il divorzio ma se li gode lei sparlando del padre, è ovvio!) e la velina/velona che entra gratis nei locali… e mo’ pure sui treni e nei musei va aggratiss!

    Mannaggiaggia!

    1. Ti approvo il commento perché gli spunti sono interessanti ma lo trovo di un maschilismo esacerbante. Stai facendo una generalizzazione sulla furbizia insita nella donna che è fastidiosa e repellente allo stesso tempo. Sarà che conosco solo donne che se la cavano per i cazzi propri senza andare a escogitare furbizie, e spesso sono costrette a evitare le avances di datori di lavoro che ci provano con loro prima di un colloquio, per mantenere il punto.

      1. Beh, l’uomo non è mica messo meglio manco lui… “Uomo” poi! Bamboccione forse rende meglio l’idea… La verità è che, con le dovute eccezioni che rivendichi, la tendenza generale stia conducendo all’involuzione sia della figura maschile che femminile! Nel senso che il processo di liberazione da tanti taboo e vincoli, tristi retaggi del passato (per l’uomo l’essere un vero maschio serio e squadrato e per la donna essere la scondinzolante serva della casa in cui era relegata) ha portato per molti aspetti all’estremo opposto: con l’uomo diventato un rincretinito incapace di assumersi responsabilità e pure senza carattere, e la donna divenuta una squallidona pure lei, priva di qualità e virtù femminili e votata al materiale anzichenò!
        Comunque ribadisco le dovute eccezioni 🙂 Ma come tendenza generale mi pare di non essere andato troppo lontano dalla realtà 😉

      2. Non andartene, ci sono delle mie amiche che vogliono parlare con te, mi raccomando (il mio pensiero è ampiamente indicato nel post e non credo di avere bisogno di ribadirlo).
        buona fortuna. Ne avrai bisogno.

  2. Qualcuno mi spiega cosa hanno in comune un’offerta di Trenitalia decisamente opinabile, le veline o pseudo tali che entrano gratis nei locali, le divorziate padrone del focolari e gli uomini banboccioni? perché a me il nesso sfugge!
    Per tornare all’argomento fondamentale, condivido l’opinione di julka75, avrei preferito che Trenitalia avesse preso, se proprio voleva, per l’otto marzo altre iniziative… ad esempio prendere iniziative per rendere più sicure le stazioni, soprattutto quelle minori, dopo le nove di sera; ovvero garantire maggiore controllo sui regionali di lunga percorrena, come il Roma Pisa ed il Roma Firenze, che la sera possono anche far paura, e non soltanto alle donne… insomma cose cosi, che se invece di viaggiare in due, in treno ci sei salita da sola, perché un cervello ti basta per vivere, magari viaggi anche serena, sicura e tranquilla. Come nelle migliori fiabe!

    1. Beh, spiegarti cos’hanno in comune le cose, mi sembra superfluo. Anche perchè nessuno ha parlato in termini di unico calderone in cui ci sono veline, bamboccioni, divorziate e treni, ma il discorso era articolato nelle mie risposte secondo un certo filo argomentativo…
      Ma visto che sembri affamata di spiegazioni non mi pare superfluo spiegarti che a Trenitalia o a chiunque altro, far viaggiare qualche passeggero(anzi “a”) in più sui treni non “costa” niente, mentre rivedere i sistemi di sicurezza, infoltire il personale sui treni e nelle stazioni si!

      1. Ma davvero, costa troppo predisporre misure di sicurezza? Ma sai che non l’avevamo capito? Sai, siamo donne e abbiamo un cervello in due, si sa… Quindi vuoi dirci che se costano troppo non dobbiamo far presente che le stronzate non ci interessano e che vorremmo misure più pregnanti?
        Sai che c’è che tu non hai capito, visto che ti sfugge un concetto nonostante il tuo cervello intero? Anzi, due?
        Il primo concetto è che sei entrato in un post in cui non hai EVIDENTEMENTE capito una beata fava cominciando un discorso farneticante e maschilista sulle donne che vorrebbero la parità però poi vogliono gli sconti. Poi mi spieghi in questa discussione chi cazzo ha chiesto gli sconti essendo di genere femminile perché mi sfugge.
        Il secondo concetto è che hai perseverato spostando l’attenzione sul fatto che le donne sono furbe e gli uomini sono bamboccioni e che brutta società quella in cui viviamo signora mia, probabilmente aggiustando il tiro perché a nessuno piace sentirsi dare del maschilissta quando di fatto lo è.
        Infine, quello che ha fatto tutto un calderone sei stato proprio tu, nei tuoi commenti in cui hai messo qualunque cosa sullo stesso piano, le donne che vogliono la parità e il divorzio e i bamboccioni che stanno a casa da mamma e papà. Ti ricordo che questo stralcio di commento: ‘con l’uomo diventato un rincretinito incapace di assumersi responsabilità e pure senza carattere, e la donna divenuta una squallidona pure lei, priva di qualità e virtù femminili e votata al materiale anzichenò!’ è stato vergato da te. Rileggiti, magari, prima di chiedere ad altri chi ha introdotto argomenti che non erano in questo post e che tu stesso hai richiamato con i tuoi commenti decisamente fuori luogo e fuori tema.
        E infine. Io sto proprio chiedendo, nel mio post, di piantarla con le stronzate di promozioni una tanrtum per darci contentini come donne e cominciare a pensare a roba seria e pregnante che tocchi tutti, non solo noi, nella vita di tutti i giorni.
        Quindi. La domanda definitiva è: ma tu che post hai letto, prima di intervenire qui? Perché a questo punto è evidente che non ti interessa discutere l’argomento del post ma solo fare caciara portando avanti gli argomenti che interessano a te.

      2. Ammazza quanto veleno!
        Mi pare che tu risponda in maniera troppo piccata, e che – se qualcuno cerca di allargare il discorso e renderlo più generico allontanandosi di una virgola dal “tuo tracciato” – eccoti scattare come un cobra dalla cesta dell’incantatore poco accorto, appena il poveretto solleva il coperchio.
        Io comunque non ce l’avevo con te, essendoti schierata contro le politiche delle promozioncine e sconticini “pro donna”. in verità non ce l’avevo proprio con nessuno qui. Non metto in discussione il tuo cervello, altrimenti non scriverei di certo qui sopra.
        Il mio discorso non era maschilista, ma come già detto un’osservazione sulla involuzione delle genti moderne. Che poi a te pare discorso da parrucchiere, vabbé …. ma qui se tu ad offendere l’altrui intelletto…
        Allora eccomi tirare fuori i vari pezzi dal calderone, nella sequenza opportuna, affinché – forse- sembrino coerenti a tutti e in topic:
        -Primo: la donna ha già la parità in, praticamente, tutti i settori. E questa è cosa buona e giusta.
        -Secondo: qualche donna è stata sufficientemente scaltra da sfruttare la nuova situazione a proprio vantaggio (nel banale: promozioni e sconti come quelli citati nell’articolo, le entrate gratis nei locali, le registrazioni gratis nei siti di incontri; in questioni più serie: prendendo tutto, casa e figli, all’ex marito da cui divorzia sempre più a cuor leggero, e tanto altro)
        -Terzo: essendo l’uomo divenuto un bamboccione, terze persone sfruttano la donna come uno specchio per allodole! Le promozioni elargite alla donna, non sono reali omaggi diretti a lei, ma esche per attrarre il maschio! (sempre nel banale: siti e locali, la donna entra gratis e l’uomo sessodipendente la segue PAGANDO)

        Tutto qui. Ciao e Grazie

        PS: Il nesso con l’articolo sono le promozioncine date alle donne, ma prese solo come punto di partenza (punti Secondo e Terzo).

      3. Veleno? tu non lo sai come sono quando divento velenosa… Stavo appena iniziando a scaldarmi… Comunque hai la tendenza a generalizzare un po’ troppo. Mi pare che l’umanità, di uomini e donne, sia molto più sfaccettata di quella che descrivi tu e che latua visione più che da parrucchiere sia mutuata dalla brutta tendenza a generalizzare di questi tempi.

      4. Beh… più che generalizzare, poiché come diceva Blake generalizzare significa essere idioti, sottolineavo un trend… E, forse non te ne sarai accorta, standotene nella cesta del cobra [scherzo eh 🙂 ] a caricarti per il prossimo guizzo letale, ma molte altre persone hanno individuato codeste tendenze, soprattutto tra le nuove generazioni e gli adolescenti…
        Ma magari leggo i giornali sbagliati, quelli che generalizzano, ascolto i sociologi generalisti, o in giro guardo la gente sbagliata… boh non so, ma a me la tendenza pare proprio quella 🙂
        Un saluto e… corro a iniettarmi una dose di siero anticobra before it’s too late! 😀

      5. Sì. è vero. Io tendo a non informarmi e del mondo reale non so assolutamente un cazzo. Passo il tempo ad aspettare, infatti, che arrivi qualcuno di illuminato a spiegarmi cosa succede nel mondo di fuori perché io vivo nel Paradiso Terrestre.
        Giuliè, ti posso toccare?

  3. ragazzi, io non pretendo di delineare un trend perche’ non lavoro per il Censis o per l’Istat. Osservo mentre vivo e di vita n’e’ passata un po’. Ho alle spalle una carriera in azienda, anzi in diverse aziende multinazionali nelle quali ho incontrato, sin dall’esperienza universitaria, donne che lavoravano per la propria crescita professionale e personale con la dignita’ che aveva mia nonna quando lavorava nei campi spalla a spalla con gli uomini, resistendo alla canicola terrona e alla fatica terragnola come i suoi compagni. Come: ne’ piu’ ne’ meno. A mio parere non e’ una lotta, quella che stiamo conducendo. Molti uomini sono per la parita’ dei diritti e vogliono lo stesso start, esattamente come molte donne nei loro comportamenti da televendita si battono tacitamente per un passo indietro. Sono esseri umani. Sono neuroni, sinapsi, culture: non riduciamoli a membri e vagine.
    L’otto marzo festeggero’ il compleanno del figlio di una mia cara amica. Quattro anni, beato lui!

  4. Giulietto, un consiglio di cuore: prova a cambiare giri e scoprirai che ci sono donne a cui non interessa il contentino degli sconti l’8 marzo o dell’ingresso gratis in discoteca, ma che ricercano un altro tipo di parità. Davvero. E che ci sono tante separazioni consensuali in cui nessuna donna cerca di dissanguare ex mariti. C’è chi lo fa, e probabilmente ha i suoi motivi, ma fortunatamente non è sempre così. E chissà, se magari smettessimo di giocare a “maschi contro femmine” le nuove generazioni di cui parli ne trarrebbero qualche vantaggio.

  5. Giuietto, mi pare che tu abbia portato avanti abbastanza i tuoi argomenti che esulavano dal post originario. Ti si sta dicendo che la gente è fatta in maniera differente e che non puoi entrare in un post dove si parla d’altro pretendendo di creare la dicotomia uomini-donne come se fossero due muri, perché ogni persona compie azioni con intenti differenti, arrivando da storie differenti. Ti si sta dicendo che non stiamo facendo muro contro muro ma che tendiamo a valutare, almeno noi che ti stiamo faticosamente rispondendo (perché è difficile rispondere a commenti che portano avanti il qualunquismo che porti avanti tu senza tirare fuori ciò che consideri veleno e che per la sottoscritta si chiama invece sacrosanta esasperazione, dato che tu hai iniziato a dividere il mondo tra uomini e donne con il tuo primo commento), le persone per le loro decisioni individuali.
    Se tu hai queste convinzioni e intendi continuare a portarle avanti come se ci fosse in ballo una lotta tra uomini e donne e pure una lotta tra chi ha più torto e più ragione, ti trovi nel luogo sbagliato e stai discutendo con le persone sbagliate.
    Ti ho dato persino troppa corda, perché invece di approvare il tuo primo commento avrei dovuto capire immediatamente che sei solo un provocatore. Rimedio adesso, esercitando il diritto di non pubblicare più i tuoi commenti.
    D’ora in poi se vorrai giocare a chi è più bravo tra gli uomini e le donne e chi ha più ragione puoi farlo altrove.
    Saluti.

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