Speriamo di non doverlo ripetere.

Anche perché insegnare l’educazione quando si entra in casa altrui diventa un po’ una rottura di scatole, quando l’educando ha superato i 5 anni di età.

Che diciamocelo, fino a 5 anni è pure tollerabile che un bambino non abbia compreso che ci si puliscono i piedi sul tappetino e non si va a suonare insistentemente il campanello per farsi aprire quando evidentemente, dopo la prima visita, si è stati così fastidiosi e inopportuni da non meritare più un grammo di attenzione.

Dopo i 5 anni, e avendo già una serie di educatori che dovrebbero avere spiegato come ci si comporta in casa d’altri e soprattutto come si scrive senza diventare abitualmente insopportabili, il problema dell’educazione mancata ricade sugli educatori. Se hanno fallito, la colpa non è sicuramente mia e non tocca a me rimediare.

Però qualche avvertimento a uso dei molesti e pure un po’ delle clacque che mandano in giro a lamentarsi perché qualcuno non apprezza i post mirabilanti che scrive il loro blogger preferito ma ne apprezza ben altri (meno qualunquisti, più divertenti, più simpatici: qualunque sia il motivo della preferenza, sono affari miei, insindacabili. Se non vi piacciono, non leggeteli, ma non rompetemi gli zebedei perché mi piace segnalarli. Grazie al Divino Paranoico esiste il libero arbitrio) si può sempre lasciare. Come ultima spiaggia.

Oggi prendo in prestito l’alfabeto dei blog, che mi è stato gentilmente segnalato da thumper*. L’Alfabeto pare non essere più reperibile nella sua versione originale, perché il blog non esiste più, ma potete leggerlo dalla A alla Z qui. Io mi limito a rendere disponibili le tre lettere che mi interessano di più:

A come Appartamento.
La metafora è nota: “un blog è un appartamento: comportati, entrando, come ti comporteresti entrando in casa d’altri.” Molti non apprezzano: c’è chi ha suggerito “una piazza”, che ha parlato di “terra comune”. Io resto dell’idea che un blog sia proprio un appartamento. Privato. Aperto alle visite. C’è una festa, forse. Il proprietario, se mette spazi a disposizione, si dimostra ospitale. E’ socievole. Non approfittarne. Non fumare a casa di non fumatori. Non bestemmiare a casa di credenti. Non portare dischi di Gigi D’Alessio a casa mia. Adeguati al ritmo. Se il ritmo non ti piace, vai altrove. Nessuno ti obbliga a entrare, men che meno a restare. Vuoi dare una festa diversa? Fai pure. Preferisci un arredamento rococò? Prego. Non andare a dettare
ritmi, tempi e stili nei salotti altrui. Neanche nei cucinotti e nel bagno.

I come Ipocrisia.
Teoria (diffusa) del camaleonte sociale: se ti dico che sei un imbecille e ci metto l’emoticon, la scampo. Sei una monumentale testa di ca… ;-), e via con la strizzatina d’occhio. Ipocrita. La faccina non sdogana un bel niente. Gli emoticon servono, con misura, per dare un tono a quello che non ha un tono implicito, visto che un grande limite dello spazio virtuale è che non si può percepire il tono di voce con cui le parole vengono espresse. “Cretino” è esplicito, nel caso ti sfuggisse il concetto. Non seminare insulti farciti di faccine, e non sperare che un sorrisone 😀 ti salvi dall’aver scritto una castroneria. Non pensare che solo perchè sei dietro una rete cablata, puoi sperare che tutti gli altri siano degli storditi.

L come Link.
Per nessuna ragione al mondo, neanche se sei Beckett o Einstein, lascerai un commento insignificante per segnalare il tuo blog. Se lo fai, sei uno spot pubblicitario ambulante nel mezzo di un buon film: sei imbarazzante e molesto. So anch’io che è importante farsi conoscere. Non pretendo sobrietà assoluta. Soltanto, cerca di essere consapevole: aspetta un post che tratti un argomento che ti è familiare e sul quale hai qualcosa di arguto da dire, e dillo. Il tuo link verrà notato, e tu non passerei per un piazzista. Al contrario, non farti problemi a segnalare, nei commenti o con un trackback, un tuo post a tema. La rete è fatta di questo: rimandi, relazioni, richiami, ampliamenti, collegamenti. Se hai scritto qualcosa che ha attinenza, dillo, e dillo in pubblico.

Come dicevo sopra, mi sono stufata di scrivere post in cui ripeto alla gente che a casa mia faccio come pare a me e di sentirmi dire, sempre in luoghi che ho aperto io e che gestisco io, che non posso scrivere quello che mi pare o leggere quello che mi pare o decidere che una persona mi è gradita o no.

Non ci saranno altre ripetizioni. Il prossimo che entrerà senza chiedere permesso o che discuterà le regole della padrona di casa appena messo piede nell’appartamento, sarà buttato fuori senza appello.

*leggo pure lei, sì. Come sopra, se non vi va di leggerla, non la leggete ma non venite a rompere qui o su facebook perché segnalo gente che non vi piace anziché segnalare il vostro blogger straordinario dalle brillanti idee qualunquiste, che purtroppo mi spamma da mesi, preferito. I miei gusti, i miei interessi e il mio grado di sopportazione ai link inutili messi sotto un post che parla di tutt’altro non sono oggetto del vostro studio, e non lo sarebbero nemmeno se foste laureandi in psicologia che stanno lavorando sulle reazioni alle provocazioni nell’era 2.0. Anche perché non vi ho autorizzato a usare le mie cartelle cliniche e gli appunti del mio analista.

A proposito. La questione educazione non vale nemmeno per me. Anche io sono troppo vecchia per poter imparare qualcosa, soprattutto da voi. Prendetela così: se mi trovate sgradevole o inopportuna, è perché i miei educatori hanno fallito e non potete farci nulla. A parte passare oltre. Che mi sembra la cosa migliore per il vostro fegato.

Annunci

26 thoughts on “Speriamo di non doverlo ripetere.

  1. Per evitare fraintendimenti, ti consiglieranno di cambiare il nome del blog in “Ufficio Reclamo(solo io)” perché magari leggendo “ufficio” pensano che sia aperto al pubblico e si sentono in diritto di partecipare con una certa propositività, come fanno in altri blog meno blindati…
    Non la trovi un’ideona? :-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-)

      1. Sorry per le faccette…

        Ma oggi provo molta allegria…. il sole primaverile e… un venditore di aspirapolveri – tornato per la decima volta a bussare alla mia porta con le sue istanze… a cui, leggendo l’ABC indicato nel link, ho pensato di esser libera di rivolgere offese e parolacce…

        Che liberazione ho provato, non potete immaginare!

        PS: L’unica cosa che mi fa un po’ pensare (e sorridere è): ma come mai l’autore dell’ABC ha chiuso il blog ? Non sarà perché dopo la diffusione perentoria delle sue regole non lo leggeva più nessuno? E mi interrogo sulla questione della tolleranza e dei compromessi…. che palle… e su quanto siano sempre importanti… sul bianco e sul nero che non esistono e…. vabbé su tante cosette che magari poco interessano…e poi fuori c’è un tiepido sole primaverile che attende me e il mio amichetto quattrozampe…

        Magari la prossima volta che il venditore viene nel palazzo gli offro un caffè!

      2. Buona fede. Se ha chiuso il blog avrà avuto le sue buone ragioni che non sono da sindacare. Mo’ mi devo mettere a difendere l’altrui diritto di chiudere blog senza che arrivi qualcuno a sindacarne i motivi? No, eh? Ho reclami più urgenti.
        (ti spiace se tolgo qualche emoticonsi? Tutta questa allegria mi fa venire il mal di testa…)

    1. Uahahahaha…. “UFFICIO-RECLAMO-SOLO-IO” … Voto per ribattezzare così il blog! Così nessuno lo prende per un sito di reclami vari….

  2. Eh sì, sottoscrivo pienamente!
    Anche io sono a favore dell’abolizione delle faccettine dai commenti!
    Finalmente un blog de-emoticonizzato…

    1. Ahahahahah! Confesso che ogni tanto qualche emoticon mi scappa, ma cerco di non abusarne. Anche perché le trovo molto fastidiose. Però se voglio offendere qualcuno l’emoticon non la metto nemmeno se mi pagano. Che significa, dare del coglione e dire implicitamente ‘però è per simpatia’?

  3. Sì, difatti meglio essere chiari! Io sono più intransigente, le faccette non le tollero affatto! Mica sui libri o nei giornali ci sono, pur potendo inventarle!
    Leggevo un certo disprezzo verso le idee qualunquiste di qualcuno.

    Sono anch’io un Qualunquista!

    Il qualunquismo, caratterizzato da sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, visti come distanti e pericolosi, lo appoggio a pieno!

    1. Uhm. No. Il qualunquismo a me non piace. Porta al fare di tutt’erba un fascio. Preferisco considerare l’individuo e non la massa o il gruppo di appartenenza. Anche perché le responsabilità sono singole e non collettive.
      Sempre secondo la mia modesta e inutile opinione.

      1. Modestamente, a mia volta, direi che “nel piccolo”, “nel quotidiano” la resposabilizzazione delle singole persone è fondamentale.
        Agire bene, rispettare il prossimo e così via…
        Per le “grosse” questioni mi trovo sempre più spesso a realizzare che la responsabilità del singolo è annichilita società moderna: non è il singolo individuo a decidere le sorti economiche, politiche, sociali e così via… Ci sono dei “gruppi” potenti che lo fanno per tutti. E contro di questi gruppi è difficile che il singolo, per quanto geniale o volenteroso, possa spuntarla…

      2. Pensa un po’. Io mi ostino a frequentare le manifestazioni, invece. Pazienza se sembra che non conti. È la mia responsabilità individuale che me lo impone.

      3. fai bene invece ad andare alle manifestazioni. il controllo da parte di certe forme di potere ne è almeno… rallentato…e la tua coscienza individuale può trarne giovamento…elevandosi….

        Di certo non frenato! (inutile illudersi troppo)

    1. Sono tornata or ora dalla passeggiata col mio fedele amichetto quattrozampe. Ho pranzato fuori con un’amica e mi sono riappacificata col mondo….

      E’ deciso! Aprirò con un sorriso la mia porta al venditore di aspirapolveri la prossima volta che passa!

      C’è già troppo rancore ed astio in giro, per portarseli pure sulla soglia di casa propria!

      Sono ancora indecisa sulla storia di offrirgli il caffè…

      Boh. Se ne arriva uno carino magari glielo offro. Lo faccio pure entrare in casa, e – pensando ad altro – lo lascerò decantare le mirabilia delle sue aspirapolveri all’avanguardia.

      E magari – forse – ne comprerò pure una… Non avevo mai pensato a quanto possa essermi utile l’aspirapolvere. Gli rispondevo “no, grazie, non ne ho bisogno” in automatico…

      Ma il venditore deve piacere al mio bassotto, altrimenti non se ne fa nulla, è ovvio!…

      PS: Niente emoticons, visto tutti che brava stavolta? Magari il mio cagnolino si dimostrasse così ubbidiente nei miei confronti… 🙂 Ops…mi è scappato un sorrisetto! Non faccio in tempo a cancellarlo, chè mi sono rovesciata il tè sulla maglietta, mentre sobbalzavo dopo essermene accorta…. Sospiro…. Devo rilassarmi. Ognuno faccia come vuole….ma io apro la mia porta e mi rilasso….

      Un salutone (…anche dal mio bassotto che ha le orecchie dritte dopo aver visto hello kitty qui sulla destra….)

  4. Io, povero blogger a mia volta, sulla questione dei link nei commenti mi trovo d’accordo con te! Non li ammetto come regola… (Anche se, a volte, nel mio blog pubblico dei commenti … se simpatici o se ho la luna giusta… che contengono link ad altri post).

    In ogni caso devo sempre recuperarli dalla “coda degli spam”…

    E’ per questo che non capisco come mai tanto clamore circa la questione… La coda degli spam è come un cassonetto dell’immondizia. Se ci rovisti dentro, cosa speri di trovarci se non, appunto, immondizia?

    Quindi andare a tirar fuori messaggi da quelle code di spam per poi lamentarsi, quando la piattaforma del blog ci ha già “protetti” con il proprio filtro, mi pare un volersi angustiare di proposito, ma fatemelo dire, invano, su un non problema che in realtà è già bello che risolto…

    Come dire: “che immondizia questa immondizia!” dopo aver tirato fuori un torsolo di mela marcio e morsicato dal cassonetto!

    E se non va nello spam, il messaggio coi link va comunque nella moderazione. Quindi, anche qui, uno strumento esiste già per impedire l’intromissione del commento non voluto.

    Mentre trovo meno onorevole l’atteggiamento di tanti che prima ammettono qualcuno alla discussione, per poi bannarlo immediatamente non appena non sia più conveniente al blog o al blogger! Io in questi casi rispondo riportando la discussione sull’argomento del post, o lascio cadere il commento fuori topic senza ulteriori polemiche. O peggio censure.

    Che il blog sia un appartamento? Forse sì! Ma… io non invito nessuno che non conosca a visitare casa mia, mentre il blog è aperto alle visite (se non lo si rende “privato”) per definizione. E se un ambiente è aperto al pubblico ti ci può capitar dentro chiunque. La coda antispam e la moderazione sono le porte e le finestre che tengono fuori i mendicanti e i venditori dal proprio appartamento-blog…

    E non siamo certo autorizzati a prenderli a parolacce solo perché hanno “osato” bussare alla porta o suonare il nostro citofono. O non rispondiamo o rispondiamo che non siamo interessati.

    Credo che l’errore sia duplice, in chi commenta inopportunamente e in chi offende o censura…

    O, forse, sbagliano quelli come me. Democratici e – purtroppo – tremendamente educati. E che a volte qualche faccettina ce la infilano in quello che scrivono 😉

    1. Hai avuto diritto di parola. Soddisfatto? Le mie regole comunque non cambiano di una virglola. Prendo atto che tu a casa tua fai come vuoi.
      Io a casa mia faccio come voglio, pure se c’è lo zerbino che dice ‘avanti’.
      Se ti pulisci i piedi e non pretendi per forza di voler discutere su quello che ti pare quando evidentemente sei OT e ti si fa notare più volte, ma vuoi anche ottenere che ti si dia retta, io ti caccio fuori. Perché il blog resta mio e sono sempre io che decido di cosa parlare, non tu nei tuoi commenti.
      Ah, decido io pure se pubblicarli o no, i tuoi commenti.
      Ma sono un caso a parte. Sono convinta come il mio amico molengai che la democrazia sia spesso sopravvalutata. Soprattutto quando si scorda che la tua libertà quando entri in casa mia finisce.

      1. Democrazia sopravvalutata? Mi pare un’eresia bella e buona….

        Ma poi il blog paragonato ad una casa è completamente campato in aria…. Come sottolineano in altri commenti, la casa è un ambiente privato. Se vuoi che il tuo blog sia privato, lo crei come “privato” e non lasci l’accesso aperto al pubblico. In un blog aperto non sei a casa tua. Se lo lasci aperto è perchè vuoi che lo leggano svariate persone. E questo ovviamente ha anche un contro. Perchè NESSUNO vuole essere informato o indottrinato senza diritto di replica, non siamo pecore e se ci allontaniamo dal recinto vogliamo essere liberi di farlo. In caso, ignoraci. Ma non star certo lì a tirarci per il collo per riportarci ‘sulla retta via’… e se in caso veniamo a venderti l’aspirapolvere o suoniamo al tuo citofono per farci aprire il portone e depositare dei volantini… beh se pure tu non sei disponibile ad assecondarci, ed è l’ennesima volta che ci palesiamo, non siamo disposti a farci insultare od offendere da te… Lasciaci aspettare in eterno nella coda degli spam o nella moderazione…. ma tirarci in ballo solo per scrivere nuovi post esacerbati, o evidenziare una tua,presunta, superiorità risparmiacelo!

        E se credi che essendo il blog tuo non hai il dovere di rispettare regole sociali e di rispetto umano tu per prima,ho l’impressione che presto nel tuo ufficetto, svuotato come sarà di utenti, risuonerà soltanto la triste eco dei tuoi monologhi…

      2. Scusa, mi spieghi perché sei qui a commentare in questo posto se non ti piacciono le mie regole? Non ti sto costringendo a venire a commentarmi e nemmeno a essere d’accordo con la mia visione del blog, ma per cortesia, non venire a dirmi cosa devo scrivere a casa mia, perché casomai non te ne fossi reso conto è ESATTAMENTE quello che stai venendo a fare. Non ti sto obbligando a fare nulla, non ti sto chiedendo di commentare, e soprattutto ti ho spiegato chiaro e tondo cosa non tollero. Se a te non sta bene, sai cosa devi fare.
        Buona serata, ho già sprecato abbastanza fiato a ripetere roba che la gente dovrebbe avere imparato a scuola.
        (poi mi spieghi quando ti avrei insultato, perché se davvero ti ho insultato e tu torni a farti insultare con un altro nome oltre che abbastanza meschino mi sembri pure masochista. Ma che ci vieni a fare in un luogo che non ti piace?=

      3. No,non mi hai mai insultato. sono nuovo e sei ancora in tempo 🙂 parlavo immedesimandomi nelle tue ‘vittime’ ahahah…. non voglio dirti quello che devi fare, scusami se te ne ho dato l’impressione. ma scrivere “presto nel tuo ufficetto, svuotato come sarà di utenti, risuonerà soltanto la triste eco dei tuoi monologhi…” mi aveva ispirato come frase d’effetto. (E sinceramente, ognuno fa come vuole, ma le politiche rigidamente chiuse non siano vantaggiose in nessun campo). Ma perchè non mi vengono mai frasi simili quando scrivo cose per me?!?!?!

  5. “presto nel tuo ufficetto, svuotato come sarà di utenti, risuonerà soltanto la triste eco dei tuoi monologhi…” ho commentato per scrivere solo questa frase d’effetto

  6. Ciccio_riccio, Lasciare la porta di casa aperta non autorizza chiunque passi di lì ad entrare, aprire il frigo, stapparsi una birra e sdraiarsi sul divano con le scarpe infangate, eh?!

    1. A quanto pare ciccio_riccio ha preso il mio blog come la sua personale palestra per i suoi esercizi di stile (sì, a un certo punto ho messo la moderazione a chiunque e sono andata a dormire, perché ero stanchina). Basta saperlo, che il mio blog è la palestra degli esercizi di stile di chicchessia. Metterò una parete a disposizione nello sgabuzzino, dove i bambini che vogliono scrivere sui muri possano esercitare la creatività senza essere disturbati da nessuno e senza costringermi a ridipingere ogni sera.

  7. L’ha ribloggato su Ufficio Reclamie ha commentato:

    Questo è un post dello scorso anno, ma giova ripristinarlo in questi giorni di luglio.
    Pare infatti che vecchie conoscenze ormai destinate allo spam sull’Ufficio Reclami si siano fatte bannare anche da Le Pagine Strappate, pretendendo di usare i blog altrui per le loro pisciatine serali perché i blog sono un luogo pubblico. A parte la distorta concezione di luogo pubblico (leggi: Se è pubblico posso pure pisciare sul pavimento), sarà il caso di ribadire che no, un blog non è un luogo pubblico e chi commenta lo fa per gentile concessione del titolare del blog. Che oltretutto di questi tempi rischia pure di essere condannato per insulti scritti da terzi ed è sempre in bilico perché la dabbenaggine diffusa di questi molestatori è perfetta per convincere i più ignoranti dei politici della necessità di misure sempre più restrittive per chi decide di mettere in rete le sue opinioni.
    Ve lo ripeto un’ultima volta: NÉ IL MIO NÉ IL BLOG DI CHIUNQUE ALTRO È CASA VOSTRA. SE AVETE L’ISTINTO DI COMMENTARE LO DOVETE FARE CON LA DOVUTA CORTESIA E PULENDOVI I PIEDI SULLO ZERBINO.
    Altrimenti il vostro posto si chiama SPAM.

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...