Sempre a proposito di libri.

Lascio una richiesta veloce, ché ho da lavorare (di lavoro vero, quello per cui ti pagano, che poi è l’unico motivo per mettersi a lavorare seriamente di domenica, il lavoro pagato. A pensarci bene solo quello pagato è lavoro, ma è un’altra storia) e mi sto prendendo 5 minuti per aggiornare questo posto.

L’altro giorno, che era l’8 marzo, non ho festeggiato ma ho detto alle persone che conosco su Facebook di indicarmi qualche donna scrittrice, ché io ho la tendenza a non cercare mai i libri di donne scrittrici, quando vado in libreria, e le poche donne che mi è capitato di leggere sono casi particolari o scrivono gialli.

Per dire, anni fa ho letto parecchio Isabel Allende, ma a Il piano infinito mi sono stufata, ho letto Male d’amore di Angeles Mastretta, ma non riprenderei più un altro suo libro, ho letto Nuvolosità variabile di Carmen Martin Gaite, ma anche lì, non la rileggerei più, perché mi sembra passato il tempo per leggerla.

Rileggo spesso Jane Austen, Agatha Christie, ogni tanto scopro i romanzi non paternalisti di Louise May Alcott (e anzi ora mi segno che devo procurarmi gli altri), lessi tempo fa Frankenstein di Mary Shelley e Cime tempestose di Emily Brönte. Ho provato pure con Virginia Wolf, ma dopo Orlando non sono riuscita a toccare altro. Non ho ancora letto nulla di Elsa Morante ma mi aspetta nella libreria.

Invece tra le contemporanee italiane continuo a leggere Michela Murgia, Simonetta Agnello Hornby, Fred Vargas, ma lei perché il giallo mi piace, e a dire il vero nemmeno ci penso che è una donna, mentre scrive (anche su questo potremmo aprire una discussione, ma non ora). Tutte con viva e vibrante soddisfazione, il più delle volte.

Ho letto con meno soddisfazione Margaret Mazzantini, dopo Non ti nuovere. E a pensarci bene mi chiedo perché la lettura mi abbia soddisfatta, a distanza di anni.

Ho letto pure Il mondo prima che arrivassi tu, di Giulia Blasi, ma non l’ho letto perché è donna. L’ho letto perché la conosco e perché è un romanzo per adolescenti, o almeno quello sarebbe il suo target. Il fatto che sia piaciuto anche a me dovrebbe dare da pensare.

Ho letto e leggerò ancora Maria Daniela Rainieri, sempre che si decida a far uscire il prossimo, e Beatrice Valsecchi, ma loro le ho lette perché le conosco, e non so se questa cosa ha un qualche valore ai fini della mia scelta. Lo stesso vale per Rossellla Canevari. (ebbene, sono il tipo che si compra i libri delle amiche e degli amici, o della gente con cui ogni tanto ha collaborato. Però sono anche terribilmente critica quando mi hanno creato qualche problema, quindi non so se vi convenga diventare miei amici allo scopo di venderne una copia. C’è da dire che se mi piacete vi regalo spudoratamente).

Un discorso a parte meritano Cinzia Pierangelini, Manuela Giacchetta e Giulia Meli (che mi aspetta sul comodino), conosciute grazie a luoghi dove il romanzo, oltre a essere letto, viene praticato anche a livello di scrittura. Non avrei mai saputo che esistono se non mi fossi trovata in quei luoghi, per dire (e a essere sincera mi sarebbe dispiaciuto, perché nella loro peculiarità a mio parere meritano tutte e tre un’occasione. Lo dico per voi, non per me. Io l’ho data e ne sono contenta)*

Tornando alla scrittura per donne, ho letto e rileggo, con molto piacere, Il diavolo veste Prada, ma è l’unico che posso onestamente salvare di Laureen Weisberger. Invece ho letto ed è decisamente un non mi rivedi manco dipinta I love shopping di Sophie Kinsella. Lo stesso vale per Candace Bushnell.

Ah, sì. Ho letto la Rowling. Pure in inglese. Ma per Harry Potter vale lo stesso discorso dei romanzi cosiddetti adolescenziali. È trasversale. E anche qui, il fatto che lo abbia letto tutto a 34 anni suonati e che abbia deciso di rileggerlo più e più volte dovrebbe far riflettere.

Ora. Tornando a noi. Credo di essere una persona piuttosto onnivora, quando si tratta di libri. A parte quello che ormai definirei un rifiuto per la Kinsella e la Bushnell, concedo a tutti/e un’occasione.

Proprio per questo vorrei consigli su scrittrici donne che non sono state indicate nell’elenco o che non compaiono nella mia libreria su aNobii (perché il neurone è quello che è e di sicuro qualcuna è rimasta incastrata tra le pieghe del sonno) e che non siano state già consigliate nella discussione su Facebook.

Una raccomandazione. Non consigliatemi Luciana Litizzetto. Se non l’ho elencata pur avendola in libreria, posso assicurarvi che c’è un motivo (con tutto il mio rispetto e tutte le mie risate quando fa il suo mestiere, ossia l’attrice comica)

Il post è a disposizione eterna. Non ho fretta. Devo smaltire un sacco di libri scritti da uomini.

*mi sono appena accorta di avere un’altra donna in libreria, e sul comodino (dove non arriva il neurone arriva aNobii): Daniela Farnese e il suo 101 modi per far soffrire gli uomini. Non lo conteggio, però, perché non si tratta di un romanzo, ma di un manuale di quelli della Newton&Compton. Però aspetto Dania al varco con il romanzo a cui sta lavorando, perché la ragazza, a mio parere, potrebbe tirare fuori qualcosa di godibile. (godibile non significa esclusivamente un capolavoro della letteratura. Godibile può essere semplicemente una storia che ti intrattiene, facendo il suo porco lavoro, per il tempo che la leggi, e non ti fa rimpiangere i soldi e il tempo spesi. E ultimamente, con la zozzeria che circola nelle librerie, sarebbe già abbastanza)

AGGIORNAMENTO

Lo Scorfano mi fa ricordare, nei commenti sotto al post, che ho letto anche Agota Kristof, anche lei con soddisfazione. È una dimenticanza imperdonabile, ma il motivo per cui la dimentico come autrice donna è nella mia risposta al commento. Ché poi è l’altra storia che racconterò un’altra volta, il motivo per cui me la dimentico.

Annunci

13 thoughts on “Sempre a proposito di libri.

  1. Detto che la Yourcenar è stata già nominata su Facebook (e che su aNobii non vado a vedere per pigrizia, perdonami) io dico assolutamente Agota Kristof, anche se ha scritto pochissimo. Poi magari anche Amélie Nothomb, per quanto un po’ antipatica (ma a scrivere bravissima). Senz’altro Brigitte Giraud che ha pubblicato per Guanda alcuni racconti tra i più belli degli ultimi trent’anni. E a me piace anche nn poco Magda Szabò, ungherese. E poi forse mi dimentico qualcuno… Ciao

    1. Agota Kristof! Orca miseria, come ho fatto a dimenticare la Trilogia della citta di K.! L’ho letta, ho letto anche Ieri, ma ho la sensazione che la Kristof evidenzi il mio problema con le donne scrittrici meglio del post che ho scritto. Non riesco a considerarla scrittrice donna, perché i suoi personaggi e le sue tematiche non sono quelle che si vorrebbero ascirvere alle donne.
      La Nothomb la conoco solo di nome e di fama e purtroppo è uno di quei casi in cui la fama di antipatica precede la voglia di prendere in mano un suo libro. Però prima o poi ci provo. (se mi consigli qualcosa con cui cominciare mi fai una cortesia…)
      La Giraud non la conosco proprio.
      Magda Szabò l’ho sentita solo nominare. Segno.

  2. Marcela Serrano, dal Cile con furore. “Addio piccole donne” non era per nulla disprezzabile, e una come me venuta su a Palanhiuk e similari non è la critica più accondiscendente nei confronti della letteratura femminile.

    1. Sì, anche Marcela Serrano è una che ogni tanto incontro in libreria ma non so perché mi attira e mi respinge. (Arrivederci piccole donne però mi attirava a prescindere). Segno anche lei.

  3. Io ti consiglio “l’amore è sopravvalutato”, la raccolta di racconti della Giraud (ed. Guanda); e della Nothomb (antipaticissima) a me piacque “Metafisica dei tubi”.

  4. grazie per i consigli, poichè molte tue preferenze e sprefrenze sono anche le mie
    mi appunto quanto non letto….
    non sono gran lettrice (pochi ma buoni e spesso riletti più volte)
    Ho letto l’amore molesto della Ferrante e mi è piaciuto (mi dicono che anche gli altri sono buoni)
    Ho tentato di leggere il terrazzino etc etc della Marchesini ma con tutta la stima per la persona (che adoro) l’ho trovato na palla immensa
    continuo a leggere Austen che mi fa stare bene
    ancora grazie per le segnalazioni
    angie

  5. scrivo a braccio:
    a me piace Stefania Bertola, BIscotti e sospetti
    Valeria Parrella,
    ho letto La vita Accanto della Veladiano,
    Zaidie Smith che è un genio ed è pure bellissima,
    Nafisi Azar (Leggere lolita a teheran),
    la mazzucco è brava
    simone de beauvoir (già detto?)
    silvia ballestra

    poi ce ne sono altre ma vedo che ti sono già state consigliate. io ho qualche difficoltà con le scrittrici donna, (come tu bene sai) spero di averti dato qualche spunto.

    1. La Parrella l’ho letta, anni fa, e direi che la lascio per ultima. La Mazzucco non mi ispira… Però le altre me le segno.
      Sì, lo so che hai difficoltà con le scrittrici, e proprio a quel post pensavo mentre scrivevo il mio! 😀

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...