Gli annunci possibili – edizione straordinaria

Sto leggendo gli annunci di lavoro, ché quando si avvicinano le scadenze di contratto e si è seriamente convinti che a sto giro col cavolo che ti rinnoveranno, passare il lunedì mattina a deprimersi fa sempre la sua porca figura.

Quindi mi imbatto in un annuncio di una grande multinazionale, che mi dice senza il minimo pudore:

Siamo un’azienda dove:
– le persone crescono e fanno crescere dando fiducia ai propri collaboratori
– i progetti si realizzano insieme
– le opinioni generano innovazione

e, non contenta, mi spiega di essere un’azienda che

– incoraggia esperienze internazionali
– rifiuta decisamente il precariato
– offre avanzamenti di carriera rapidi, in settori diversi
– cambia dinamicamente il terreno di gioco ma non lo spirito
– crede nelle persone

Dulcis in fundo, mette l’ultima  pillola di zucchero:

L’integrazione da noi è fondamentale, per conoscere da subito la filosofia xxxxxx, il tuo mestiere e sentirsi bene con i colleghi, con le nuove sfide professionali.
Il tuo capo ti presenterà la squadra, ti racconterà il senso e la missione della nostra azienda e ti introdurrà al mestiere grazie a un programma di formazione creato per te.
Nel primo mese farà costantemente un punto della situazione con te per confrontarsi e ascoltarti… ti accompagnerà passo dopo passo nella tua nuova esperienza!

Ora, questa multinazionale appartiene al cosiddetto settore del Commercio.

Quindi vende articoli di un determinato genere. Quindi quelli che cerca potrebbero essere al massimo commessi o responsabili di reparto. In pochi casi direttori di negozio.

Me lo chiedo da anni, e ancora non trovo una risposta. Per esempio me lo chiesi quando feci il mio colloquio con un’altra multinazionale  (lo passai, passai pure l’incontro con la psicologa, che a mio parere aveva molto più bisogno di essere valutata psicologicamente di quanto all’epoca non lo fossi io. Oggi non garantirei sulla mia sanità mentale, ma allora esisteva) mi chiesi se per andare di fatto a vendere qualcosa o a tenere in ordine un negozio ci dovesse essere tutta questa pantomima da parte dei selezionatori e tutto questo dispiego di comunicazione sulla mission aziendale.

Sei un disoccupato che cerca un lavoro e questo è un lavoro per cui sono aperte posizioni. Magari nemmeno dei più grati, perché avere a che fare con il pubblico già telefonicamente richiede un grande sforzo di pazienza, figuriamoci stargli davanti senza avere il filtro della cornetta, di modo che possa rendersi conto solo dal tuo sguardo che le tue richieste assurde gli stanno frantumando il cervello (ho fatto pure la commessa. La penultima volta in un luogo dove la gente MANGIAVA. Un fast food, o almeno un luogo di quella scuola.  Se vi vengono in mente le piaghe d’Egitto, come secondo termine di paragone, non ci andate troppo lontani. L’ultima volta è stata un’esperienza raminga alla cassa di un supermercato. Lì ho capito che non potevo continuare il rapporto fisico con il pubblico).

Ora, come può venire in mente al selezionatore di chiederti perché vuoi lavorare con noi? e ipotizzare che la tua risposta possa essere più articolata di perché ho bisogno di lavorare e voi state cercando ?

Come può anche solo ipotizzare che una persona dotata di cervello veda sul serio il lavoro di commesso come lo scopo ultimo della sua esistenza e che ambisca alla realizzazione in un posto dove ti trovi alla mercè della gente?

A meno di non considerare chi si presenta al colloquio come sprovvisto di cervello. O così disperato da riuscire a sorvolare davanti all’evidente corbelleria che ha letto nell’annuncio a cui ha risposto e davanti alla palese insensatezza della domanda perché vuoi lavorare con noi?

Probabilmente si tratta di un misto tra le due possibilità. Con una pendenza maggiore verso la disperazione.

Ma sono una persona che, nonostante l’indole autoritaria e censoria, concede il beneficio del dubbio persino a selezionatori e formatori, nonché ai responsabili della comunicazione e del marketing.

Quindi da anni leggo questi annunci in buona fede e arrivando all’ultima riga, forte delle mie esperienze precedenti in aziende dove in fase di colloquio ti veniva offerto il paradiso terrestre, puntualmente smentito al primo contatto con il lavoro e con il responsabile di sala, il supervisore diretto, il cliente di fronte a te, o tutti e tre contemporaneamente, mi chiedo ancora oggi ma che ha nella testa la gente che scrive annunci simili?

Immagino che morirò senza scoprirlo.

Annunci

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