Riflessioni della domenica mattina

Mi tocca citare Heart Attack quando dice che internet non dimentica mai un cazzo. E a dire il vero questa cosa che non riesce a dimenticare un cazzo pure quando la gente se ne va dai posti perché si è rotta le palle e non ha voglia, proprio, di litigare con altra gente, a me fa vomitare verde.

Mi sa che mi faccio un canarino.

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13 thoughts on “Riflessioni della domenica mattina

    1. Scherzi. Ho parlato come Silvestro per tutti i primi 6 mesi da portatrice sana di apparecchio. Poi mi è sempre stato molto simpatico. Con tutte le mazzate che si prendeva dalla nonna…

      1. Hem …
        Allosauro – Eliminare
        Sotto intendevo un’eliminazione un zinzino più definitiva. Se poi riescono a parlare di te anche da sbranati, digeriti e defecati … una simile perseveranza merita il successo.

      2. Il loro.
        Nel caso in cui riuscissero ancora a dar noia una volta trasformati in massa fecale di Allosauro, sarebbe un segno del destino … hanno ragione.

      3. Ah. Dici un’eliminazione fisica. Mah. Quella è roba per gente davvero pericolosa. Questi qui non esistono al di fuori del loro circolo di amici… Che danno fanno all’umanità?

      4. Non sono particolarmente affine al concetto dei “pari diritti”.
        Pienamente concorde con il “pari dignità & pari opportunità”. Ma se poi sprechi le tue opportunità facendo e dicendo idiozie che cancellano la tua dignità … sono fatti tuoi, ti sei giocato i tuoi pari diritti ^_*

      5. Secondo me è proprio un’errata interpretazione del diritto, quella che è in atto. Soprattutto su alcuni. Vedi il diritto di opinione. Ormai sembra che il diritto di opinione sia equivalente al diritto a offendere, perché l’offesa è un’opinione. E sembra pure che il diritto di esprimersi liberamente s debba automaticamente trasformare in diritto a essere ascoltati da chiunque, pure da chi non vuole avere a che fare con te.

      6. E’ un argomento di cui ho discusso giusto ieri sera, noi siamo giunti alla conclusione che il libero pensiero sia un’illusione creata proprio da questo genere di interpretazione del diritto d’espressione portata all’eccesso.
        Di fatto, qualsiasi cosa tu faccia, pensi o dica, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà in diritto (se non in dovere) di dire la sua anche (e soprattutto) se non richiesta. Se poi la tua visione si discosta anche solo di un millimetro da quella comune/populista/perbenista, diventi bersaglio di critiche che regolarmente sfociano in una sequela di insulti e/o di definizioni poco lusinghiere riguardo alla tua linea di pensiero.

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