Ieri è stata la volta di Diaz

Non me la sento di scrivere recensioni, anche se il film di Daniele Vicari è quello che per la mia modesta opinione dovrebbe essere un buon film, ben costruito e con una buona dose di coraggio.

Perché per raccontare la storia della Diaz ci vuole, un bel po’ di coraggio. Capita con tutte le storie in cui i protagonisti sono ancora vivi, figuriamoci con una storia capitata praticamente l’altro ieri. E Vicari evidentemente questo coraggio ce l’ha. Non dico che avrei voluto scriverlo io, un film così, perché non è una storia che ti viene voglia di scrivere. Al limite è una storia che hai bisogno di espellere. Magari vorrei saper espellere io in questo modo una serie di storie raccapriccianti che mi provocano incubi ad anni di distanza.

Però io mi fermo qui. La storia del G8 di Genova, della Diaz e di Bolzaneto per me è sempre stata un problema, di memoria, di discussioni, di posizioni che via via con gli anni sono cambiate, man mano che venivo a conoscenza dei fatti e dei racconti di chi c’è stato.

Quindi a questo giro passo.  Andate  voi a vederlo. Poi se avete voglia di parlarne, potete pure venire a bussare.

Mi raccomando.  Portatevi uno stomaco di riserva. O anche due.

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