Piazza Berlinguer, aspettami che arrivo.

Il fatidico giorno del matrimonio della mia amica (di cui abbiamo disquisito frivolamente altrove) sta arrivando.

E io sto tornando a Milano per la seconda volta dell’anno. Ho saltato le vacanze di pasqua, ma ogni tanto evitare le feste comandate a casa con i genitori fa bene al morale, al fisico, al mondo e pure all’universo.

Oddio, mi sono portata la scorta di magnesio e di valeriana, che va bene essere quasi di buon umore ma sempre a casa da papà e mammà   vado a dormire per tre giorni. E le avventure a casa di papà e mammà Ufficio Reclami vanno bene per i film dell’orrore. Per non parlare di fratello Ufficio Reclami.

Comunque oggi ho da fare. Inaugurano una piazza dedicata a Berlinguer. Vicino a casa mia, esattamente tra via Savona e via Tolstoj. Quindi oggi pomeriggio andrò lì, alla faccia di Stefania Craxi e di mia madre, che una con più risonanza dell’altra sono unite nell’incomprensione: cosa c’entra Berlinguer con Milano?

A voler essere pedanti, si potrebbe chiedere pure cosa c’entra Vittorio Emanuele, con Milano, datosi che c’è un intero corso, e pure una galleria, entrambi intitolati a Vittorio Emanuele. Mica Milano è mai stata capitale d’Italia o residenza ufficiale del primo re d’Italia…

(taccio di Corso Garibaldi, via Mazzini e Piazza Dante… Però possiamo convenire che pure loro tre non è che azzecchino molto con Milano)

Ma tant”è, sarebbe persino troppo logico, opporre Vittorio Emanuele e gli altri di cui taccio alla logica campanilista di due fini pensatrici, una, figlia che non ha ancora compreso che pure i padri possono essere dei mascalzoni (core de’ figlia) e l’altra…

Non  lo dovrei dire, perché vi convincerei a pensare troppo male di mia madre, e posso assicurarvi che nonostante il mio disamore di figlia mia madre non è una cattiva persona, o peggio, una persona disonesta.

Ma per qualche inspiegabile motivo a mia madre non si può parlar male di Craxi, perché Craxi è uno che le piaceva, quando esisteva il PSI e quando trovavi lavoro solo se conoscevi un socialista (non ha trovato lavori a mia madre, e nemmeno a mio padre, che avete capito? A lei piaceva proprio…). Se parlate male di Craxi davanti a mia madre, vi cieca gli occhi. E se parlate bene di Di Pietro, pure. E le due cose sono collegate.

Comunque ci sono tanti buoni motivi per dedicare una piazza di Milano a Berlinguer e per evitare Craxi come la peste. Il primo tra tutti è che Craxi ce lo ricordiamo ancora troppo bene. Ce lo ricordiamo così bene che sarebbe troppo dedicargli persino lo scroscio dello sciacquone del water

Quello che preferisco io però è meno volgare e ha a che fare con la fiducia nel genere umano. Sì, lo so. Comincio a diventare troppo buona e tra poco dovrò davvero cambiare il nome del blog, perché i reclami cominceranno a latitare. Però io trovo che ci siano poche persone di cui non ci si deve vergognare, in questo Paese. Una di queste si chiama Enrico Berlinguer.

E di persone di cui non ci dobbiamo vergognare, in giro per le piazze d’Italia, c’è parecchio bisogno.

Con buona pace di Stefania Craxi e di mia madre.

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