La metro B raddoppia. I disagi pure.

E quindi è cominciata l’avventura del nuovo troncone di metro B.

Sono ben due giorni che i viaggiatori diretti verso Rebibbia o Conca d’Oro devono fare attenzione alla metropolitana su cui salgono, fino alla fermata Bologna. Oh, niente di nuovo, in realtà, per chi ha già ampiamente sperimentato le linee di metropolitana che si intersecano.

Tanto ci sono i cartelli che ti avvertono. O i tabelloni luminosi, meglio ancora.

Però i tabelloni luminosi hanno un piccolo problema di fondo. Devono funzionare.

Eh, già, perché se uno si trova da un giorno all’altro a passare da una metropolitana che arrivava solo a Rebibbia, e quindi con la scelta obbligata, a rischiare di sbagliare il convoglio col risultato di ritrovarsi a Conca d’Oro, tanto per essere ottimisti sul tempo che ci si potrebbe mettere per rendersi conto dell’errore commesso (quando viaggi in metro viaggi per automatismi. Sei abituato a un percorso e lo compi identico da anni. Io ormai non leggo nemmeno più le fermate, per sapere a quale devo scendere. Se mi sbaglio è perché sono così stanca da rischiare di addormentarmi. E ho sbagliato metro solo 3 volte in anni e anni di onorato servizio di abbonata ATM e ATAC. Pure nelle trasferte europee dopo un po’ andavo per automatismi, e con la metro di Londra non è affatto facile…), COME MINIMO dovrebbe avere dei tabelloni luminosi che indicano qual è il convoglio che sta transitando in stazione perfettamente funzionanti.

Mercoledì non ho provato l’ebbrezza dell’inaugurazione. Sono andata al lavoro sfruttando un passaggio in auto. La disavventura in cui sono incorsi gli ignari viaggiatori mi è stata raccontata ieri sera.

Pare che proprio nel giorno dell’inaugurazione del nuovo troncone proprio i tabelloni luminosi che indicano il convoglio in transito e il tempo di attesa non fossero in funzione, non so se per tutto il giorno o solo in alcuni fatidici momenti.

Quel che è certo è che alcuni viaggiatori settati da anni sul percorso hanno preso la prima metropolitana che si sono trovati davanti, convinti di arrivare a Rebibbia, e a qualcuno è andata bene, ma qualcun altro si è ritrovato a Conca d’Oro senza nemmeno capire come c’era arrivato.

Ieri, all’ora in cui ho preso la metropolitana io, i tabelloni erano regolarmente funzionanti. L’inconveniente non si è presentato. Però la metroo B ieri aveva già dato ampiamente in mattinata, con un blocco di mezz’ora e un rallentamento proprio nella tratta da Bologna a Conca d’Oro. Quel che si chiama un ottimo inizio.

Se aggiungiamo un aumento spropositato dei viaggiatori in attesa sulla banchina di Termini (adesso che la metro arriva persino al Salario, come non approfittarne? Mi sembra pure giusto…) e soprattutto LA MAREA UMANA DI PERSONE CHE SALGONO ALLA FERMATA BOLOGNA, c’è da mettersi le mani nei capelli.

Perché all’aumento di viaggiatori sulla linea B non è corrisposto un aumento dei convogli. Ossia il numero di convogli che viaggiano sui binari è rimasto uguale. Sono state semplicemente diminuite le corse in direzione Rebibbia.

Sommiamo il tutto a due piccoli, infinitesimali particolari: buona parte dei convogli della metro B sono ancora quelli vetusti, che a me piacciono tanto perché i writers hanno fatto il bello e il cattivo tempo per colorarli, ma obbiettivamente andrebbero pensionati, e la metro B è la metropolitana più vecchia di Roma, inaugurata nientemeno che ai tempi delle Olimpiadi del 1960. Un impianto vecchio e usurato, con continui cali di tensione e problemi di incuria che costringevano già prima del raddoppio della rete a interruzioni del servizio  per motivi tecnici.

Che cosa succederà adesso che la rete verrà sottoposta a un ulteriore sforzo?

Lo scopriremo solo vivendo. Anzi. Sopravvivendo ai viaggi in metro.

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6 thoughts on “La metro B raddoppia. I disagi pure.

      1. Non per fare casa-lavoro, ma metro bloccata nel tunnel-stazione più vicina.
        Monopattino ed un po’ di esercizi di equilibrio per riuscire a correre agevolmente sulla sommità di uno dei binari.

  1. Il problema di Napoli è che ogni azienda fa per se. Così, mentre Metronapoli ha installato in tutte le stazioni (Linea 1, Linea 6, Funicolari) le piantine del solo “sistema Metronapoli”, le altre aziende come Circumvesuviana, SEPSA, ecc, neanche ne hanno mai realizzata una. C’è da dire, però, che la città di Napoli (soprattutto il centro) è zeppa di tabelloni pubblicitari luminosi che da un lato riportano la pubblicità e sul lato opposto una piantina della città, su cui tra le altre cose, sono riportate tutte le linee su ferro, funicolari comprese. Questa cosa mi fa impazzire, ma ci vuole tanto a affidare congiuntamente la comunicazione grafica per il trasporto su ferro nell’area metropolitana? Non dico un mega-appalto regionale per un piano di comunicazione integrato… ma almeno una piantina pagata da tutti e concordata tra tutti i soggetti. Il problema è che nella voce “comunicazione” spesso si annidano sprechi scandalosi (auguri di Natale, brochure fatte dal nipote del dirigente che ha studiato grafica ecc. ecc.) e nessuno vuole che si sollevi il velo.

  2. cari responsabili di questa linea b siete inqualificabili altro che fare scioperi dovreste andare a farvi fottere: state mettendo a rischio molti posti di lavoro a causa dei vostri quotidiani ritardi. Impossibile parlare coj i responsabili perche se ne fregano dei disagi che provocano i loro servizi altrocche essrre indignati incazzati siamo!

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