Cose che ho imparato a Milano

  • Negli uffici del Comune c’è il wifi gratuito: tu ti registri e ti mandano un codice di accesso. Così se invecchi in un ufficio del Comune almeno puoi twittarlo ai tuoi amici.
  • Negli uffici periferici del Comune, quelli che aprono apposta per gli anziani (ma poi ci vanno un po’ tutti a rifare la carta di identità) le impiegate sanno riconoscere la carta fotografica ad alta risoluzione, ma non sanno dirti se la carta di identità prolungata col timbro vale in qualche paese d’Europa e ti rispondono che ti devi informare.
  • A Milano quindi se vuoi sapere dove vale la carta di identità col timbro non vai al Comune ma vai dal macellaio, che probabilmente lo sa.
  • Se vai all’ultimo piano della Rinascente, dove c’è il bar, e mentre sei in bagno e tiri lo sciacquone salta la luce, non puoi lavarti le mani perché l’acqua scende con la fotocellula e se salta la luce resti con le mani zozze.
  • Se sei all’ultimo piano della Rinascente e salta la luce, non ci sono le scale normali e puoi scendere solo con le scale mobili, che sono ferme pure loro perché è saltata la luce. Alla Rinascente le scale normali ci sono solo dal sesto piano in giù, non si sa perché. E non sempre le luci di emergenza funzionano, mentre fai le scale normali, quindi è meglio che fai attenzione a dove metti i piedi se non vuoi ritrovarti a terra:
Immagine scattata alla Rinascente Duomo di Milano venerdì 29 giugno 2012, tra le 17.30 e le 17.40, durante un black out.
  • Quindi a Milano i settimi piani delle Rinascenti ottengono l’agibilità pure se non ci sono le scale e l’unico modo per scendere è la scala mobile ferma che potrebbe ricominciare a camminare da un momento all’altro  appena torna la luce con una mandria di gente che ci cammina sopra.
  • A Milano fanno una roba che si chiama Strasingle, che sarebbe una corsa per i singol e non ho mica capito come funziona ma pare che vai come singol e cerchi il fidanzato. Son cose che ti fanno tirare i sospiri di sollievo perché un fidanzato ce l’hai e perché a Milano non ci vivi più.
  • A Milano hanno aperto un Birrificio Lambrate in via Golgi, dove ti servono il manzo cotto nella Ghisa, e soprattutto ti servono la Ghisa, e diciamo che questa cosa potrebbe farti sorvolare sulle dipendenti del Comune che riconoscono la carta ad alta risoluzione ma non sanno dirti dove valgono le carte di identità prolungate col timbro e ti mandano a chiederlo al macellaio. Per sorvolare anche sulle scale della Rinascente, invece, dovresti avere a disposizione un tino di Ghisa e pure uno di Lambrate.

In tutto ciò, ora sto circolando con una carta di identità prorogata con timbro, perché pare che nei luoghi che ho intenzione di visitare nei prossimi tempi non procurerà noie burocratiche (non vado in Medio Oriente, non ho in programma viaggi in Bulgaria, Romania e Svizzera, e anche per quest’anno mi sono saltate le vacanze in Croazia, ohimé…)

Naturalmente me l’ha detto il macellaio. Se aspettavo il Comune…

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5 thoughts on “Cose che ho imparato a Milano

  1. In Bulgaria, Svizzera e Romania ci vai con la carta d’identità. Se hai bisogno posso darti consigli per la Bulgaria

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