Difficile da credersi

Eppure fino al 1 settembre mi proverò a fare la persona seria. Leggi: cercherò di scrivere seriamente.

L’idea è venuta fuori due sere fa, con Claudia. Si parlava di voglia di scrivere, scarsità di concentrazione, pigrizia…

Riflettevamo sul tempo che buttiamo sistematicamente sui social network (buttare tempo sui social network non è detto in tono denigratorio: i social network sono bei posti dove socializzare, ma è indubbio che distraggano parecchio da qualunque altra attività che richiede concentrazione e nessuna distrazione esterna) facendoci distrarre da qualunque altra cosa invece di pensare a faccende più produttive. Per me, per esempio, il romanzo da finire.

Così è venuta l’idea. Scriviamo almeno 30 righe al giorno fino al 1 settembre. Per ora è fino al primo settembre. Poi vediamo se a riprendere l’abitudine una riprende anche la mano. Il mio insegnante di sceneggiatura diceva che scrivere è un’abitudine.

Come? Se non scrivo già abbastanza? Tre blog non mi bastano?

Ma sì, tre blog sono sufficienti (anzi, sono pure troppi), ma non è la stessa cosa.

Se non avete mai provato a scrivere un intrreccio credibile con personaggli verosimili e dialoghi probabili, non ne avete una pallida idea. Non è detto con il tono voi non potete capire! puntando i piedi per terra e facendo il piccolo Calimero della situazione, eh.

È proprio un dato di fatto. Stare immersi nella scrittura di una storia non concede un attimo di tregua fino al paragrafo successivo. E quando arriva il punto del paragrafo successivo, ce n’è uno nuovo da iniziare. Il problema peggiore è sempre lì, qiando hai esaurito la vena che ti permette di chiudere una scena (ragiono sempre in scene, pure quando scrivo narrativa. Maledetta sceneggiatura! E maledetto Franco che mi ha insegnato a ricreare in ogni scena i tre atti… che poi aveva ragione, ma ormai sono deformata professionalmente) e ne devi iniziare una nuova. Se non l’avete provato, non si può spiegare.

Comunque mi va bene perché la metà di quelli che leggono hanno provato a scrivere qualcosa, almeno una volta nella vita. E gli altri come minimo hanno letto qualche romanzo scritto da gente che non si chiama Fabio Volo.

Insomma, stasera partono le nuobe 30 righe. Che poi non sono mai 30, ne scrivo di più. Sempre per questa brutta abitudine di finire almeno la scena, quando ce l’ho a disposizione, perché il ferro va battuto finché è caldo.

Ce la farò a finire per il 1 settembre?

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6 thoughts on “Difficile da credersi

  1. In bocca al lupo (ma sono sicura che non ne avrai bisogno)! 😀
    Concordo con te, nella scrittura ci vuole un po’di disciplina (io non vedo l’ora di essere in vacanza per passare dalle 200 parole al giorno alle 1000-2000)….e se no come si fanno a vincere i “famosi” 25.000 euro? 😛

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