Sono distratta?

Sì, sono distratta. Da un po’ di giorni.

Mi distraggono nell’ordine:

  • l’idea di dovermi rimettere a cercare di nuovo un posto di lavoro (scado il 30 settembre, come direbbe il nostro sindacalista CGIL a cui mando un caro saluto e chiedo se ha mai pensato di trovarsi un lavoro come uomo che dà il colpo di grazia alla gente priva di prospettive, tipo la generazione perduta dei 30-40enni, perché lo vedo adatto).
  • l’idea di avere maturato per la prima volta nella mia vita i requisiti per la disoccupazione ordinaria, le famigerate 52 settimane di contributi in un biennio, che non sembra, a voi che non cambiate probabilmente posto di lavoro da eoni, ma per me che sto sempre sul filo del rinnovo due anni di seguito son tanti. Quasi un’eternità. L’eternità dura 52 settimane.
  • l’idea di non sapere come riuscire a trovarlo, un altro posto di lavoro, perché sono troppo vecchia e non ho mobilità nascoste sotto i mattoni, e tantomeno invalidità civili da spendere. Almeno fossi orfana di guerra potrei anche cavarmela. Ma i miei genitori durante la guerra erano bambini, come facevano a fare figli?
  • l’idea che non ho la minima voglia di farmi prendere dall’ansia e quindi sto facendo trascorrere le cinque fasi del lutto il più velocemente possibile, come Fargo in Eureka (occhio agli spoiler).
  • l’idea che ho un romanzo da finire, ed è una bella cosa, e lo sto scrivendo, pure se il notebook ci si è messo anche lui a fare capricci e ha deciso che l’alimentatore doveva esalare l’ultimo respiro proprio questa settimana, e per fortuna che esiste Amazon e domani mi arriva l’alimentatore nuovo.

Ecco, sì, sono un po’ distratta  e questa settimana mi sono persino dimenticata dei miei Reclamanti Inutili che procurano tanto divertimento ai più, ma che volete, non si vive solo di vita 2.0. C’è pure quella 1.0 che rompe le palle ogni tanto.

Tra l’altro sto leggendo. Ho letto su carta e su kindle.

Su carta mi avanza ancora Gaia, da leggere. Ho finito Biglietto, prego, e credo che ne parlerò poi sul blog dei treni.

Su kindle ho cominciato Il giardino segreto e mi sa che lo finisco tra poco.

Poi mi leggo finalmente I Malavoglia, sul kindle, perché arrivo dall’istituto tecnico, e a noi, al massimo, ci facevano leggere Fantasticherie, di Verga. A noi bastavano i bigini, che ce ne facevamo dei libri interi?

E poi passerò ancora un po’ di tempo davanti a tutti gli annunci di lavoro che si trovano. Mica tanti, a onor del vero. Li spulcerò tutti quanti per cercare quelli che non si rivolgono alle categorie protette o a quelli che parlano cineseserbocroatolandesedanesegiapponeserussoswahili e via dicendo.

Magari alla fine la smetto di distrarmi e scrivo pure qualcosa di sensato qua sopra.

Ah, già. Poi vado in vacanza. A Milano. Però c’è ancora tempo. E non è che siano grandi vacanze, le settimane di agosto a Milano.  Però stavolta ci vado con Italo. Speriamo che Trenitalia non mi faccia ritorsioni tipo bloccarmi un AV in mezzo ai binari giusto prima che passi il mio treno, che quelli son capaci, lo sappiamo tutti…

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