Cose della domenica (raccontate il lunedì)

E allora sabato è arrivato il 1 settembre, e il 1 settembre era la mia scadenza per scrivere almeno 30 righe al giorno. Che alla fine ce l’ho pure fatta, ne ho scritte un po’ di più, tra i giorni in cui non scrivevo niente e i giorni in cui ne scrivevo 120 o 140.

Ieri,complice il tempo schifido e la pioggia in programmazione, volevo mettermi a rileggere le schifezze che ho scritto in questi quasi due mesi. Ero seriamente intenzionata a rileggere, perlomeno (devo darmi una nuova scadenza, che dite, il 31 dicembre va bene? Insomma, sto romanzo va finito o si muore… Ehm, no, magari no, magari non si muore, però se lo lascio sul desktop finito invece che smozzicato è più bello. Sì, alla fine ho deciso di non darmi all’ippica, ché sarebbe un’altra cosa che mi viene male. Almeno a scrivere sono un po’ capace, sono in sella a una penna da quando facevo le elementari, dovrei avere imparato almeno a tenerla in mano… Un cavallo, chi lo ha mai cavalcato?)

Invece ieri si sono succedute tre cose, nell’arco di due ore:

Così ho aperto un nuovo foglio word, bianco, e ho scritto un racconto. Che non so ancora se sia di fantascienza, ma era quello che volevo raccontare. Non ho mai scritto fantascienza, quindi non so se il mio racconto riesce a entrare nel genere. Quello che so per certo è che non ho scritto un fantasy, perché a scrivere fantasy proprio non sono mai stata capace. Nel senso che a 12 anni  credo di averci pure provato, ma mi rompevo le scatole, e poi non ero abbastanza credibile.

E detto tra noi, non me ne frega neppure molto di scrivere fantasy. Posso provare a leggerli, ma a scriverli pensateci voi.

E quindi ho scritto. 3 pagine. Di quelle a interlinea singola, che se le formatti secondo cartella 30 per 60 diventano circa il doppio. Poco meno.

Quando è tornato il Correttore, gli ho detto che ho avuto un attacco di pigrizia e che invece di correggere mi sono messa a scrivere. Mi guardava strano, non lo so nemmeno io, il perché.

(al Correttore non lo faccio leggere perché due mesi fa gli avevo raccontato un altro racconto che volevo scrivere per mandarlo al Many e me l’ha smontato prima di cominciare. Se avete voglia di scrivere per la prima volta un racconto di fantascienza e avete a disposizione un Correttore purista della fantascienza, di quelli che sentono che se vi piace Vonnegut e rispondono Vonnegut non è proprio fantascienza, ecco, non raccontategli mai le trame dei vostri primi tentativi perché ve li stroncano sul nascere. Cercate gente meno purista e più possibilista. Poi quando lo avete scritto potete anche arrischiarvi a farglielo leggere. Tanto quando l’avete scritto non può più farvi niente!)

E dopo basta. Già così è stata una giornata impegnativa. Che altro dovevo fare?

Ah, sì. Ho sentito la Roma che vinceva, ché qui quando la Roma vince non c’è nemmeno bisogno di avere l’abbonamento. Te lo dice il quartiere.

Tutto sommato è stata una buona domenica.

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2 thoughts on “Cose della domenica (raccontate il lunedì)

    1. Uhm. Odiavo la domenica anni fa. Ho smesso quando ho cominciato a lavorare su turni 7 giorni su 7. Adesso la domenica mi riposo. Almeno. Ci provo. Tutto sommato non è male.

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