“La rivoluzione si fa di giorno. Di notte si dorme” (dall’edizione 2012 del Libretto Rosso di Mao)

Ecco, alla fine ieri sono stata a dare un’occhiata agli incatenatori umani davanti a Montecitorio. Erano le 19.30, quando ci sono passata, confidando nella loro presenza a oltranza. In fondo si sa che i veri irriducibili, gli indignati autentici, non hanno paura del buio.

E invece no. Quando sono arrivata c’erano le tende smontate, quattro gatti miagolanti in un megafono, un paio di cartelli, due bandiere italiane, una bandiera No Tav (spero fosse abusiva perché ho stima per i No Tav, non ce li vedo a far casino in mezzo a quattro pirla disorganizzati). Uno dei gatti miagolanti stava spiegando al megafono che l’autorizzazione per la manifestazione era fino alle 20, e che potevano dormire dove volevano.

Beh, sì. In effetti io vado a spaccare il culo al governo, ma appena le forze dell’ordine mi dicono che devo andarmene vado a dormire. Una logica rivoluzionaria impeccabile. Immagino che pure Lenin l’abbia fatto. Appena arrivavano le guardie zariste, via, tutti a dormire. Torniamo domattina.

Poi, chevvelodicoaffare. Magari io ero semplicemente arrivata tardi (per quanto si possa arrivare tardi a un presidio minacciato a oltranza per giorni e giorni da una pagina facebook con trecentomila like). Però dalle immagini e dai filmati che stanno circolando sembra che fossero in ritardo pure gli incatenatori umani. Non è che ce ne fossero molti, pure nel pomeriggio.

Se ve lo chiedono, è stato un flop. Poi c’è gente che se la racconta così:

Se non fosse per quell’abuso di cuoricini e puntini di sospensione farebbe persino tenerezza.

Oh, non ho capito che significa “le forze dell’ordine non possono fare niente se non arrivano studenti e lavoratori in massa”, e a dire il vero è un’espressione inquietante. Vi prego, spiegatemi, perché messa così pare che se passa un lavoratore le forze dell’ordine reagiscono…

Però la rivoluzione che di notte va a dormire è fantastica. Io se fossi a Madrid sta gente la disconoscere. Rovinano l’immagine del movimento. Non che la presenza di Forza Nuova le giovasse, eh.

(Ci andate voi, oggi, a portare i cornetti ai Rivoluzionari Dormienti? Poverini, dopo questa fatica avranno bisogno di zuccheri. Senza fare una buona colazione le rivoluzioni non funzionano. Ah, no, quello era lo stomaco vuoto. Mi sono sbagliata. Ma mi sa che non sono solo io, ad avere le idee poco chiare)

 

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10 thoughts on ““La rivoluzione si fa di giorno. Di notte si dorme” (dall’edizione 2012 del Libretto Rosso di Mao)

      1. Ma non si può… Insomma, se mangiano in centro li multano. Comincio a sospettare che le restrizioni sulla consumazione di cibo per strada nella zona del centro sia colpa loro.

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