Divieto di spam

Pare che una sta sempre a ripetere le stesse cose, che dovrebbero essere assodate da un pezzo.

E invece no, c’è sempre quello/a che decide che il tuo blog o il tuo profilo o il tuo gruppo su facebook è un luogo dove può benissimo lasciare il suo link a un post o al suo blog, così, senza un minimo di introduzione, senza dirti perché secondo lui/lei il tuo post o il tuo blog è in tema, e soprattutto dimenticando comunque di essere ospite in casa d’altri.

Oggi è capitato sul blog della disoccupazione, dove c’è un beota che ha deciso di spiegarmi cosa intendesse dire la Fornero con il termine choosy che a me tanto irrita. Beota, sia chiaro, non perché non la pensiamo allo stesso modo.

Unicamente perché invece di mettere un commento e spiegarmi dove  a suo avviso manipolavo le parole della Fornero, mi ha postato il link a un blog, che non so a chi appartenga. Ho aperto il link, ho avuto giusto il tempo di capire che non è d’accordo con me, poi ho richiuso e ho deciso che il commento resta nello spam dove è finito con la moderazione.

Perché un commento che consta di un link, senza nessuna spiegazione, per me ha la stessa dignità dello spam. Io passo il tempo a costruire contenuti mettendo pensieri in fila, magari non molto originali, e quando decido di commentare la gente non lo faccio con i miei post. O se ho scritto qualcosa di pertinente, chiedo il permesso di produrre un link, ché lo so pure io che ripetersi rompe le palle. Mi annoio pure io.

Ma venire sul mio blog e lasciare un link senza nemmeno dire chi sei e che cavolo vuoi da me con parole tue, equivale a pretendere di entrare a casa senza nemmeno spiegarmi perché ti dovrei aprire la porta di ingresso.

Quindi ho scritto un commento che metterò di là nelle info del blog, o addirittura apro una nuova pagina, ma che copio anche qui, anche perché evidentemente il concetto va ribadito:

Caro commentatore che capiti per caso sul mio blog e invece di articolare un commento ti limiti a lasciare un link, presumendo che io per un qualche motivo poi voglia cominciare una discussione con te.
Il tuo link senza un adeguato commento non sarà mai pubblicato, qui sopra. Quindi, se proprio hai voglia di intavolare una discussione e cominciare un discorso rendendo anche visibile il tuo post a chiunque passi di qua (ti va male, saranno 10 persone al giorno), sei pregato di fare uno sforzo in più. Altrimenti ti lascio nell’antispam, unico posto che meritano gli spammatori.

Siete liberi di non farvelo piacere, eh. Me ne farò una ragione. Per tutti gli altri link, vale come al solito il disclaimer nei commenti. Metteteli solo se pensate che abbiano una qualche rilevanza.

(tra ieri e oggi sono un po’ girata, quindi non venite a fare scherzacci tipo mettermi link nei commenti di proposito. Arriva una Maledizione Senza Perdono come minimo)

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4 thoughts on “Divieto di spam

  1. Ciao, sono il beota e il link era un post ad un blog di uno (non io) che si è preso la briga di leggere cosa aveva detto la Fornero. Chiaro che se si leggono solo i titoli più che manipolare le parole della Fornero si assumono le manipolazioni che ne fanno i titolisti. Poi liberissima di non intavolare discussioni neanche a me interessa convincerti della mia opinione. E non simpatizzo per la Fornero, solo mi piace decrittare da solo e non assumere la pappa pronta soprattutto se preparata da quelli che si divertono o hanno interesse a decontestualizzare.

      1. non pensavo fosse necessario aggiungere nulla a quanto era scritto in quell’articolo,ecco tutto,dal fare pubblicità a quel blog non ricavo nessun beneficio e se ti ho risposto qui era solo perché fosse chiaro che il link non era messo per fare spam.Inoltre leggendo il blog via rss mi perdo eventuali commenti,o info varie.Comunque hai perfettamente ragione nel considerare invadente chi scrive sul tuo blog senza presentarsi,sono stato sicuramente troppo frettoloso ma di battute sul choosy della Fornero mi sono abbastanza stancato,anche perché l’interpretazione comune ha un po’ stravolto quello che secondo me voleva dire

      2. Guarda, ripeto, è un tuo diritto esserti stancato delle battute sul choosy, ma espressioni del genere pronunciate pure con le migliori intenzioni (avevo letto già negli articoli che riportavano le sue esternazioni cosa intendesse dire) da quel ministro, che non è nuovo a uscite di dubbio gusto, danno adito ai tormentoni. E in ogni caso il nostro ministro del lavoro, per quanto riguarda la mia pelle anche avvizzita di trentasettenne, è troppo distante dal mondo reale di chi sta cercandolo sul serio, un lavoro. Sarà che le persone che hanno bisogno di lavorare sul serio e non hanno paracadute sotto non hanno bisogno di sentirsi dire di non essere schizzinose, perché evitano di esserlo già da sole. Però è evidente che la Fornero parla di un certo tipo di giovane, quello abituato ad avere la pappa pronta, o il lavoro su misura. Ecco, chi questa roba non ce l’ha si incazza. Giustamente, a mio parere.
        Comunque qui si continuerà a citare ad minchiam il choosy della Fornero, ti conviene farci il callo se ti interessa seguire il blog! 😀

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