Qualcosa di peggio dei Reclamanti Inutili

Perché dopo un po’ ti convinci che non ci sia nulla di peggio di una persona che mette un reclamo ad minchiam sotto un tuo post, senza nemmeno essersi presa la briga di leggere quello che hai scritto (così ti ritrovi uno che bestemmia contro facebook mentre tu stavi cercando di perculare l’ex compagna di scuola leghista che su facebook ti aveva invitata a iscriverti alla pagina Più rum e meno rom. True story) e ti chiedi dove sia finita la comprensione del testo.

Ma c’è, di peggio. Oh, se c’è. Perché se sei una persona che d’abitudine legge, e ha deciso, nell’era di internet, di rendere pubblica non solo la sua abitudine ma i libri che ha letto in una vita intera utilizzando aNobii, c’è il rischio che un giorno, presto o tardi, ti ritrovi tra i messaggi privati richieste di questo tipo:

spammatori di libri propri

Ovviamente ho cancellato il titolo del capolavoro autopubblicato.

Non sia mai che voglia fare pubblicità al tizio in questione, che è venuto a lasciarmi un messaggio promozionale studiandosi, pure male, la mia bacheca. Avrò una decina di romanzi ottocenteschi tra le mie letture, arriviamo a undici contando tutta Jane Austen. Se uno fosse realmente attento si accorgerebbe che gli scrittori che leggo di più sono autori di gialli o umoristici. Già questo dimostra una bella sparata nel mucchio fatta a casaccio e non è lusinghiera per l’ego della lettrice.

Poi mi piace il profluvio di parole che usa per spiegarmi che ha scritto la vita di Beethoven romanzata. Bastava scrivermi ‘ho romanzato la biografia di Beethoven’. Caspita, dovrebbe invogliarmi sapere che c’è il discorso diretto.

MIO DIO, CI SONO I DIALOGHI IN UN ROMANZO! NON SI ERA MAI VISTO PRIMA, SIGNORA MIA!

Ma sta cercando lettori scemi, questo? Gente che non ha mai visto un libro nella sua vita e allora deve spiegare come funziona la narrazione?

Ora, io non ho nulla contro chi si autopubblica. Anzi, ho letto con molto piacere l’opera seconda di un amico, pubblicata allo stesso modo. L’ho pure pagata, non me l’ha regalata. E l’ho recensita volentieri perché mi sembrava una buona prova. Pensate un po’, non ha nemmeno dovuto spiegarmi che ha usato il discorso diretto, per convincermi a leggerlo.

D’altra parte gli esordienti sono sempre una bestia da tenere alla giusta distanza. Fanno queste cose anche in libreria, senza un minimo di dignità. 

Però, ecco, questa cosa che cerchi quelli che hanno libri simili a quello che hai scritto (?) e non ti preoccupi nemmeno di capire che stai chiedendo di comprare la biografia di Beethoven a una che preferisce i morti in salotto di Agatha Christie o le avventure di Jeeves o di Albertino e della Pasionaria fa pensare che quanto risparmiato con l’autopubblicazione andrebbe investito in un buon ufficio marketing…

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