Zie elettrici nell’Urbe ai tempi di Alemanno

Doveva succedere, prima o poi, che il PD facesse scappare la voglia di votare persino a mia zia.

Ora, lo so che la gente che non vota è abbastanza comune, ma voi non conoscete mia zia. Mia zia è una che non salta manco i referendum, per dire. Infatti non ha più un quadrato libero sulla tessera elettorale. E adesso che tocca votare per il sindaco dell’Urbe le tocca fare un viaggio fino all’Eur per avere quella nuova.

E insomma, fate che oggettivamente è una rottura di palle, per una donna che va verso i 70 e si sposta in metropolitana, arrivare fino all’Eur per la nuova scheda elettorale. Cambiando con la metro B, oltretutto.

Fate pure che dopo anni di onesti voti a sinistra, facendosi tutta la trafila, PCI-PDS-DS-Margherita-Ulivo-PD (se c’è stato qualcosa tendente più a sinistra chiedetelo a lei, perché a me è sempre bastato che il suo voto non fosse degli altri; qualcuno dovrà pur annullare i voti dei miei genitori, santa polenta), si sta rompendo i coglioni pure lei.

Lei non lo direbbe, che si sta rompendo i coglioni, perché è una donna educata in altri tempi e le parolacce non le dice. Io sono stata educata in questi, e sintetizzo come mi riesce meglio.

Insomma, se pure mia zia che ha sempre votato e non ha più un quadrato libero sulla scheda elettorale a queste amministrative non ha voglia di votare, secondo me il PD un paio di domande deve sul serio cominciare a farsele, perché mia zia fa parte di quell’elettorato che comunque sia non si mette a dare i voti di protesta, perché ha una coscienza politica molto forte e pure se si sta facendo una cazzata non si lascia intortare dai grilli o da quelli che vogliono restituire l’IMU. Mia zia è una che comunque è cresciuta con l’idea della democrazia rappresentativa,  e nonostante il porcellum degli ultimi anni ha continuato imperterrita a dare il voto ai rappresentanti che meglio inquadravano la sua visione del mondo.

Ora, se persino a lei scappa la voglia di entrare in cabina, non c’è più speranza. Davvero è ora che dalle parti del PD prendano una decisione, anche veloce. Perché qui c’è una capitale a rischio, e il rischio, se pure si scongiurasse Alemanno per altri 5 anni, è un sindaco a 5 stelle. Non oso pensare a un consiglio comunale a 5 stelle in una città come questa, con una serie di problemi infiniti e fondi sempre meno disponibili e con i bilanci delle aziende a partecipazione comunale che fanno acqua da tutte le parti. Un po’ come quando piove e la Tuscolana si allaga, esatto.

Per questa volta ci penso io. Ho provveduto a spaventare zia abbastanza da farle cambiare idea, le ho detto che queste sono amministrative e non politiche,  e le ho promesso che a fare la nuova tessera elettorale ce l’accompagno a costo di portarla in sedia a rotelle.

Ma non è che possa fare tutto da sola. Quindi sarà il caso che pure la gente per cui mia zia ha sempre votato si decidesse a fare qualcosa.

(una buona mossa per esempio sarebbe prendere da parte Ignazio Marino e spiegargli che no, non è una buona idea, quella di mettere i biglietti a 5 euro per i turisti, perché io che non voto a Roma in quanto non residente a questa città pago già un sacco di roba senza che mi discrimini cominciando a farmi pagare la residenza diversa. Anche perché se avessi voluto qualcuno che discrimina lo straniero sarei rimasta tranquillamente a vivere nella Lombardia del governatore Maroni, e invece continuo a stare nel Lazio. Una ragione ci sarà)

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One thought on “Zie elettrici nell’Urbe ai tempi di Alemanno

  1. L’ha ribloggato su Thumper, what did your father tell you?e ha commentato:
    … se pure mia zia che ha sempre votato e non ha più un quadrato libero sulla scheda elettorale a queste amministrative non ha voglia di votare, secondo me il PD un paio di domande deve sul serio cominciare a farsele, perché mia zia fa parte di quell’elettorato che comunque sia non si mette a dare i voti di protesta, perché ha una coscienza politica molto forte e pure se si sta facendo una cazzata non si lascia intortare dai grilli o da quelli che vogliono restituire l’IMU. Mia zia è una che comunque è cresciuta con l’idea della democrazia rappresentativa, e nonostante il porcellum degli ultimi anni ha continuato imperterrita a dare il voto ai rappresentanti che meglio inquadravano la sua visione del mondo.

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