Riflessioni intorno a Josefa Idem

Sono due giorni che leggo roba sulla questione dell’accatastamento della palestra di Josefa Idem come prima casa e sul suo non voler rassegnare le dimissioni.

Ora, poiché questo sembra sempre un blog che parla male della destra e mai della sinistra, mi sembra giusto dire come la penso sulla questione, perché a me le cazzate che sto leggendo dai difensori del governo, o meglio, del PD a prescindere, non convincono.

Premetto che questa posizione è stata sintetizzata perfettamente da Magenta (voi non sapete chi sia ma io so chi è e tanto mi basta) altrove. Io non ho tutta la sua capacità di sintesi, sono logorroica e lo sapete bene, tra l’altro ho altre riflessioni da fare oltre alla sintesi perfetta di  Magenta, quindi ci metterò più di cinque righe. Abbiate pazienza.

Non faccio fatica a credere alla buona fede di Josefa Idem che si è fidata del commercialista. Josefa Idem arriva da quella che viene definita società civile, pur avendo fatto attività politica negli ultimi anni. Non è una persona nata con la mentalità del politico e non ha fatto scuole di partito come avveniva per altra gente molto più scafata di sicuro.

Tantopiù che pure i politici, a meno che non siano laureati in economia e commercio, quando devono occuparsi di queste banalità come l’accatastamento della prima casa per evitare di pagare più tasse tendono a rivolgersi a un professionista per capire cosa sia lecito, quali siano i limiti e quali possano essere superati senza conseguenze.

Inoltre Josefa Idem ha ammesso il suo errore, quindi non sta parlando di complotti contro di lei e di leggi assurde create ad hoc per farla sembrare brutta e cattiva.

Si rende conto insomma di avere sbagliato, pure se mal consigliata.

Proprio per questo motivo, perché ha sbagliato e la responsabilità dell’errore ricade su di lei, dovrebbe fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni.

Un po’ perché se chiunque di noi commettesse un errore del genere pure se mal consigliato saprebbe che la responsabilità, prima che sul commercialista, ricade su di lui.

E poi per una questione che a me sembra molto più pregnante della semplice assunzione di responsabilità.

Il fatto è che per anni abbiamo assistito alla roba più assurda e incomprensibile in qualunque Paese che voglia dirsi civile: gente che cambiava le leggi scomode, Presidenti del Consiglio plurindagati che non si sono dimessi, parlamentari con cause in corso che solo su costrizione si sono fatti da parte, depenalizzazioni di falso in bilancio, eccetera eccetera eccetera.

Quando siamo entrati in cabina elettorale, noi che abbiamo votato la coalizione Italia Bene Comune lo abbiamo fatto perché comunque eravamo convinti di una differenza sostanziale tra ‘loro’ e ‘noi’. Ed era una differenza legata a qualcosa che risponde al nome di etica.

E Josefa Idem faceva parte dei candidati che a questa etica dovrebbero rispondere anche ora che la coalizione non esiste più e che PD e PDL hanno dovuto trovare un accordo per il Governo.

L’obiezione potrebbe essere che se salta il principio del ‘mai al governo con loro’ salta tutto.

Col cazzo.

L’etica personale non salta perché per esigenze politiche tu devi per forza scendere a patti. L’etica personale o ce l’hai o non ce l’hai.

Ecco, il punto è che una come Josefa Idem dovrebbe avere un’etica personale che le permette di capire che quando la trovano a fare una cazzata il minimo sindacale è rassegnare le dimissioni.

Se Josefa Idem non lo fa minimizzando l’accaduto e ritenendo di non doversi assumere una responsabilità, sta dicendo che davvero sono tutti uguali e che non esiste più una linea di demarcazione tra ‘loro’ e ‘noi’.

Questo è inaccettabile. Da qualunque punto di vista lo si guardi.

(non fossilizzatevi sul fatto che ho votato SEL e che posso guardare il Governo attuale con una punta di disprezzo. A me Josefa Idem è sempre piaciuta, pure quando gareggiava, e mi era piaciuta l’idea di averla come Ministro. Quello che mi dispiace  è che abbiamo un’idea dell’etica così diversa)

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