Prevenire è meglio che incazzarsi.

Ora, va bene non accettare le critiche. Va bene pure scrivere post in cui ci si scaglia contro la critica stabilendo che nell’era in cui tutti possono scrivere non è più necessario leggere (?) e se leggi e critichi allora sei in malafede o hai qualcosa di personale contro l’autore (?!?), ognuno può raccontarsi la propria permalosità come preferisce, persino andando in giro a fare figure da peracottara e cancellando post per poi accusare il mondo di essere brutto e cattivo e invidioso.  O rendendo un blog accessibile solo a chi dispone della password d’accesso per poter continuare a fare la vittima senza il contraddittorio.

Sul serio, ognuno ha le sue nevrosi.

Ma quando la persona che non vuole critiche perché se la stai criticando è per motivi personali che nulla hanno a che vedere con la sua capacità di narratrice ti scrive nell’introduzione a un suo romanzo una roba come questa:

Come sempre leggete ma senza pretese;  leggete ma senza pensare a chi l’ha scritto, alla grammatica, ai possibili errori o cambiamenti nei fatti storici../..

ecco, un po’ ti fa girare gli zebedei.

Perché, parliamoci chiaro. Se tu sei una scrittrice, pubblichi un libro e vuoi che io lo compri, ossia spenda dei soldi per poterlo leggere, che tu mi fornisca un libro senza errori grammaticali e ortografici (per non parlare della punteggiatura) è IL MINIMO CHE MI ASPETTO.

I soldi che chiedi non sono gratis. Sono soldi buoni. È sacrosanto che il lettore che paga per leggere il tuo romanzo, il tuo racconto, il tuo saggio, il tuo rotolo di carta igienica su cui hai raccontato una storia pretenda correttezza ortografica e grammaticale.

Perché quando scrivi conta pure quella.

Quindi piantala di raccontare che la gente ti critica perché ce l’ha con te. La gente ti critica perché non conosci la grammatica e l’ortografia. E a dirla tutta scrivi pure roba che fa sbadigliare dalla prima all’ultima pagina (ho letto l’estratto, dopo 5 pagine stavo dormendo in metropolitana). Ma la noia è soggettiva, mi rendo conto. La grammatica e l’ortografia, e pure la punteggiatura, no. Non lo sono.

E io, di soldi per leggere qualcosa di sgrammaticato, non ne ho.

Avanti il prossimo. E che conosca la grammatica, grazie.

(se volete fare la prova, scaricate l’estratto. Quello sì, è gratis. Il tempo che gli dedicherete invece non lo rimborsa nessuno, e questa è un’ingiustizia)

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3 thoughts on “Prevenire è meglio che incazzarsi.

  1. Ciao Julka,
    quello che ho capito in tutto questo – ed è disarmante – è che l’obiettività è merce rara anche nel web. Orde di “follower” della sedicente scrittrice in questione la stanno difendendo a spada tratta sostenendo che io l’abbia insultata (ma dove??), diffamata pur di avere un briciolo di visibilità in più.
    Ma dico, possibile che nessuno abbia le palle, o l’onestà intellettuale, per dirle “a dire il vero non leggo niente di offensivo nei tuoi riguardi”?

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