Anno nuovo, vecchie abitudini.

Con qualche variazione sul tema, ché in merito di lavoro, formazione, occupazione, disoccupazione noi precari di professione alla fin fine ne abbiamo sentite e viste quasi di tutti i colori, era difficile trovare qualcosa in grado di stupirci.

E invece.

Allora, succede che negli ultimi diciamo 6 giorni (ponte della befana escluso) sono stata occupata in un corso di formazione selettivo, dove il superamento della selezione finale prevede il premio di un ricco mese di contratto. Bello, ve’? Roba che manco a Masterpiece. A noi gli scrittori che fanno le gare ce spicciano casa.

Però, intendiamoci, è stata una libera scelta, partecipare al corso di formazione selettivo. Maturata in autonomia. Tra l’altro per un lavoro in outbound, che non faccio da anni, perché l’ultima intervista risale al 2008 (vi prego, non chiamate la Matta nei Libri, mi manca solo lei tra i piedi e ho fatto giornata sul serio. Non ho voglia di incazzarmi, non avevo nemmeno voglia di mettermi a scrivere questo post, ma insomma, se non ve lo dico, poi finisce che vi perdete un momento meraviglioso. Però la Matta non la voglio. Ah, già. L’ho messa in blacklist. Allora potete pure chiamarla. Se non sapete chi sia la Matta nei Libri, ve lo spiego con calma in un altro momento. Torniamo a noi), e insomma, ormai mi sono abituata agli utonti che chiamano.

Ma tant’è. Si tratta di un posto serio che paga bene. O almeno meglio di come hanno pagato i miei ultimi lavori. Meglio, sul serio. Tipo 500 euro lordi in più.

Oltretutto sto percependo disoccupazione, quindi che ho da perdere, dato il vuoto pneumatico che circola in giro per siti dedicati alla ricerca di lavoro? E infine, mal che vada mi rivendo il corso, ché è una roba pure interessante. Lo metto in curriculum.

Quindi il 2 gennaio sono arrivata al corso, insieme ai miei colleghi (eravamo 11 per 6 posti di lavoro. Una lotteria con i controcoglioni). Per 5 giorni ci siamo fatti un discreto culo barcamenandoci tra diritto societario, metodi di pagamento, normative, leggi, bizzarre simulazioni volte a capire come approcciarci ai nostri utenti finali. Alla fine non ero molto convinta che il lavoro fosse una roba per me. non lo sono tuttora, ma questa incertezza è stata mitigata da un fattore fondamentale: “c’è in giro altro, soprattutto altro che paga così bene?”. La risposta è stata “no”.

Quindi mi sono detta “faccio quello che posso, se non va mi rimetto a studiare per il mio esame di accompagnatore turistico, una roba per cui ho speso 150 euro, e mi seccherebbe non riuscire a prepararla.

Però ho studiato, eh. Ho affrontato il test con la stessa flemma degli esami scritti che ho sostenuto nella mia vita (tipo: 10 minuti e ho consegnato. Cosa vorrai metterci per un test a crocette?).

Sembrava finita lì, con il test di ieri mattina che tutti abbiamo consegnato in tempi brevi, mica son solo io a compilare velocemente. Eravamo pronti a tre giorni di attesa, ché si sa, i risultati arrivano sempre il lunedì, per queste cose. Come fai a far passare un fine settimana tranquillo alla gente? Stiamo scherzando? Poi la gente si rilassa. Teniamola in tensione.

Allora oggi arriviamo, con la solita flemma iniziata ieri mattina dopo il test. Ieri mi son presa pure il lusso di farmi venire una congestione e me ne sono andata a casa in preda ai dolori, tanta era la mia flemma, ma che volete, son sempre stata precisa in queste cose. Se devi morire, non morire prima di un esame. Semmai dopo.

Così stamattina arrivo, ignara come i miei colleghi di ciò che sta per capitarci.

E quello che ci capita è questo: pare che i nostri test siano andati tutti bene (due sono andati più che bene, due saranno sicuramente chiamati per lavorare, lo sapranno a breve). Così bene che ci sono 8 ex-aequo. E quindi, siccome siamo stati troppo bravi e l’ente non se l’aspettava, che fossimo così bravi, ci viene detto, senza nessun preavviso e senza che nessuno avesse mai ventilato l’ipotesi, che dovremo ripetere il test, perché l’ente vuole risposte certe, mica può assumersi la responsabilità di sceglierci in base alle valutazioni di 4 giorni di corso fatte dai nostri docenti. 

Ci vuole un criterio oggettivo, perché siamo così bravi che li abbiamo messi in imbarazzo.

Cattivi cattivi, noi che frequentiamo i corsi e osiamo anche rispondere tutti allo stesso numero di domande corrette (a parte due persone, ripeto, che non hanno fatto nemmeno un errore). Ah, non sappiamo se abbiamo sbagliato tutti la stessa domanda. Non ci è dato saperlo. Sappiamo solo che qualcuno di noi doveva essere più capra e che siccome non ci sono state capre tocca espiare.

Maledetta la diligenza! Si bestemmi contro la comprensione del testo! Accidenti ai bravi docenti! Perché mamma non ci ha fatti stupidi. Non so che cosa possa pensare un selezionatore quando si trova in una situazione del genere. Però ce lo vedo a bestemmiare dietro dei disoccupati che hanno osato metterlo in difficoltà facendo un unico errore, tutti quanti, poi. Un enorme complotto nei confronti della formazione e del test selettivo. Anatema su di noi.

Scusate, divago un po’. Comunque, dicevo, ci hanno fatto sostenere un altro test.

Sì. Lo abbiamo già sostenuto. Oggi. Rischiando di saltare la pausa pranzo. Mettendo in difficoltà i formatori della Formatemp venuti per i moduli obbligatori. Li conoscete i moduli obbligatori? La sicurezza sul lavoro, i diritti e doveri dei lavoratori, quelle cose lì che tutti noi che abbiamo frequentato corsi Formatemp ormai conosciamo a menadito? Ah, non li avete mai visti? Siete sempre stati assunti dalle aziende? Mai visto la somministrazione? Che vi posso dire? Beati voi. Non sapete che palle possono essere, i corsi sulla sicurezza.

Quelli sui diritti e doveri no, almeno, io mi ci diverto, a parlare con i sindacalisti. Quello di oggi era un osso duro, della CISL. Ragazzi, esistono sindacalisti CISL con un po’ di sale in zucca. Non ci avrei creduto nemmeno se me lo avessero giurato. E invece. Sempre dell’idea di arrivare alle vertenze il meno possibile, eh. Però, con sale in zucca.

Insomma, oggi abbiamo messo l’Ente in difficoltà. Ha dovuto prendere decisioni inaspettate perché una classe si è dimostrata troppo brava e non era stato previsto. Non fanno più i lavoratori caproni di una volta. D’altra parte vedi cosa succede a mandarli all’università, i figli? Non trovano lavoro, ma compilano test selettivi quasi perfetti.

È un guaio.

Comunque alla fine abbiamo sostenuto anche questo secondo test non previsto (in 8, perché due, ripeto, l’han fatto perfetto). E adesso comunque non è cambiato nulla, a parte che lunedì ci diranno come sono andati.

Sia che siam stati presi sia che non l’abbiamo passato. Sono persone gentili, in fondo.

Vi dirò. C’è stato un buon momento in cui ho pensato ‘li sfanculo’. Perché era da fare. Perché non giochi con il culo di disoccupati che si impegnano a fare il quiz a premi con in palio un posto di lavoro. Perché già il fatto che ci si prestino ti dà l’idea di quanta merda una persona ingoi pur di trovarlo, un lavoro, pure per un mese. Pure che è ben pagato, questa è roba che dovrebbe far vergognare chiunque trovi ammissibile mettere i lavoratori in condizioni di accettarla senza nemmeno porsi il problema di essere parte del meccanismo di un gioco a premi fatto sulla sua pelle.

Eppure lo facciamo. Abbiamo una soglia della dignità talmente in basso che accettiamo anche una cosa del genere.

Ma questo giochino del rifare il test all’improvviso, come se fosse scontato che noi siamo disposti a fare qualunque cosa, e tu lo sai, è una roba da matti. E in un mondo normale con condizioni di lavoro differenti o con garanzie migliori non dovrebbe nemmeno essere ipotizzabile.

Però noi non siamo in un mondo normale. Non lo sono nemmeno io. Che a quasi 39 anni comincio sul serio ad avere la strizza, all’idea di non avere un posto di lavoro.

Quindi mi tappo il naso e invece di mandare la gente dove si merita come facevo a 27 anni con l’incoscienza beata di chi pensa di avere il mondo ai suoi piedi e tanto un lavoro lo trova di sicuro, adesso faccio pure un secondo test sapendo benissimo che è una condizione di merda.

E la sapete una cosa? Dopo le prime bestemmie nemmeno mi viene più voglia di incazzarmi.

Non so se sia saggezza o stanchezza. Propendo per la seconda. Quindi ora mi dedico a roba migliore. Ho pur sempre decine di ebook che mi aspettano sul kindle. Quindi fanculo ai test e ai corsi di formazione. (non è nemmeno detto che lunedì non mi prenda un moto di orgoglio, ma ne riparliamo lunedì)

Buon fine settimana.

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