Dorian Gray e altre amenità

Anni fa lavoravo in un posto dove si facevano interviste telefoniche. Sì, quelle dove un malcapitato accetta, protetto dalla legge sulla privacy, di rispondere a domande che possono andare dal ‘quante volte usi l’auto a settimana?’ al ‘hai mai fatto sesso sul divano?’ (true story, non chiedete).

Ora, in questi posti capitano i colleghi più disparati, dagli universitari fuori sede o in sede ma squattrinati, ai neolaureati in cerca di un’occupazione più consona, a gente con un futuro alle spalle che deve necessariamente portarsi a casa uno stipendio decente perché ha una famiglia, delle spese, sarcazzo. Per dire, non avevamo tutti lo stesso livello culturale, eravamo piuttosto eterogenei.

Ricordo molti colleghi, e a volte invece dei colleghi ricordo episodi che mi si sono scolpiti nella mente, pure se il nome del/la protagonist* mi sfugge.

Uno è legato a Il ritratto di Dorian Gray.

C’era questa collega che non aveva una grandissima cultura ma va detto che leggeva. Ogni tanto arrivava con un libro diverso. Leggeva senza criterio, non ho mai capito come scegliesse i libri.

Per qualche giorno arrivò con Il ritratto di Dorian Gray, che stava leggendo incuriosita. Io ero contenta, che ve lo dico a fare, amo molto tutto Oscar Wilde, mi faceva piacere vedere qualcuno che leggeva il suo romanzo.

Poi lo finisce. E me lo dice. Le chiedo, come succede in questi casi, di solito: “Ti è piaciuto?”

Lei mi guarda scandalizzata. “Ma il ritratto invecchia”. Pausa. “Non è possibile”.

Ora, sono stata zitta (evitate di ridere, grazie), ma anche quando sto zitta ho un problema. Una mimica facciale abbastanza esplicita.

Ho cominciato a strabuzzare gli occhi e ho spalancato la bocca. Aprivo e chiudevo. Cercavo di articolare parole e non uscivano. In realtà avevo anche notevoli problemi di respirazione.

Dentro di me pensavo MA COME CAZZO TI VIENE.

E poi basta. Anche se a questa cosa penso, ogni tanto, ogni volta che mi trovo davanti qualcuno impossibilitato a sospendere l’incredulità.

Ecco, ci ho pensato in questi giorni. Perché quell’espressione, occhi spalancati e bocca spalancata che apro e chiudo è la stessa che mi viene ogni volta che leggo una critica sulla mancanza di verosimiglianza scientifica di Interstellar.

Dopodiché penso ‘e io che credevo di aver visto un film. No, era divulgazione scientifica. Quante cose si imparano’.

E taccio. Il che, a pensarci, è un bene per tutti quanti.

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One thought on “Dorian Gray e altre amenità

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