Ringraziamenti sparsi (e di sicuro incompleti)

Se ci sono dei link, in questo post, c’è un motivo, ed è che ci dovete entrare e vedere chi sono le persone che sto ringraziando. Quindi apriteli.

 

Allora succede che a me, le cose importanti, vengono sempre in mente mentre sto lavando i piatti. Tipo che penso al nonno mentre lavo i piatti e siccome dopo 20 anni mi viene ancora da piangere, piango sui piatti sporchi. Così poi la schiuma si porta via le lacrime e siamo tutti più contenti.

Poi mi vengono in mente le persone che vorrei mandare affanculo, non tantissimo, un po’, e allora strofino bene i piatti finché non vengono lucidi, e pure lì, via nello scarico.

Oggi c’è stata una novità. Mi son venute in mente tutte le persone che dovrei ringraziare e che non ringrazio mai perché pure se non ci si vede o se ci si vede poco mi fanno sentire meno sola. E ce ne vuole, a farmi sentire meno sola, soprattutto di questi tempi. Queste non le ho mandate nello scarico insieme alla schiuma, non mi sembrava carino. E siccome per certe cose non basta il pensiero, adesso vi sopportate l’elenco delle persone che devo ringraziare per avere evitato che quest’anno fosse catalogato come di merda senza appello.

Sono rigorosamente in ordine sparso, se mi dimentico qualcun* abbiate pazienza, sono un po’ stanchina.

Cominciamo con Beatrice, che in pratica si subisce tutti i miei sfoghi dalla mattina appena apro il computer alla sera quando spengo, via chat di facebook. Poi è la Barista logorroica, quindi, voglio dire, va ringraziata a prescindere.

Poi viene Spikkia (qui indicata con la pagina delle sue creazioni in ottemperanza alla legge sulla privacy, e pure perché se ci passate magari vi piace qualcosa e uniamo l’utile al dilettevole), che oltre a essersi sciroppata la lettura del mio romanzo provvede pure a procurarmi la lana buona, e son cose fondamentali.

Batchiara è quella che ogni tanto mi fa venir voglia di leggere o rileggere libri che nemmeno mi sarei sognata di prendere in mano. Vedi alla voce Promessi sposi. Poi si fa trascinare in giro a vedere roba vecchia, tipo chiese, statue, cose così, e ascolta pure le bofonchiate che racconto. Non mi uccide quando prendo qualche cantonata, e di questo le sono molto grata.

Neurom, Gaia (anche lei indicata con la pagina delle sue creazioni, per i motivi di cui sopra) e Leonardo, che vedo sempre troppo poco, più per colpa della mia pigrizia (e del 409) che per mancanza loro. Vediamo di rimediare l’anno prossimo.

La Vivi, che per fortuna c’è altrimenti la dovrebbero inventare, a cui un giorno, quando avrò abbastanza soldi, dovrò pagare un reumatologo.

La Maestra, pure se non ci siamo mai viste prima, perché ogni tanto basta un diemme lungo sessanta messaggi per eliminare una serie di cattivi pensieri.

Max, pure se ogni tanto mi fa incazzare come una bestia perché mi dice che sono sempre arrabbbiata (in realtà no, non sono sempre arrabbiata. Sono triste, è un po’ diverso) e pure se non gli piacciono le robe vecchie che ci sono in giro per Roma. Però un giorno lo prendo, lo lego e lo porto a vedere un sacco di roba noiosa. Così mi vendico.

Fabrizio, che è un altro che non ho mai visto, ma rimane quello che riesce a farmi scoppiare in una risata forte all’improvviso, e la cosa, chissà come mai, gli riesce sempre nei momenti in cui strangolerei qualcuno. Poi per il resto ha un brutto carattere, ma ci si accontenta. Se passo per Bologna mi devo ricordare di offrirgli uno spritz.

La Chiara (sì, con l’articolo, perché qui a Milano si mettono gli articoli davanti alle amiche, e la Chiara esiste da quando andavo alle superiori, e io alle superiori ero a Milano e mettevo articoli davanti a tutti i nomi femminili, senza ritegno. Poi ho smesso, ma quando avete un articolo davanti al nome vuol dire che siete lì da un sacco di anni, e che ci siete rimaste, quindi non vi sentite offese), perché tutte le volte che ho bisogno di farmi salvare dalla mia famiglia è lì e mi salva. Spesso insieme a Serena.

La Barbara del cane, come la chiama mia madre, e suo figlio Giovanni che mi vede a mesi di distanza e si ricorda lo stesso di me. Tutte le volte. Perché è un’altra che quando ho bisogno di farmi salvare, c’è pure lei. E mi tiene pure a cena.

Non credo di aver terminato l’elenco. Di sicuro ho dimenticato qualcuno.

Come? Il Correttore? Scusate, ma il Correttore non lo sto considerando. Lui è semrpe lì pure quando non c’è.

E adesso basta col miele, tornate a fare quello che stavate facendo, che io devo uscire e andare al cinema.

AGGIORNAMENTO DELLE 15.05

Lo dicevo che avevo dimenticato qualcuno. Galatea, lei sa perché. E Mentz, pure se non ha ancora trovato la strada per arrivare al Pantheon. Se mi viene in mente qualcun altr* riaggiorno.

Advertisements

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...