#misuntvundipirla (per buona pace del Presidente Maroni)

Allora, ieri alla fine c’è stato il famoso convegno a favore della famiglia, quella roba di cui si sente un enorme bisogno perché, come è noto, la famiglia sta rischiando l’estinzione.

Dice Costanza Miriano (cercare tra i virgolettati nell’articolo), una delle meglio intellettuali che ci concede il nuovo millennio (ce ne sono altri, eh, tutti del medesimo spessore, non tutti così impegnati a dire cazzate sulla figura della donna in particolare, ma hanno tutti opinioni piuttosto MEH su qualunque argomento e le rivendicano con orgoglio. E siccome è concesso anche il diritto alle opinioni MEH, noi gliele facciamo esprimere riservandoci poi il diritto di prenderle a pernacchie. Tutta roba garantita dalla Costituzione, eh), che non è vero che i gay sono il primo nemico della famiglia naturale, perché il primo nemico sono le tasse e il fisco.

Ora. Sulla questione tasse e fisco posso essere d’accordo. Il problema di fondo è quando mi dice che i gay non sono IL PRIMO nemico della famiglia naturale. Perché indica che, pure se non si sa a quale posizione si classificano, i gay sono comunque dei nemici della famiglia naturale.

Se voleva spiegarci che il convegno di ieri non è contrario al diritto dei gay di formarsi la loro famiglia, le è venuto piuttosto male.

A parte ciò.

Il convegno di ieri, che non dubito sia stato portatore di incredibili considerazioni su quanto è bella la famiglia uomo-donna, e quanto è importante che la donna si occupi, solo lei, dei figli perché si sa che la mamma è sempre la mamma, mentre il papà deve rimanere nel suo ruolo di orgoglioso portatore sano di pantaloni, altrimenti sia mai che si scade nel disastro educativo, e tralascio la questione del tema degli anticoncezionali, toccato anch’esso (eccerto, la famiglia è fatta di figli, più sono e meglio è, le donne sono fatte per sgravare, loro sì, mica due uomini gay. Sulle lesbiche non mi è pervenuta nessuna considerazione, ma magari non hanno ancora capito che esistono pure loro, o sempre nella migliore tradizione siccome sono donne non hanno diritto di parola e di considerazione. Ah, sì, Costanza Miriano ce l’ha. Ma come fai a non concedere la parola a una che ti dice che la donna deve stare sottomessa? Ti sta dando ragione, è ovvio che abbia diritto di parola), è stato caratterizzato da due episodi meravigliosi.

Il primo è capitato all’interno del convegno stesso, dove i sostenitori della famiglia naturale che passano il tempo a spiegarci il loro messaggio di amore cristiano e che ogni tanto, quando si vestono da Sentinelle in Piedi lasciano messaggi paternalistici a chi li contesta, dicendo che vorrebbero spiegare davanti a un caffè, con calma, e col sorriso sulle labbra, perché il loro diritto di odiare è sacrosanto, nel momento in cui è capitato l’imprevisto (ossia un elemento esterno che chiedeva di porre una domanda magari fuori tema ma non particolarmente insidiosa, tipo ‘se i vostri figli vi dicessero che sono gay come reagireste?’) prima hanno tentato di non farlo proprio parlare, e dopo che ha formulato la domanda lo hanno cacciato fuori. GUARDA IL VIDEO (cit.)

Credo che nemmeno Genny ‘A Carogna sarebbe riuscito a far di meglio durante una partita. E non era una partita.

Era un convegno con il patrocinio della Regione Lombardia  (era presente, lo ricordiamo, il Presidente Maroni, e insieme a lui c’era un ministro, tale Lupi, un onorevole di nome Ignazio La Russa, e quel tizio dalle camicie strane, Roberto Formigoni.I rappresentanti della classe politica che un po’ tutti gradiremmo vedere a un convegno di Hannibal Lecter), che se lo scorda spesso ma rappresenta anche quei cittadini gay che fanno tanto schifo a buona parte dei suoi consiglieri.

Comunque del primo evento ci sono immagini meravigliose, che resteranno nella storia di questa grande difesa della famiglia naturale anche contro le pericolose domande fuori tema poste durante un convegno a dei sedicenti cristiani.

L’altro evento, stavolta fuori dal convegno ma a pochi passi, si è svolto nella piazza del Palazzo della Regione.

Ecco, questo è uno di quei momenti in cui a me l’orgoglio di essere milanese, proprio, arriva fino alla punta dei capelli.

C’era un sacco e una sporta di gente.

Tutti a manifestare il loro dissenso per quel convegno che di fatto è inutile, perché come abbiamo ripetuto più volte nessuno sta minacciando la famiglia naturale, come la chiamano loro. O tradizionale, come diciamo noi in modo più corretto, e ben consci che la famiglia di cui parlano loro ormai è una rarità e sarebbe bene far pace con l’idea che le famiglie sono tante e di tipi diversi. Ma vabbé, che lo scrivo a fare qui, tanto mica mi leggono.

Quel sacco e una sporta di gente è stato minimizzato dal Presidente della Regione, Roberto Maroni, con un ‘non mi faccio condizionare da quattro pirla’.

E insomma, pure questa è stata una grande caduta di stile. Dare dei pirla a persone che esercitano il loro diritto di essere contrari al cappello della Regione a un convegno non solo inutile, ma pure imbarazzante per la presenza tra i relatori dei rappresentanti di un’associazione che considera i gay malati è quantomeno discutibile.

Ma tant’è. Maroni pensa che i pirla fossero solo quattro. Stabilitelo voi, se erano quattro:

i quattro pirla

(la foto è presa dalla nuova pagina facebook I quattro pirla, dove potrete rendervi conto da soli se in effetti erano solo quattro)

Oh, tra l’altro di pirla come loro ce ne sono un sacco, in giro per l’Italia. Altri non sono potuti andare a causa dell’influenza, che in questi giorni sta falcidiando un bel po’ di gente.

E tra quei pirla, piaccia o no a Maroni, c’erano pure persone provenienti da famiglie tradizionali che non sentono la famiglia tradizionale in pericolo, forse perché, loro sì, hanno ben presente cosa significa, una famiglia accogliente, dove non si guarda in faccia la sessualità dei suoi membri ma il grado di amore e comprensione che riescono a garantirsi.

Ci sarei andata anche io, in quella piazza, con il mio bravo cartello, non fosse che i treni da Roma a Milano continuano a costare un botto quando non prenoti con largo anticipo. Quindi Maroni di fatto ha dato della pirla anche a me.

E io lo rivendico con orgoglio: mi sunt vun d’i pirla.

Glielo dico in milanese, così capisce meglio.

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