Quindi l’han chiuso sul serio, #friendfeed.

Che poi, doveva essere il 9, e invece l’agonia è durata fino alle 23.15 (ora italiana) del 10 aprile. Ieri sera.

Se vi guardate intorno sui social che frequentate abitualmente potreste incontrare bande di sbandati che parlano un linguaggio incomprensibile, frasi come GIAO, SONO ZIAH e nemmeno vi sono parenti, per dire.

Che mettono strani hashtag, tipo #ècolpadiubi, e voi vi chiederete ‘chi cazz’è ubi?’. Anche giustamente, eh.

Che si muovono sperduti in mezzo alle dinamiche di facebook, ecco, magari in questo momento stanno scrivendo una frase sarcastica sotto una vostra discussione e tra poco arriverà un vostro lontano parente incapace di riconoscere il sarcasmo, li prenderà sul serio e comincerà un flame. E se vi andrà di culo il vostro lontano parente vi toglierà dagli amici. A volte è un bene, ma non è consigliabile se vi ha lasciato in eredità la sua casa a Ischia.

Che si sentono in imbarazzo terribile a doversi esprimere nei 140 caratteri di twitter, perché i 140 caratteri di twitter ti ammazzano ogni voglia di articolare un pensiero. Diciamocelo proprio fuori dai denti. (sto provando a usare twitter. Santo dio, come caspita fate a scrivere roba degna di nota in quel poco spazio lo sapete solo voi. Vi stimo moltissimo)

Che si trovano spiazzati in mezzo all’esercito di sciachimisti, grillini, bimbiminkia, semplici individui incapaci di scrivere in italiano corretto, e non riusciranno a trattenere l’istinto di venirvi a correggere, magari anche un po’ a perculare in modo bonario, senza rendersi conto che no, quello non è friendfeed.

Sì, è vero, esiste una nuova riserva, per questi poveri disadattati che si trovano a circolare per il mondo da soli, ma è ancora in fase di rodaggio. Per un po’ di tempo ve li troverete tra i piedi.

Non siate cattivi con i friendfeeders che si aggirano per il mondo. Se vi sembrano troppo rudi è perché questa mattina non avevano più una casa, i friendfeeders che vi ritrovate tra i piedi. Oggi hanno bisogno di una carezza, di un caffè, di un cioccolatino. O di un gattino.

Ecco, se gli mostrate la foto di un gattino, non ci metto la mano sul fuoco ma potreste farveli amici. O almeno renderli più tollerabili.

Siate gentili con i friendfeeders che non hanno più una casa. Adottateli.

Se volete potete adottare anche me. Faccio parte da anni di questo #teamdisadattati.

(nessun friendfeeder sinceramente dispiaciuto è stato maltrattato nella scrittura di questo post. Ma un po’ di autoperculo stamattina non guasta, nemmeno a me che sono sveglia dalle sei e non so bene se grattarmi l’orologio o caricarmi il culo, senza la pagina di friendfeed aperta)

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4 thoughts on “Quindi l’han chiuso sul serio, #friendfeed.

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