Della pena di morte e di altri demoni

Ho appena letto una roba che è un classico delle discussioni sulla pena di morte, ma che mi fa sempre accapponare la pelle.

La convinzione che noi contrari alla pena di morte, in questo caso del ragazzo dell’attentato alla maratona di Boston, siamo contrari solo perché nessuno dei nostri parenti è morto in un attentato, altrimenti sì che la vorremmo.

Ecco, io penso una cosa sola. Sono nata e cresciuta in un Paese che aborre la pena di morte come strumento per farsi giustizia, lo stesso Paese che ha dato i natali a un tale di nome Cesare Beccaria, che parlava contro la pena di morte quando ancora era una pratica abituale.

Può essere roba vecchia, posso essere una buonista del cazzo, posso essere intrisa di cultura cattolica volta al perdono,  posso essere una che non ha una pallida idea di cosa significa perdere qualcuno in un attentato, il che è vero grazie a non so chi.

Ma se un giorno dovessi auspicare la pena di morte come vendetta, pure con una presunta giustificazione, per favore, levatemi il saluto e smettete di essere miei amici perché non sarò più una persona frequentabile (inteso: meno frequentabile di ora, e ho detto tutto).

Annunci

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...