Puntualizzazioni sul #familyday

– Quelli non erano un milione. Se non lo sapete, in Piazza San Giovanni un milione di persone ci sta solo se riempite pure tutta via Carlo Felice e tutta via Emanuele Filiberto almeno fino a Manzoni. Quelli di ieri non riempivano manco la piazza. Sono molto più credibili i 200000 indicati da gente che conosce la metratura della piazza, ma sappiamo tutti che quelli di ieri son della specie che crede ai miracoli, proabilmente pensano a una qualche moltiplicazione divina. (oh, non sto scherzando, eh. Son stata alla manifestazione CGIL l’ottobre scorso. Eravamo tantissimi, anche se non arrivavamo al milione, e la piazza era molto più piena di quella di ieri, anche nelle vie laterali).

– Ieri nessun manifestante era in piazza per difendere la famiglia. Erano invece tutti, a prescindere da quello che vi racconteranno, contrari per motivi tutti loro alla possibilità che sul territorio nazionale chicchessia possa davvero unire in matrimonio due persone dello stesso sesso affinché possano sancire un’unione davanti alla legge e godere dei diritti della coppia e della famiglia, ove eventualmente ci fossero figli (e in alcuni casi esistono già, figli, avuti da unioni precedenti. Quelli forse van buttati nel cesso, per i simpatici manifestanti, non so. Saranno meno figli di quelli che nascono in famiglie con padri e madri. Boh)

– Ieri in piazza c’era una banda di omofobi, anche se i partecipanti proveranno a nascondersi dietro la storia della Costituzione che impedisce le unioni tra persone dello stesso sesso (sono anni che gli chiediamo dove le impedisce e da anni non riceviamo risposta) o peggio ancora dietro la fede in un qualche Dio. Ecco, una cosa è certa. Ieri in piazza del Dio misericordioso di cui ha parlato Cristo di sicuro non si è trovata traccia. Al massimo si è trovato il Dio che distrugge Sodoma e Gomorra. Ma siamo lì, siam fermi all’Antico Testamento e il Nuovo ce lo siamo scordati. Non è così che funziona.

– Considerando che per il nostro Presidente del Consiglio il famoso quasi un milione in piazza per i diritti dei lavoratori non aveva voce in capitolo ed era paragonabile a zero come interlocutore sulla questione jobs act, mi aspetto un po’ di coerenza e la medesima reazione davanti a poco meno di 200000 persone. Non possono essere considerate interlocutrici sulla questione decreto Cirinnà. Non dovrebbero esserlo per una questione elementare; i diritti civili non devono essere messi in discussione. Anzi, possono esserlo solo quando si parla di una loro estensione. I casi di negazione dei diritti civili a qualche minoranza, per i motivi più disparati, vanno rifiutati come negazione della democrazia.

– Costanza Miriano e Mario Adinolfi sono espressione del lato più retrogrado e reazionario della nostra società. In quanto tali devono essere combattuti in tutte le sedi possibili. In modo democratico e dove occorresse anche con lanci di sampietrini.

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