Settembre a Milano

Non mi ricordavo più che a settembre a Milano comincia a scendere la temperatura.

Ora, forse chi ci vive da anni ed è abituato al clima non ci fa caso, ma per me settembre era ancora un mese caldo, di sudate ancora estive, maniche corte e scarpe aperte. Sono giorni che esco con maniche lunghe e scarpe chiuse. E calzini.

Poi si è presentato il mio solito raffreddore che diventa mal di gola con un po’ di anticipo.

E si somma al resto.

Adesso che sono a Milano da qualche mese ho dei momenti di spaesamento. Dopo il primo periodo di riappropriazione della città, e di vacanza, diciamo così (certo, ho cercato lavoro, ma eravamo in estate, chi ci credeva?) adesso comincio ad assestarmi.

E ho capito una cosa. Non è più la mia città. Non è che mi prenda a calci ogni volta che vado in giro, eh. Niente di tutto questo. Anzi, è sempre molto più gestibile di quanto non sia mai stata Roma, pure nei momenti in cui non c’erano gli scioperi improvvisi dell’ATAC (ciao, romani, vi voglio sempre bene).

Ma non è più mia. Non ho più delle abitudini, mi devo ricreare dei posti dove mi piace andare, tra poco finirà pure l’Expo che per qualche mese è stato un buon rifugio per le giornate vuote, poi sta per arrivare l’inverno e i miei vestiti invernali sono ancora a Roma, non tutti ma una buona parte sì…

E non ho ancora un lavoro.

Forse è presto, eh. Alla fine non siamo nemmeno a metà settembre e sto cercando lavoro insieme a gente che probabilmente lo cerca da mesi prima che arrivassi io. Però diciamocelo, fare colloqui e non essere richiamati, di continuo, mette a dura prova chiunque. Io che non so ancora se mi sto grattando l’orologio o caricando il culo mi sento leggermente sotto pressione.

L’unica cosa che mi impedisce collassi nervosi sono i miei amici. Quando serve mi portano a bere o si fanno rompere le palle in chat, su whatsapp, e abbracciano.

Ecco, questa cosa che qualcuno mi abbraccia, io non la sottovaluterei troppo. Pure la storia di avere degli amici non è male. Diciamo che sono in una città che non è mia, ma non sono in terra straniera.

Non basta, ma aiuta.

Poi per il resto, mi ricordate di stampare il mav per l’università (sono al 72° posto del test, volevo gnegneare quelli usciti dalle superiori che stanno al 700° ma mi pareva brutto), prima del 15 ottobre? Grazie.

Ah, già. Il 6 ottobre invece ho l’orale per il patentino di guida turistica a Roma. Non lo passerò, ma in questo momento sto provando a studiare, di nuovo, le leggi regionali per il turismo.

Chissà se ne rifanno uno per Milano, di esame per il patentino. Intanto mi metto a cercare.

(uno di questi giorni vi racconto le mie vacanze milanesi. Ho fatto gente e visto cose. In genere belle)

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2 thoughts on “Settembre a Milano

  1. Sei tornata a Milano? E allora perché fai l’esame di guida turistica a Roma? Perché non dovresti passarlo?

    Prima o poi devo portare Dimi a Roma e volevo avere te come guida.

    Dobbiamo solo risolvere un problema: lei vuole fare un fine settimana, io le ho detto che non ha idea e se andiamo a Roma ci dobbiamo state almeno una settimana.

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